Vittorio (Gytano) è Attore comico, Autore, Scrittore e collaboratore Giornalistico.
Qui potrete leggere la sua biografia e presentazione agli Amici Poeti.

 

chi è la bestia?

La folla si accalca,

brama,
urla,
infuria …
 
uomini,
donne,
bambini …
… “brava gente” …
 
hanno gli occhi sgranati,
avidi,
per il cruento spettacolo …
… bestiale.
 
In mezzo stan due cani,
resi violenti dalla cattiveria umana,
resi belve dalla nostra stupidità,
resi “mostri” dalla ferocia dell’uomo.
 
Combattono,
lottano in una guazza di sangue e brandelli carnosi …
 
… si mordono fin a straziare le carni,
i loro denti azzannano,
affondano,
strappano …
 
l’urlo della folla cresce,
il tifo aumenta …
 
… il cane azzanna il rivale alla gola,
stringendo con i denti il collo del suo simile,
esausto,
sofferente,
inerte,
sconfitto …
 
  … a terra …
 
… rantola,
guaìta,
agita le zampe,
scoordinate … convulse,
tenta di liberarsi dalla morsa assassina …
… ancora una volta … l’ultima …
 
… poi … lentamente … il buio,
i muscoli si acquietano,
spalmandosi sulla rossa terra, spolverata di peli e tranci polposi,
gli occhi si spengono,
il dolore cessa,
il male scompare … per sempre …
 
… e mentre il sangue sgorga a fiotti,
caldo e nero come l’umana vergogna,
la “brava gente” si disperde,
nelle tasche soppesando il danaro puntato sul cane vincente ….
 
 
(tratta dal romanzo-denuncia "Chi è la bestia?" di Vittorio Rombolà -
Casa Editrice Pagine)
2Ottobre2008

 

 UN MINUTO DI SILENZI0

( … … … ),

( … … … ),

( … … … ),

( … … … ),

( … … … ),

( … … … ),

( … … … ),

( … … … ),

( … … … ),

( … … … ),

( … … … ),

 

per chi ha fame,
per chi soffre,
per chi muore
e per chi é morto già prima di morire.
silenzio ... appena un minuto.
grazie.

 

(Vittorio Rombolà
 - da “polvere gytana” – edizione Aletti 2005)

 

******************

 

QUELLA CHE NON SEI ….

 

Ti vedo silente

su quel freddo marciapiede ..

… i tuoi occhi mesti

e il tuo sguardo scavato

sembrano stonare

al cospetto delle tue vivaci forme erotiche …

 

… quanto dolore,

costrizione,

violenza,

sofferenza …

 

… promesse non mantenute…

chimere dissolte …

 

condannata a darti

senza mai amare,

obbligata ad umiliarti

ad ogni pietoso guadagno ..

 

… ogni mano che ti sfiora

è stillante ferita …

ogni alito che respiri

è sudicio lordume …

 

… tu

destinata ad esser giudicata

per quella che, in realtà, non sei:

una puttana.

 

(Vittorio Rombolà -
 da “… i colori di uno zingaro …” – edizione Aletti 2007)

 

******************

Le finestre sono aperte

ed il vento spazza via ogni cosa,

 

la porta è divelta

ed il lordume si accasa senza ostacoli,

 

il tetto è marcio

e la pioggia allaga quel che poco resta:

 

un cuore indurito,

una mente assente,

due occhi mesti,

e qualche scheggia di vetro.

 

(Vittorio Rombol
 - da “polvere gytana” – edizione Aletti 2005)

 

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Felicità è

donare magicamente le gambe

a quei bimbi che le han perdute a causa delle guerre,

per far si che corrano

a picchiare quei capi belligeranti,

che, con le loro idee idiote, hanno

inchiostrato i vivaci colori della vita …

 

(Vittorio Rombolà
 - da “polvere gytana” – edizione Aletti 2005)

 

* * * * * * *

Dolce, ghiotta,

burrosa e pastosa.

 

Calda, golosa,

prelibata ed eccitante.

 

Unica, gustosa,

amabile e nobile.

 

Eccellente, squisita,

amata ed odiata.

 

Inimitabile cioccolata.

 

(Vittorio Rombolà
 - da “polvere gytana” – edizione Aletti 2005)

 

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“CHI E’ LA BESTIA?”

 

Un giorno un cane disse al suo padrone:

“… ti sarò sempre fedele, ti difenderò,

ti terrò compagnia, farò la guardia e vigilerò il gregge,

giocherò con te e la tua famiglia,

con voi gioirò e soffrirò,

tu mi comanderai ed io ubbidirò …

… sarò la tua vista, il tuo olfatto,

il tuo soccorso, la tua speranza,

… sarò il tuo migliore amico”.

 

Mentre il cane abbaiava queste parole,

l’amato padrone si accingeva ad abbandonarlo

in una fredda e buia strada.

 

Il cane pianse per molti giorni,

sperava che chi aveva amato più della sua vita,

tornasse indietro per riportarlo a casa.

 

Infine,

rassegnato, congelato e stremato,

pensò, ancora una volta al suo padrone,

perdonandolo per quel gesto ultimo:

“bau bauuuu bauuuu …

padrone, se un giorno dovessi di nuovo incontrarti,

non potrò fare a meno di servirti “come un cane”,

non potrò odiarti né serbarti rancore,

coltiverò la sola speranza di esser considerato

un essere vivente, quale io sono …”

 

… dopo aver pensato ciò,

il cane chiuse per sempre gli occhi.
 

Chi è la bestia?

 

(Vittorio Rombolà
 - da “polvere gytana” – edizione Aletti 2005)

 

 

 

 

DI SEGUITO ALTRE MIE POESIE EDITE

E PUBBLICATE IN UNA

PRECEDENTE PUBBLICAZIONE

(una poesia è inedita)




TU e ... l'inverno

una nuvola bianca
si staglia nel cielo turchese,
terso,
limpido,
vitreo ...

l'aria è gelida,
pungente ,
sulle gote,
sulla punta del naso,
sulle mani ...

gli zigomi arrossati
colorano il tuo bel viso,
raggiante,
rubineo ...
....meraviglioso.

(9/12/2005)

Lo specchio

Eccomi dinanzi a questo specchio,

dinanzi a quel che io sono,

quel che sono stato

e quel che volevo essere.

 

Eccomi dunque,

lo sguardo intenso e segnato,

le gote solcate da una smorfia inespressiva,

pensieri, luci, colori ed ombre.

 

Eccomi assorto,

a mettere a fuoco i miei tratti,

le mie labbra,

i miei pensieri.

 

Cosa c’è al di là di una barba incolta,

di una fronte corrugata,

di uno sguardo severo

e di un sorriso amaro?

 

Tutto quel che io sono,

quel che sono stato

e quel che volevo essere.


da "polvere gytana" - edizione Aletti
(24/08/05)


Scheggia di vetro

 
Le finestre sono aperte
ed il vento spazza via ogni cosa,

la porta è divelta
ed il lordume si accasa senza ostacoli,

il tetto è marcio
e la pioggia allaga quel che poco resta:

un cuore indurito,
una mente assente,
due occhi mesti,
e qualche scheggia di vetro.

(24/08/05)
da "polvere gytana" - edizione Aletti
 



ORIZZONTE

Laddove si perde l?orizzonte,
dove ogni immagine sembra essere
un gioco della fantasia,
dove la luce, le ombre e la foschia
si mescolano insieme
in un impasto pregno di solennità,
si perde la mia mente,
estasiata dalla silente magia
e cullata da tanta immensità.

(9/12/2005)


 


NON TEMO LA MORTE

Non temo la morte,
perché ho saputo succhiar la vita,
mi sono emozionato per un alito di vento,
ho gioito per il sorriso di un bimbo,
mi son rialzato ogni qualvolta cadevo a terra.

Non temo la morte,
perché ho dato un significato alle mie parole,
alle mie lacrime,
alla mia rabbia,
ai miei silenzi.

Non temo la morte,
perché mi attende discreta,
perché non mi infastidisce
ogni qualvolta leggo una pagina di un libro,
o accarezzo i capelli di mio figlio.

Non temo la morte,
perché non è mia nemica
e sereno non la temo
perché a nulla servirebbe temerla.

(25/08/05)
da "polvere gytana" - edizione Aletti