Conosciuta in Internet come " Danzandosottolaluna ", è madre felice di tre splendidi    ragazzi: Sofia, Chiara e Stefano, e nonna, dei meravigliosi Antonio e Marco.
  Adelaide è insegnante di Latino e Greco in un liceo di Messina.
  Nata a Catanzaro, vive dall'età di 17 anni a Messina, che ama come la sua città , al pari di tutta la Sicilia... e di tutti i siciliani... che definisce STUPENDI.
  Così, ama presentarsi : ..-miscuglio esplosivo di natura calabro-sicula. Amo la VITA....amo questa GRAN BELLA...BASTARDA CHE E' LA VITA...
  I suoi Hobbies: leggere, comporre versi, ascoltare musica. Si dedica, da qualche anno,
  alla composizione di un dizionario di lessico siciliano di etimo greco. Ha scritto monografie su aspetti della cultura greca, tra cui ""l'irrazionale e il sogno""[giura che non sono noiose le culture dell'antichità classica....e non è noioso neanche per chi se ne occupa.....insomma non si considera un ' MATTONE PE(N)SANTE...']
  Sono due  i MOTTI che l' accompagnano:
  
     1) CREDERE...CREDERE...CREDERE  S E M P R E ,
           sia pure in un sogno ...in una favola...
           ma CREDERE SEMPRE...
     2)"A' DDA' PASSA' A' NUTTATA..." (E. DE FILIPPO)
            ...io aspetto che la mia passi...
          non importa quando...
          ma l'importante è CREDERCI...        


 

 

Vieni

a svegliare il sonno della pianta

e a coprire il nudo dei silenzi
 
versami sguardi

lungo i deserti d'orfane carezze


distillami i sensi a gesti

dove l'intimità gela in attesa


soffiami dentro

in acini di fiamme

l'acceso che spira tutto

dal tuo inferno


...e lieto

godrà

il camino

del mio inverno


In Te...

dormire

in te

in mezzo alla campagna

sotto un bel cielo liquido di stelle

starcene stretti

di fronte alla marina

sull'umida sabbia

a raccontarci

il poi

un cielo tutto nostro

un mare per noi soli

sfiorarci piano piano

essere

...noi


Filastrocca d'Amore

a sera

quando m'affaccio

al lume della luna

e l'aria respiro

fresca di gelsomini

ti giunga d'improvviso

la mia voce

e in filastrocca

ti riecheggi in cuore

raccoglierò

per te voci

e pensieri

e li colorerò d'oro

e di rosa

mentre farò parole

dei silenzi

che l'animo mio voleva

e il tuo attendeva

gabbiani inquieti

voleranno ancora

di luce impazziranno

i girasoli

quando ci cercheremo

in un mattino

portati

tu

dall'Aria

e io

dal Mare


Al gabbiano che torna(va) a volare

torna a fiorire

l'Alba

di sorrisi

e le vaghezze

ad allietare

l'Ora...

in bocca

il dolce-amaro

d'un Sogno ritrovato

l'odore stupito

d'una Carezza antica

ed un sentore in gola

delle Parole note

che voce non sa dire

o forse

teme

e dentro il Cuore

in fremiti

di Voli

un trasvolare

Mari

all'Infinito



SFIORAMI

...dice la tua pelle

alle mie dita

intimidite

e ti disegno

onde di seta

e caldi arabeschi

a fior di labbra

impressi sul tuo corpo

-non ti fermare-

sussurro alla tua mano

a palpebre socchiuse

e gambe intrecciate

e mentre mi scorri

con perle levigate d'emozioni

argini abbatti

e in cave spelonche

secche sorgenti

ritorni a far brillare...



Ora s'allunga il sogno...(a contenere le Albe in avvenire)

Pioggia

lambisce i vetri

svegliando l'ora tarda appisolata

colando in oro suoni

su fenditure cupe

da tempo fisse a secco

e abbandonate

strina cespugli inerti

esplora intrichi

allenta e abbatte

fili spinati

attorno ai miei confini

recintati

e in soffi di respiri

scorre ruscelli

per gole desertate

sciogliendo tutto il tempo

che avevo... nel silenzio

attorcigliato.------


Brucia l'Incenso d'una canzone... consumata

All'altare del Sonno

brucio l'Incenso

d'una canzone agli altri sconosciuta

in giallo di girasole

gusto di grano e sale

dalla Terra

rosa di rose in semi d'abbandono

e ogni nota

è un fumo di Preghiera

in verde di palma volto verso il Cielo



Expansio

Quand'è tramonto

di latte d'inchiostro

e miele

sotto una bianca luna

che occhieggia sopra il mare

bevo in un solo sorso

l'universo

perdo di spazio e tempo

ogni confine

e tutta m'espando

in alto

fino al Cielo



Filano le ore

Una volta ancora

al quadrante lunare

illusione di stelle

sorelle

ed il sangue

di rosso nerastro

in un gioco sottile

mi fila

beffardo

...le ore

...e l'opera non è buffa sulla scena

ombre

in penombra

ci recitiamo

eterni commedianti a bocche chiuse

presto il sipario cala

e non c'é inchino

e s'alza lesto

sordo di battimani

Silenti spettatori

là in poltrona

spalle ricurve

inerti nelle mani

seguiamo l'ombre nostre

di buffoni

e l'opera non è buffa

sulla scena!


Caduta rovinosa ( ...se mangi una Sirena)

non bastano

le toppe della notte

a tacitare scosse di pensiero

in mano il buio ha fruste

per squadernare il cuore

farti sognare

un dove

un quando di un'attesa

dal fuori

un cambiamento

che ti rivesta a nuovo d'altra vita

e scopri

poi

all'istante

che sei solo nozione

sospesa tutt'intorno

d'ogni cosa

stridìo d'un treno in mesto dondolario

muta rassegna che non trova posa

appesa

senza fine

ad un Addio

e torni a stare in quella processione

solo di giorni grigi

di notti sempre eguali

in cui stagni d'inerzia

e dentro

muori


Niente miscela d'oro... per il volo...

favola bella

di profumi d'ombra

e petali di luna tra i capelli

quel secco di ramo

che sâ'indorava

ancora

a nuova vita

e in lontananza

e a tratti

sbadiglio indifferente

di un uomo senza amore

mi sussurrava

blasfemità d'aurore

in eresia di sogni

e di chimere

a secco crolla ogni nota

e in contro/canto muto

il niente

soffia un abbraccio

a rovesciare

un giallo soffocato

...di mimosa.

 

 

 

 

 

 

Moriva l'anima verde...(... e tu mi sei accaduto)

vita di foglia

al freddo irrigidita

e in verde agonizzante

l'urlo della mia pianta

a braccia tese in alto fino al cielo

convinta dell'assenza di quel frutto

che maturasse ancora alla stagione

poi all'improvviso

apparve

chi mi indicò un germoglio

mai sopito

chi m'adagiò sull'erba

chi in una stretta calda

mi trasmise

voci di boschi e suoni colorati

chi dispiegò il suo odore

e tutta m'ammantò dei suoi respiri

in soffi d'azzurro d'acque

rinnovate


Iperbole...

Alla soglia dell'alba

quando si stira ancora insonnolita

iperbole mâ'avvolge

di voglia d'un respiro dentro il mio

d'un travasare in eco di sorrisi

in giochi di sguardi

tra mani furtive

in preda delirante a una corrente

e labbra in arsura

a dissetarsi al fresco

della fonte...

e mentre m'affiora il cuore

nella gola

e l'onda m'annoda tutta

nelle spire

sento

ch'è il fluttuare

bianco

...del lenzuolo



Sulla scia del (non) ritorno

A sera

al fermo del silenzio

tra barche ormeggiate a riva

a sbadigliare

scivola accanto

il tempo

che si riveste a nuovo

di colori

e lento mi sfoglia l'ombre

dentro il cuore

in quell'istante

priva di corpo e nome

e di parole

muto l'essenza in suoni di respiro

entro nel vento

e m'inanello in orme

sopra il mare

Sui sensi ambrati... speziati accordi

un braccio di traverso

sul suo petto

il suo respiro

un'ala sulla guancia

e la pressione al fianco

d'un tepore

che scorre di corrente

sotto/pelle

avvicinarsi col respiro lento

scartarsi l'un con l'altro

come doni

e insieme ripercorrere

ogni istante

da 'un viaggio teso in volo

verso il Cielo

vegliare poi...

sul viso addormentato

sbirciare con terrore le lancette

chiedendosi perché non sia più lento

lo scorrere

nemico

di quell'ore



Spicchio di... Luna (... in colatura/arancio)

A sera

quando la terra s'apre

in Paradiso fitto di colori

e l'aria

d'ambrosia è intrisa nei profumi

sete mi coglie

di grappoli di parole

d'acini zuccherini da succhiare

racemi da intrecciare nel mio cuore

a germogliare in fiori i miei pensieri

e al canto

in contro/canto di cicala

al pizzicore in gusto della Luna

fermenta in succo-arancia

e cola

...il cuore


Preliminare (in pubblico... d'un ballo)

le dita

nel colletto della giacca

morbidi e lenti

i gesti nel massaggio

uno sfiorare di guancia

sulla guancia

e al fitto colloquiare con gli sguardi

chini la testa

annusi i miei capelli

bisbigli un desiderio dietro il lobo

lo imprimi in scie d'umore lungo il collo

e in linfa che mi trascorre d'emozioni

mi piego vinta

e molle mi lascio andare

al tuo pressare lieve

del ginocchio



preliminare

in pubblico

d'un....ballo



In quel punto azzurrato... d'arresto


nella soffice ombra dintorno

s'affacciava propizia la luna

aspettando al verone le stelle

ed intanto cadeva la sera

io cercavo una sola parola

che lassa incastonata pendeva

mentre in eco spandeva profumi

e cadeva la sera leggera

fiore puro mai colto e odorato

sulle labbra mi piovve all'istante

nel sussurro d'un riso velato

che spirò poi sommesso

...di sera

in quel punto azzurrato

d'arresto

dove il sogno interrompe

il mio pianto

e il singhiozzo si perde

nel vento.


Sul macero dei ...se...

spargere a sera

consolazioni

sul macero dei se...mai giunti in fine

e poi al mattino

reimpastarne il mucchio

in acqua già filtrata di chimere

attesa di risposte

una per ogni se...da modellare

e sfugge il tempo

nel debordare lievitando in mano

registra variazioni la lanterna

smaschera insegne vuote

entro uno specchio

che moniti mi rimanda

assai inquietanti

e intanto

vaga incerta

l'ipotesi di fede

e il dubbio

la scuote

sempre

e la interdice



Niente più suoni a raccontarti un... poi

a riva del mio mare di metallo

con l'occhio sempre fisso all'orizzonte

l'orecchio teso al suono d'un arrivo

respiro aria di marmo

del peso grigio/fumo di un'attesa

in un silenzio sempre senza ascolto

che indifferenza copre d'altri detti

in quei momenti brevi

e tutti vani

che quasi ti concede

come in dono

un flusso di marea

in sordo stridore cupo

sulle rive

mi scorre con violenza di detriti

m'apre davanti un greto

di ciottoli in mezzo a travi di relitti

e cerco

invano

nel rovistìo di sabbia

quella parola attesa

e non perduta

che mi racconti

ancora

trame di rami a festa

vigore di cespugli

sentori penetranti

zampilli chiacchierini

e frecce di Sole

che tornino a violare

altri risvegli in due

e attese d'albe

ma il tempo l'ha corrosa

in voce e suono

e giace ancorata e muta

in fondo al mare.