Michael Santhers

 Michael Santhers , risiede a Campomarino  (CB ) , Impiegato di professione.

E'
  nato a Cercemaggiore (CB)  il 28/10/1957 .   

Ha pubblicato le seguenti sillogi poetiche:.

Piccoli rumori dell’anima - Vite contromano - Amori scaduti di un essere qualunque - Pensieri che non dormono mai - Una farfalla all’ombra della luna  - Quando gli alberi si rifiutano di ospitare le foglie - E..!!le rose piangono al tramonto - Un temporale acclamato con nuvole dirottate - Poesie cialtrone - Normalità incondivisibili tra maschere clonate - Scritture agricole e metropolitane - Parole fredde - Silenzi che hanno parlato al vento -  Voci dall' inferno - Vetriolo

Visita il suo sito: www.santhers.com

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L'ODIO

L'odio è una iena nel dirupo di un bosco
piscia intorno al cuore
e recinta il suo territorio
e ogni cosa che tenta di entrare
fosse un usignolo,una farfalla
un ciclamnino magari ai bordi
non ha scampo,
questo male odia il sole
ama il sangue e le ombre scure
di nera foresta
è nel tetro che si è generato
ha scavato il suo pozzo nell'anima
vuole ai suoi piedi il dolore degli altri
è torba che infittisce vegetali a difesa
che nascondono,proteggono,
l'unico modo per render mansueto
questo feroce animale
non è incendiare il suo habitat
perchè veloce altrimenti si sposta
in spergiuri e vendette in altri posti
più oscuri,più impervi
ma il potare soave senza danneggiare
gli alberi eletti
lentamente sia per il bene di pianta
che per donare spiragli di luce
qualche ramo di troppo,
riprende così vigore la specie a protezione
donando sollievo ad altri intrighi di vite
e la bestia si fa tra diffidenze,mansueta
all'intrusione
e seppur con ruoli distanti
la tolleranza iniziale prende fiducia
allenta man mano la rabbia dei denti assetati
e fa cogliere un fiore
nella mezz'ombra conciliata
tra chi ha capito l'altrui male e difesa
e chi s'è piano lento fidato

da:Pensieri Alternativi
(26Giugno2007)

 

 

L'AVARO

 
Ogni giorno
rinnova al cielo preghiere
all'accumulo
promette gli interessi alla morte
se al sorteggio lo pesca
e l'ignora
poi scende a patti col diavolo
e lo invoca socio in affari
 
Nessun amore
strappa una goccia dal ghiaccio
nel cuore
e considera la famiglia
cani al tozzo in catena
fanno buona guardia del piatto
col languore dell'osso
mentre lui finge di allenare
i denti alla carne
 
Non ha dolori
se non quello di veder l'anime
mendicare nel petto un raggio
di luce pensato tesoro
 
Trova sollievo
nell'ultimo gesto
una protesi d'oro occultata
tra labbra già secche
che alla chiusura di sguardo
s'aprono lente
mostrano un ricco sogghigno
alle tenaglie del tempo
 

da:Vite tremule

(18 Sett.2006)

 

MOTEL 3

Tanfo di più sudori
coperto da DDT
per l'amore
di troie
vestite da faine
al succhio di
sangue bianco
in lerci motel

Si suicidano i fiori
baciando i piedi
allo stelo

Discariche ambulanti
intitolate Signore
come ladre
per le scale
dopo aver ripulito
i corpi

Guercio di mestiere
il portiere punta i soldi
contati al tatto
e vede la carne
che rende

A casa
Madonne consumate
pronte per qualsiasi
errante o in ciabatte
San Giuseppe

da:Vite tremule
(15 Giugno 2006)

POETI *

Magnaccia
di parole
sfruttano le stelle
per obsolete metafore

Stanchi di retorica
sole e mare
si offrono disgrazie
per riposare
in cattivi esempi
che hanno tempi brevi

Poeti
lo scalpo è nei titoli
per impressionare
destare dal poltrire
vite col pane assicurato
in cerca di leccornie
per nobiltà elogianti

Impastatori di utopie
ciechi a verità ad un passo
cercano gli allori
sull'latrui pelle
conciata con parole

Non c'è differenza
tra preti e poeti
sicuri tra agi di terra
cantano il cielo ai disperati

Nei loro amorucoli inceppati
danno il meglio ispirato
sicura e aleatoria la condivisione
non implica sforzi a giocarsi la figura
e come diceva Dante
aver compagno al duolo
scema...la pena

da:Vite tremule
31 Maggio 2006


CLANDESTINE

Movenze felpate
sguardo da faina
entrano dal garage
fino alla hall
sradicano un documento
e autorizza con gesti cardinalizi
la marchetta il portiere
doganiere dei vizi

Sono Signore
della porta accanto
quelle che fanno sonoro casino
e maledicono i contadini
ignari del vento
fasulli dosatori nel vanto
di veleni che dalle campagne
salgono alle finestre

Scopano clandestine
per fermare il flusso
straripante dei sogni
accesi in televisione
dal cornaio di telenovelle
e resi incubi da scialbi mariti
nel pensiero ossessivo di salvare
la schiena il domani e
stanchi barcollanti
ciabattando vanno
dal letto al bagno

Finalmente
ansimi a defluire
di voglie represse
dalla parsimonia di euri
stuprati dalla matematica
complice di conta fasulla
tra galera domestica

Clandestina è la vita
come le stesse mutande
lasciano occhi orfani di fantasia
per accendere desideri più nobili
con pizzi e merletti
in posti diversi

da:Vite tremule
1 Giugno 2006

SERMONI

Due terzi del mondo
hanno altro Dio
non originale
secondo i nostri sermoni
eppure il loro credo
è più antico del nostro
ma col sangue li abbiamo
obbligati a salvarsi
da blasfeme scritture
sono diventati fratelli
ai quali abbiamo dato
il cielo sicuro
e negato il pane
più a portata di mano
dicendo che la povertà
lasciapassare pregiato
per il cambio dalle pene
a più gioie
ma questi ora
chiedono esempi concreti
e a giri di sguardi
hanno visto e vedono ancora
fatti disubbidienti
a parole
appropri fino allo schiatto
di chi professa dottrina

Molti hanno capito i ciarlatani
di ostruzione al sapere
alla scienza
salvo di essa servirsi
per annullare lavoro
portare comodità
e spiegano atomi
al volere di Dio
solo che questi alla miseria
non si combinano mai

Anche il seme è mistero
prodigio Divino
nulla a che fare con la lotta
alla tana dell'utero
ma premio di fede
che da il frutto dei figli
salvo poi decimarli con carestie
ma i sopravvissuti saranno
carne tenera cucinata dal credo
nei piatti del clero

da:Vite tremule
(23 Maggio 2006)


POLITICI

Dal palco
con falsità
prestigiate
a verità
Sante
preparano
con fiati a brezza
di sollievo
spighe mature
erette sul selciato
nel sogno di rinverdire
e ignare che
abbracci
di ammaliatori
alle spalle
sono falci di trebbia
per il pane
della storia
di ingrassi

da:Vite tremule
(22 Maggio 2006)

 

LA PECORA

Sono la madre
dell'angelo di Dio
il vostro sacrificio
indolore
al facile rito
sulla pelle degli altri

Mai ricompensa accetterò
per dimenticare
il solletico della lana nel ventre
pretendo solo l'oblìo
e invece no con rincaro allo strazio
mi ponete ad esempio
di chi segue
negligenze di masse
consigliate a portare
al fosso labili idee
ma io non gioco al pallone
non vedo la televisione
un cuoio gonfiato
e una scatola finta a magia
esche a pilotare soavi
mediocri ignoranti
per noi il gregge è
armonia solidarietà
a difenderci
dal lupo che prega

da:Vite tremule
(16 Maggio 2006)

PROFESSOR VONFRUSTEN

Scienziato Tedesco
io cavia all'operazione
asportare al cervello
la moolecola dell'amore
stanco di farmi abitare
da una figura che nemmeno
saluta mi parla

Il luminare mi diede garanzia
esser felice facendo a meno
forzare i denti al sorriso
sarai un orologio
senza sobbalzo alle ore
e le stagioni ininfluenti sul cuore
forniranno solo più a lungo
misura del tempo
e d'esso solo una futile gerarchia

Mi sottoposi all'operazione
e al mattino seguente
come rinato,leggero
col cranio fasciato
sentii il riposo degli occhi
insensibili al circostante
quando ad un tratto al canto
di un merlo associai
al suo nero piumaggio
i neri capelli di seta dell'oggetto
prefisso alla dimenticanza
fonte del mio tormento
e la rividi nella sua selvaggia
malvagia bellezza al che sgomento
un urlo diede una spallata alla bocca
e il respiro chiese aiuto alla saliva

Il professore intervenne
e con voce rauca asserì
....è troppo tardi
ho cacciato la donna dal sangue
dimentico che si era già
impossessata dell'anima

Si allontanò
e dopo qualche minuto sentii
uno sparo...accorsi
e vidi l'uomo riverso
in una pozza di sangue
e alla morsa di mano una foto
capii era un suo ricordo
e che io ero solo un ultimo
tentativo di sperimentare
ad estirpare il suo male

da:Vite tremule
(7 Maggio 2006)

 


CAMBIO

Acqua putrida
la memoria
stavolta rimarra
nel vaso

Il vaso è il mio cranio
i fiori le illusioni

Ho dedicato a te
per anni
tanti cambi di fiori
inutili
...amore mio....

da:Vite tremule
(4maggio 2006)

SORTILEGIO

Pesi ottanta kilogrammi
chiedi l'ausilio di un cane
e hai già un fucile
per uccidere un essere di piume
quanto un tuo pollice
..poi oltre a non vergognarti
ti vanterai al bar dell'impresa
ma io conto
sul capriccio di una canna
la rabbia del segugio
e forse l'anno prossimo
a maggio ci sarà
uno sparo in meno di disturbo
una melodia in più
nell'orchestra che
allieta il cuore
appena desto
dal torpore dell'inverno
a mi ricorda
....primavera...............

da:Vite tremule
(30 Aprile 2006)
 

MATRIMONIO

Due libertà
prestigiate
da un corvo
imprigionate
in
un castello
di sogni
e attese
in un fossato
vero
da un coccodrillo
nero
...affamato.....
 

Da:Vite tremule
(16 Aprile 2006)

LUNEDI' IN ALBIS

Ai draghi
biscotti non commestibili
luna nera
dei folli a leggere
linee di deliri
di mani

Sfrecciano
al rutto di trombe
si lanciano stomaci d'alluminio
di riserva svuotati
e farfalle di plastica

Piatte vite
a inseguire qualunquismo
acciuffato su sbarbo di prato
felice di mostrare
cotica di terra

Allarmi allo scempio
striduli canti di uccelli
il ringhiare dei cani
incastrati in amori violenti

Sputi su cespugli
non ancora folti
inefficaci a celare
amori di vene

Qualche preghiera
al cappio di bocca
cade sasso sui morti
....sbalorditi.............

da:Vite tremule
(14 Aprile 2006)

 

 

PADRONI

Figli
di lontani appropri
lisci a scivolare in agi
su scie di sudore
di schiavi
si tramandano
lo scettro
...padroni
domatori alla figura
passano ai respiri
giocati nella paura
in grugni e ilarità
e come le faine
di scarto in scarto
a reumatismi in carne
mirano al sangue

Non passa amore al cuore
sfruttato
bolle d'aria in vene
a giocarsi il vuoto
e il sentimento
ha bisogno della piena
per portare l'incanto agli occhi
-Padroni
della nostra barca
che su lava..và
dal sogno alle catene

da:Vite tremule
(13 Aprile 2006)



FINO A QUANDO

 
Ecco..
ti regalo l'ultimo capello
reduce ai deliri
programmati
che ti sono riusciti
poi...
darò fiamma all'anima
che hai saputo
nello strazio...allevarmi
 
Dovevi pur dare un nome
al tuo guinzaglio
scegliesti il più comune
per confondere anche questo
......amore...............
un cappio a rivoltarmi gli occhi
da esibire a suppliche
di vanto
 
Mi dicesti...
ho avuto tanti cani
e ricordo solo i muti
e quelli che abbaiavano troppo
tu bastardo sei stato poeta
tra i versi hai sussurrato
il mio nome
ti farò pagare
la combinazione
che mi ha aperto il cuore
 
Io...
stasera ti sostituirò a pezzi
..di ogni donna ti incollerò
uno suo pregio d'incanto
per amarti fino a quando
ti specchierai nei miei occhi
senza riconoscerti
 

da: Vite tremule
(11 Aprile 2006)



IL BACIO

Fronzolo affettivo
si evolve
-a giudaico
tra gli amici
-di ipocrisia
tra parenti
-di rincoglionimento
tra gli amori
fino
a diventare
per quest'ultimi
scambio
di batteri
per far fuori
ormai
....l'avversario...

da:Vetriolo
(29 Marzo 2006)
 

GARD-RAIL

Croci di petali
ai gard-rail
-occhi di madri
semafori
all'indifferenza

Addii dilaniati
in luoghi
dove ciechi dadi
stesero agguati

Sfrecciano
le macchine
qualcuno
mette
indice e mignolo
in allerta
o un gesto d'ali
con la testa
dove i colli
di clessidra consumata
persero inutile
granello
al vento

da:Vetriolo
(22Marzo2006)


DESERTO

Dune in tempesta
in riferimento
del nostro amore

Miraggio
di bocche all'acqua
l'unirsi
delle nostre labbra

Deserto
la nostra storia

Sabbia rovente
in pugni
stecchiti
l'addio
senza incontro

da:Vetriolo
(
13 Marzo 2006
)


COMBUSTIONE

Vino
combusto
nello stomaco
motore al cervello
per raggiungere
un amore da inventare

Il cuore
pilota
sbaglia
e
sul ciglio di strada
la carcassa immobile
mentre sfrecciano le vite
che sanno dove andare

Qualcuno
per pietà o per disgusto
telefonerà

Senza corteccia
un albero
croce camaleontica
farà anch'esso
la corsa delle stagioni
per il traguardo
a un ignaro camino
...fumo....al fumo...

da:Vetriolo
(
12 Marzo 2006)


MALEDETTA

A flagellarsi senza rimbalzo
se il muro fosse stato di cemento
e non di gomma
a non ritornare nel vortice
del tuo accanimento

Non mi desti mai la morte
è solo allora che cade il seme
della pianta alla rinascita

A te piacevo belva
allo schiocco di frusta al circo
e tra gli applausi la clemenza
a premio del numero

Sai anche che gli animali
non hanno amici che vengono
dal gioco di mano
tra zucchero e schiocco di cinghia
e per questo infieriranno
a spararmi la pallottola del tuo nome
suoni in metamordosi
tra granchio che ritorna e tigre

Odio amore
acqua al fuoco in legna secca
e vento di ripresa
....brucio...alla tua vanità
...maledetta.....

da:Vetriolo
(5 Marzo 2006)

SAPER OSSERVARE

E' tempo di muta
e su esile ramo
un passero arruffato
di tanto in tanto
col becco si pettina

Sotto
un gatto aspetta un errore
allerta i baffi e li premia
con pennellate di lingua
li ammorbidisce con saliva

All'improvviso alla coda
cade una piuma
verso terra s'avvita
fino a piantarsi nei riccioli
di un bimbo che l'afferra
alle dita e sorride
si fa fa solletico alle
rosee guance

L'uccello vola lontano
sgomento il felino
s'avvia in altra caccia

Poco distante
al riparo di un vetro ci sono io
e mi viene a pensare
...è una scena che sfugge
agli indifferenti con occhi inquinati
di modernità ma ciò che ho visto
è una viva parabola dove cìè....
l'innocenza
il pregio di vivere nel sogno di un volo
l'attesa non sempre premiata
la sconfitta assorbita
il ricominciare
e che siamo tutti nel ciclo
di un pasto per ritornare
alla terra
 

da: E! le rose piangono al tramonto
(
6 Marzo 2006)


L'AMBULANTE

Il freddo trovava
cattivo alloggio nei polmoni
e scontento si dileguava
in rumore di tosse
dalla bocca di rosa della
venditrice di palloncini
con le rosse mascelle
ove il sangue pagava
il conto al gelo di pelle
liscia sui vent'anni
assemblati nelle battaglie di vita

Era bella la ragazza
come se ogni pittore in stato di grazia
avesse dato a un particolare
una pennellata del talento migliore
e uno nell'emozione tardò il ritiro di mano
e vi lasciò un fossetto sul mento

L'uomo gentile e radioso
con gli anni che avevano firmato la faccia
e non scalfito per niente la nobiltà
di nessun gesto al rilento,fece per comprare
al doppio del prezzo tutta la plastica
gonfia accarezzata dal vento
che faceva promesse vagabonde di cielo
ma lei rifiutò sorridendo e disse...
anche se immenso per me
è un sol gesto di troppo buon uomo
e non sentirò più di volta in volta
l'adagio di spiccioli nella conca di mano
e con esso un contatto umano
carbone e non fuoco di paglia
che si aggiunge a riscaldar l'anima
perchè è dentro che ho freddo
in qualunque stagione

La storia finisce
io ho traccia solo di un anziano signore
a un tavolino che abbandona claudicante
con gli occhi lucidi e il cappello in mano
premuto al petto
un aperitivo a metà e un giornale
dove mancava un esiguo ritaglio
..poi mi informai...c'era scritto
..giovane ragazza Rumena...ambulante
trovata morta assiderata
-lasciai tra la saliva che oliava la gola
il mio solito....amen...........................

da:Vetriolo
(3/1/2006)

 

BASTA

Basta una pelliccia di pecora
a trasformare l'indifferenza
in un amore e allora
vanno i confetti ai porci
e le ghiande agli illusi

Poi ci saranno
anche i soliti fiori
a fare da interpreti
al cuore muto dietro le sbarre
rassegnato nella carcassa
che si diverte a imbellettarsi
alle mire di invidie
sfogia vanità
e come allora
il gallo,orologio
del rinnego di Pietro al terzo canto
oggi fa da gong
al sigillo dello sgarbo
per la morte dell'anima
canta l'avvio degli ansimi
infiniti
per consolidare il regalo
a volerne altri cento
...amori fatti di pelle
da indossare...
come capita

Il diavolo festeggia
il raggiro per
una moneta di zolfo
spacciata per oro zecchino

da vetriolo
(27/12/2005)

NATALE X

E sche penzolano
per i morti ambulanti
a ravvivarsi con benzina
attinta dal disprezzo in mano
a chiudersi in presa vuota
unghia a pelle

Passi storpi a oliare
occhi a veglia di corvi
e spediti sciolti da fiati forgiati
da calore finto
a imbalsamarsi in baracche
onde evitare rovine di coreofrafie

Doni di dolci
a copularsi la fame
e nell'amplesso d'ingordige
la riluttanza trascina
oltre l'ingombro...a eludere
il nuovo riveso di disturbo
in strade addobbate a mutande
a impreziosire teste di medaglie
guadagnate da parassiti
lustrate da concubine

E' il Natale dei poveri
compleanno degli esclusi
festa delle nebbie a celare
in risalto ai diamanti
e credo sia meglio frustare
figure d'ingombro
sul gelo delle pezze indurite
per evitare il selvaggio in adatto
a cattività e un abbasso di guardia
che l'ipocrisia coltiva
in questi giorni per il bucato
a un teatro di sporche coscienze
..e l'inverno è ancora
al primo piatto fumante

da:Vetriolo
(19/12/2005)

EPITAFFIO 3

Vi concedo di mettere
sopra le spoglie
la mia foto per aiutare
il rintraccio a
qualche superstite
timido amore segreto

Voi altri
cazzo avete da guardare
se in vita oltre a ignorarmi
non avete fatto altro
che diffondere il vostro
stupore e ilarità
ai miei pensieri

Signora
poteva vestirsi almeno di nero
non son tipo di morto
che si vende per
due crisantemi e
un gesto di braccio
che taglia incrociate
quattro fette di lapide
come una spartizione

Filate...
lasciate che questa
pioggia sottile
mi lavi la faccia
....in vita le mani
tremanti saltarono
spesso le rughe
.......amen.........

da:Vetriolo
(13/12/2005)

DUE FRATELLI

Con occhi diversi
scelsero entrambi di parlare di morte
chi con la pistola chi con la penna
..disse il primo fratello
io con l'arma tu con l'inchiostro
ne abbiamo stesa di gente
e a distanza di tempo ci sono
cadaveri che parlano ancora
chi nel cuore di mogli e parenti
chi nell'anima di ogni lettore
la differenza è che io sento il peso
di un grande dolore tu semplicemente
avverti le nebbie di fantasie

Siamo entrambi due cani seguci
solo che uno ha azzannato per finta
mentre l'altro ha morso davvero
ubbidendo all'inferno, sottraendo
ogni imputato al tribunale di Dio
raramente ma accade che dalla stessa
pianta magari di un peperone
ne nasca uno dolce e uno forte
forse per una contaminazione
dell'impollinazione e a volte
ne fa la spesa la pianta che dal
contadino riceve il taglio le ingiurie
così dalla stessa madre incolpevole
e additata ingiusta dal furore del popolo
perciò non vi è razza del bene e del male
ma semplici anomalie che in natura
si avverano...come noi due
io scrittore...tu spietato bandito

da:Vetriolo
(5/12/2005)


TI SALUTO

L a nostra è una storia
tra miele e rasoio
incartata al silenzio
che ci siamo regalati
e io sono dannato
per scriverla bene
e dò solo un accenno
del dolore che ha scavato
le rughe poi limate dall'odio
che nei cuori si è acceso
in vendette

Seppur poeta
non posso ricordarti
nella parola...amore..
è dura bestemmia per l'anima
sudata nel cacciare dal fondo
la tua pietra del nome
con la stessa corda
che tentò di annodare i ricordi

Chiamarti puttana
non dà più il dispregio
di giovamento di un tempo
or ora potrebbe elogiare
la tua arte amatoria
davvero troppo sarebbe dar reattività
di carne a una gelida tavola
di un cantiere dismesso
perciò ti saluto
considerandoti un breve black out
tra la morte e la vita ripresa
anzi un filo arrugginito di ferro
gettato che non dà più
...........nessuna corrente.........

da:Vetriolo
(27/11/2005)

CONCERTOX

Nel silenzio
che brucia i respiri
in prima fila
ristagnano luci
sui volti di cera

Il tenore
ha un piede su un trespolo
e caccia un dito di bocca
per misurare il calore del pubblico
poi parte col canto
...là...là...
....vulcano è l'anima
all'improvviso si desta
può uccidere e dare spettacolo

Il maestro
elettrizza l'orchestra
s'arresta
vibra la bacchetta
trafitta dalle mire di nasi
tremano poche mascelle sui visi
non il tuo signora
con la faccia di pietra
con l'anima muta
che nel sogno di avere
la tua calda pelliccia
di visone ignorò del tutto
anche quel tremolio e urlo di morte
di carne viva scuoiata
e mai scalfì e perturbò
il tuo muscolo a pugno
che porti nel petto
figuriamoci se solo può
percepire semplici suoni
all'aria vaganti
casomai imbalsamerai alla vanità
la tua faccia di troia
e alle ricorrenze
sciolto alla catena dei nervi
donerai una sfilata di denti
chiamata dai popolani
......sorriso.....................

da:Vetriolo
(23/11/2005)


MONOLOGO

La verità è non ci importa
più niente di nessuno
la morte ci passa accanto ogni giorno
a terra ci conta ci accarezza
forse con un segno che non leggiamo
ci marchia proprio quando stiamo
per rialzarci dalla caduta dei sogni

Ogni giorno ci aggiustiamo un'espressione
per non farci scegliere
e nelle mostre di mimiche dobbiamo per forza
barare e nel farlo ci rendiamo ipocriti
per una competizione sleale

Poi siamo sempre alle prese col rimpianto
..se abbiamo avuto fortuna ci dispiace lasciarla
se mai felicità non ci è entrata nel cuore
vorremmo provare questo volo dolce dell'anima
ma ad occhi aperti e non chiusi
come qualcuno al cielo promette

Troppi dubbi ci sono apparsi
in questo progresso dove il male
è il confronto...perdere i paragoni
una volta un'ombra era già strega
e per questo...mistero,paura,forse aldilà
e un passante che ci donava al buio la voce
era luce,speranza,salvezza
ora...mandiamo all'altra parte del mondo
la nostra faccia in un filo
ne ascoltiamo la voce e pretendiamo
anche quella di Dio

Vogliamo ogni mistero spiegato
e nella precarietà dovuta alle lotte
alle guerre,vogliamo certezze
e se queste non arrivano,
abbattuti osserviamo la vita
dal finestrino del nostro treno in disuso
e ci grattiamo sotto la cintura
per le sciagure degli altri
con la speranza di eludere la cattiva
pesca di sorte

Siamo seppur belli dei fiori di campo
di fiordalisi sovrastati dal grano
in sconfinate pianure e dall'autostrada
dove passa veloce qualcuno che conta
non ci vede nessuno
forse si pone allo sguardo
nel tempo breve d'attesa alla trebbia
qualche papavero per il suo rosso fuoco
come quello del tramonto che ci coglie
a sorpresa..come quello dell'inferno
che abbiamo portati esausti nel cuore
assetato di parole d'amore
......................amen...........................

da:Vetriolo
(21/11/2005)


CARAMELLE

Forse dieci anni
forse dieci dentini
dieci sottili steli
reggevano il sorriso intero
limpido innocente
poi reciso dal pianto
e la nuda bimba
scappava allo sputo
delle lingue di drago
che mangiavano sogni
e spogliata
piccolo verme eretto
con due rubini neri
guardava la pioggia
di carboni accesi
di una befana inferocita
sotto il balcone di Dio
..credeva fossero caramelle

Scomparve
la sua limpida anima
come foglia da seccare
stesa in un libro
dove alcuni misero le pagine
altri offrirono ubbidienti le vene
per un inchiostro rosso da risalto
-lui il bastardo
collezionista degli orrori
affondò solo il pennino
e poi donò beffardo il riso
per la storia..sua ...distorta
gloriosa nell'albo del bene
dove i morti superano
sempre gli applausi

da:Vetriolo
(15/11/2005)

TURISTI

Coi piedi
sulle ali della vita
ciechi alle realtà
che incontrano
corrotti a ciò
che vogliono vedere

Scambiano mani tese
per souvenir
vedono solo fiori
rigogliosi profumati
ignorano che coprono
abbondante letame

Tra i vicoli
litanie di lamenti
è per loro
melodiosa canzone
che li accompagna
al ristorante..etnico
pesce fritto al sudore
..odore di sale e mare

Fuori
un gatto torna dallo sconfino
si dilegua ai ratti...ammaestrati?
..la fame fantasia di scrittori
per alimentare favole

Turisti
capaci di elogiare le altrui miserie
in privilegi...folclore
delizie d'anima
per i ricordi al ritorno

Da:Vetriolo
(10/11/2005)


FIUME

Balla un copertone
avvinghiato a una radica
l'altro giorno salutò
un cadavere

L'acqua non è più memoria
ma piscio e profilattici
che non rumoreggiano
agli amori dileguati
e a te spazzino guardone
al posto di un buon giorno
ti lanciano uno sputo

Lo vedi quel frigo
con ruggine e veleno
ti sta togliendo l'ultimo
canto di rana

Quando ti soccorrerà la pioggia
frustali e mandali sui tetti
stavolta le brache sono tue
e a loro servono
per filtrarti l'urina
da celare in pubblico
ai tanti occhi
che separati
non vollero vedere

Poi calmo
darai uno specchio
a ognuno per rimirar le vergogne

da:Vetriolo
(6/11/2005)


TERRA MALEDETTA

Oh! Molise
terra maledetta
cenerentola
tu sai che il principe
non troverà mai
la tua scarpetta
e ti sveni per una bomboniera
al gatto sazio
e una trappola d'oro al topo

Terra di lingue biforcute
raffreddate nei ruscelli
un tempo gonfi al medicante
piscio d'asini
or di veleni d'uomini
convertiti a serpenti
striscianti all'ambito trono
degli allocchi
sazi alla miseria
prestano al male gli occhi

Molise
dado smusato
dai lanci del potere occulto
di nefasti governanti
nel ruzzolare mostrerai
ogni faccia con lo stesso numero
per il baro dello zero in condotta
dei figli-pecora che ti leggeranno
sotto il rimprovero di carcerieri padri
per l'osar alla fortuna
dimentichi dell'orgasmo
di un voto che per l'attimo
vi considerò alla luce
anche se scarsamente..umani

da:Vetriolo
(1/11/2005)


PLASTICA
Donne di plastica
come lucertole ladre
del sorriso rubato ai raggi
in affaccio a vendette di nuvole
insidiate al trono variabile
dell'imploro di occhi
riscaldano e provano l'estraneo tatto
a percezioni calanti di giovani amanti
ormai in cerca dello svezzo
da mamme e curiosità d'esperienza
nei meandri del pareggio degli anni

E' la stagione mimetica
intermezzo tra funerale di fiori
non colti agli amori
e marcio promiscuo di foglie
che vegliarono addi sprezzanti
e le donne sentono d'essere
plastica sperimentale
tra acciaio di ieri e spugna al futuro
sotto l'ultima frusta di coda
di tempeste elettrizzate di futilità
e ignare del tetto di anima
tegole d'anni in fila al dolore
che a ogni declino necessita
per abituare,accudire le ossa ai ricordi
troppo avvezzi al superfuo di vanità
riflesse a vetrine
ormai in appanno agli aghi di freddo
del purgatorio incombente
baro in assoluzioni di pene
dal nome....autunno...
vuota tagliola di denti
a intrappolare il nostro tramonto

da:Vetriolo
(29/10/2005)

CIPRIE

A quattro zampe
lungo il fiume della vita
due nell'acqua a cancellare
e due sul ciglio
per disorientanti umane tracce

Cagne nei motel
ringhiano alla carne
compenso al vizio
sotterrato
poi recuperano identità
su riflesso di culo
di uno zero di vetro
per il trucco

Domani solchi incipriati
di sbarra al sorriso di mestiere
saranno a una figura nera
con traiettoria di braccio
da un' orizzonte all' altro
e impennata al plagio
da terra a cielo
biascichìo di risciacquo d'anima
a occhi chiusi

Amen...gracchio di sigillo
sarà al nuovo sole
carezza di stiratura
falsa seconda mano
...di rivincita

Nuova cipria..sulla redenzione
fiorita nel becco dei corvi

da:Vetriolo
(27/10/2005)

NULLA

Fermo il vento
in queste sere
d'autunno
nel silenzio
dei morti
per cogliere
impropabili respiri
che forzano le anime

Congelate ai rami
le foglie
non offrono all'umano
riferimenti
del tempo misurato
ai movimenti

Piatta linea di confine
all'infinito
il nulla etrno della noia
tra morte
e vita
senza volto

Eternità
d'aria
colorata di pensieri
d'umanità
.....inesistente.....

da:Vetriolo
(25/10/2005)

IL GRUMO

Placenta stesa sull'erba
per mediare con inganno
agli occhi un colore ai soprusi
il fiume muove le vene
arcobaleni di chimica
e culla pesci grossi
fuori ordinanza alla razza
divenuti a forma di uova
come teste lisce di bimbi
che nell'acqua cercando un sorriso
hanno lasciato pegno al male
i birbanti capelli

La morte ha affidato
in affitto presagi agli insetti
che al planare smaniosi
offrono cerchi sulla turchina
pelle alle pene in ostaggio

Una ninfea rosa ora nera
non più appiglio del bere
ma porro di riluttanza
tetra lampara del giorno
a una farfalla stremata
che all'ultimo sforzo alla riva
impicca un'ala a un'acacia
croce di animali al calvario

Un colibrì sorvola basso
per ossigenae col vento dei
battiti a mille l'enorme scolo di sangue
che s'aggruma avvelenato
al pescatore senz'esca
che vede all'amo suicidare
creature per alleviare lo strazio
di una chimica pece di vite
ai fondali

Da lontano ciminiere
incenso al villaggio
cimitero al progresso
...era il mio fiume.....

da:Vetriolo
(23/10/2005)

ELOGIO AI CORVI

Tra tante malfatte di preti
or quì do labile accenno
..circuire baldanzose donzelle
porsi avvoltoi tra litigi di coppie
e consolatori di vedove aiutate
troppo in fretta a dimenticare il defunto
..ebbene tra tanta indisciplina
una cosa importante l'hanno fatta
sino a gloriosi meriti,un innato amore
per l'arte a partire dai secoli bui
quando la fame impediva ogni sguardo
all'effimero e a ogni semina si
attendeva un raccolto in compenso
..essi anteposero il bello di statue
affreschi a desideri di fauci e ogni impulso
seppur gratificante di carne
-Ancor oggi chiese cattedrali e conventi
tendono il filo con le bellezze alla storia
dell'incanto che grazie ad
artisti Divini che ebbero mecenate
i corvi del cielo che aprirono le porte
agli sguardi dell'anima e poco importa
se chiesero un prezzo trattato
a volte con mani sinistre

da:Vetriolo
(18/10/2005)

BRACCONIERI 2

Colori sgargianti
di piume impazzite
che lasciano carcasse
senza salutare
prendono il posto
del grigio della noia
sconfitta nello sport
di caccia

Arbitro di parte
il fucile
che qualche volta
per non render
troppo sporca
la partita
assegna l'unico rigore contro
...esplode la canna

Finisce la gara
un'atleta in barella
e invasione di campo
vittoria a tavolino
degli uccelli

da:Vetriolo
(17/10/2005)

ZAACC...

Zaacc...il rumore di una lama
che taglia una testa
non è
il rumore di una forbice
che recide una rosa
da donare al tuo Dio.
............BASTARDO.....
è una zappa adoperata
da mani guidate dal
cervello maligno
in avaria...il tuo
che recide le radici di una pianta
nata per donare allegria
che scompare nella tua follia
......
TERRORISTA........
la tua divinità...predica armonie
per ogni
riferimento
e tu coglione
sprechi la tua vita
per un dissenso
che...non
avrà mai futuro
..è proprio per questo mio dire
che il mondo vince
anche se
ai rigori sulla tua squadra del male
..bastardo basta non far
niente
per guadagnarsi una sepoltura
................
seria...............
buffone non si scherza con la morte

da:Vetriolo
(10/10/2005)

IL GALATEO DELLE FOGLIE

Ride il giorno
alle donzelle
scambiano le fruste
del vento sulle foglie
per batter d'ali del cavallo
che le rapirà all'amore
e rosso l'acero
riflette ai raggi
l'alibi di prime vergogne
per l'innocente abbaglio

Finisce al seno
evaso dall'età
una preghiera vagabonda
e il vecchio chiede conto
a Dio per il rimbalzo
su una nuvola
poi sorride e ringrazia
per aver incidentato
gli occhi al paradiso
così vicino e lui
deve cercarlo
...oltre le nuvole..

E' la stagione dei saluti
nel galateo degli alberi
che a ogni partenza
a ogni illusione
...offrono le foglie...

da:Voci scomode
(27/09/05)

ANITA

Aveva cinquant'anni
e tanto amore sprecato
nelle vene e la 
gioia
vinceva con effige sul viso
luminoso e tanta voglia
d'amare 
sincera in cambio
del nulla

Le rughe erano tutte
scolpite in 
rigagnoli
sull'anarchico cuore
e l'anima libera,ingenua
non le leggeva
come non si legge
l'età di una rondine
giocosa in volo
che fino 
all'ultimo
si spegne sul tetto
dei sogni di ognuno
e nel vento la voce
musica combinata
tra gioia e muto dolore
rifiutata da analfabeta
d'amore

Morì 
scialba ai bigotti
ma contenta perchè
in ognuno aveva 
colto
un sogno e un sorriso
che nessuno ricordava
...si riconosceva

Io 
l'amo ancora
per avermi messo
al primo posto
e geloso perchè
voleva 
essere circondata
dall'affetto di ognuno
..ciao Anita
tu credente mi 
vedrai
io morirò soltanto
con la pretesa di
una tua foto sul petto
.........
amen............

da voci scomode
(20/09/05)

MILLE DOLLARI

Mille dollari per uno a Caronte
per lo sbarco in
piena notte
e dopo un lungo giro senza la spia
della luna mandata a
cuccia dal destino
nel tempo calcolato approdarono

Immobili
aspettarono il mattino
che si apr come una bocca affamata
addomesticata da promesse

Dopo aver mosso incerti i primi passi
si
imbatterono in un pastore
al quale dissero buon giorno sorridenti
in
Italiano approssimato e questi rispose
.buon giorno un cazzo siamo
in
Albania e vi hanno preso
per il culo girando nello stesso inferno

Intervenne un saggio
.la vita un autodromo
si va a velocit folle
noi siamo stati doppiati
e quando stavamo finalmente per giungere
a pi
giri di ritardo..abbiamo
forato le gomme
.l'ennesimo ritiro dalla vita
e mille prelievi di sangue
persoda recuperare per le vene

dal volume:Voci scomode
(11/09/05)

GIOSTRA

Poi alle volte le stelle
non le vediamo più
si rovescia come
un portacenere
il cielo e inciampiamo
in questi coriandoli di fuoco
e
l'unico desiderio che
possiamo chiedere
è quello di non scivolare
sui
vomiti causati
da questa giostra capovolta
che continua a girare
senza
averci fatto
mai divertire veramente
...la coda di volpe che premia
un'altro giro non è altro
che una dentiera da indossare
per un sorriso
freddo d'iscrizione
all'albo della vita
un elenco di epitaffi
in gara
per un refolo di tempo
nel ricordo....transitorio..

da:Vetriolo
(Settembre 2005)

MISS ITALIA
 
Con fare cardinalizio
sprofondati in poltrone
serafici giudici
laureati in agraria
votano l'intelligenza
delle bistecche
 
Il capo caglio
l'addetto ai sieri
e il supervisore alla mungitura
discutono su mammelle stressate
 
Il marchiatore
mette  numeri ai prosciutti
e chiama ad alta voce
per l'ingresso alla staccionata
dei promossi
 
Domani si venderà formaggio
per i palati fini
e le ricotte faranno il giro
delle case dei poveri
 
Ridono le vacche che fecero
buoni parti
sbavano quelle che sognavano
per la prole erba d'oro
 
Loschi commercianti
con cravatte a mo di cappio
aspettano impazienti l'appalto
per le frattaglie e urlano
è la vittoria dei culi sodi
ci sarà scarto abbondante
per la plebe

 

da:Vite tremule
(18 Sett.2006)

 

PANE GIALLO

Cumulo di granturco
da rendere oro
-intorno donzelle con sogni genuini
e cavalieri in suppliche a ossa stanche
per recita convincente da principe azzurro

Prestigio il mescere a giro
del vino per stirare fatiche
mettere del buonumore
e a tal compito in genere
ragazze fragili col volto
a cileliegie primizie,fragili
e leggiadre in movenze
per addolcire il grugno
di anime custodite in rude figure
come spine al tiro di sangue
ma che danno fiori migliori

Un vocìo di copertura di aneddoti
linfa ai ricordi del duro pane giallo
mentre un grammofono
suona litanie di antico dolore
e speranze che accompagnano
danze sull'aia
estasiate dal tocco di mani
morbide ad allacciare le vite
pregate tra lucciole figlie di stelle
messaggere di timidi bisbiglii d'amore

da:Vite tremule
(17 Giugno 2006)



FALCIATURA

Mezza luna di ferro
affilata,lucida al sole
falciava l'erba
e parentesi
la chiudeva a mucchietti

Gli uccelli
con stridulo canto
a voler distrarre la morte
che si avvicinava al nido
ove ignare creature
all'affaccio di vita
nel sogno del volo
conoscevano
la paura,il dolore
ma mio padre era diverso
aveva la fronte d'argento
che a gocce dissetava
quietava il falcione
lasciava isole di protezione
allo svezzo

Al tramonto
l'appello alle ossa
richiamate sotto un berretto
di tegole che perdeva calura
alle stelle tra
inebriante profumo
di fieno

da:Vite tremule
(8 giugno 2006)


SCIOPERERANNO I CANI

Un giorno i cani
sciopereranno
per l'ateismo imposto
sotto un soffitto
non possono abbaiare
alle stelle le loro preghiere
fatte di cose semplici
come seguire tracce di una volpe
l'urina di un amore
e poi sono stanchi d'inverno
a trenta gradi nel salotto,sudati
a percepire l'odio dei barboni
che bestemmiano col cuore
la sconfitta umana
per non parlare di matrimoni
combinati,razzisti
scopare a comando
masturbarsi su una gamba
della padrona
...Ah!...rimpiangono l'anarchia
le corse folli
i corteggiamenti
giocare con la coda all'ombra di luna
la speranza a un fruscìo
il refrigerio di un temporale estivo
l'eterna lotta senza scommesse clandestine
col rivale gatto
-Poi la cosa triste
complici di morte d'altre specie
per le bizzarrie di prepotenti umani
-hanno venduto la libertà allo stomaco
-Slogan canino....
vogliamo cacciare con il fiuto
e non con il fucile...siamo cani leali
e non criminali

da:Vite tremule
(6 Giugno 2006)

 

CONFESSIONE

Feci un regalo
al mio cuore
in confessione
alleggerii i peccati

Dopo un sermone
che lasciava intuire un perdono
il prete alzò gli occhi al cielo
e proferì..ti assolvo
in nome del Padre
al che lo interruppi
gradirei vedere una delega
firmata dal suo capo
onde evitare illusioni
di assoluzione

Bruscamente mi cacciò
dalla chiesa

Solo
su una panca
pensai
la certezza non esiste
nè a questo mondo
nè all'altro

da:Vite tremule
27 Maggio 2006
 

SOMALIA

Cadde dal cielo tanto sangue
e diventò sabbia rossa
poi polvere per tentare
l'inutile viaggio inverso

L'acqua
solidale e rispettosa
alla morte dei liquidi
non passò mai
tranne qualche
nuvola disertore
per nascondersi
si dissolse

Il sole fece un arrosto
di preghiere
e gli avvoltoi decisero
di restare

Ogni tanto qualcuno
pianta un legno
a forma di croce
alibi di fede
per godere dell'ombra
tenere lontani
i ladroni

Terra dove non si può
piangere senò
circondati ti succhiano
per dissetarsi le lacrime
e nell'impeto arrivano
a scipparti gli occhi

Dio
forse un giorno
per par condicio
lascerà la carne
per le ossa
emigrerà da quelle parti
........amen................

da:Vite tremule
(26 Maggio 2006)
 

L'ASINO

Lento fra i ciottoli
squame di serpenti
ai dirupi
fino ad ambita sosta
di frescura
con eco d'insulti
ad incitar fatica
in orecchie stanche
a gigli morti

Lontano
il rombo dei motori
singhiozzi a beffa
e ripartenze
a misurar lingue di fuoco
espressione di potenze
a cavalli alati

Qualche starnuto
unge il raglio al lamento
della specie
che l'ultimo vecchio
sottrae all'estinto

Calunnia perdurerà
in eterno
a indicar difetti
dell'umano errore
e lavoro scollegato
a intelletto
dimentichi
irriverenti
sei stato tu
il baco del pane

da:Vite tremule
(11 Maggio 2006)

COSMETICI DI POVERTA'

Creme a coprire brufoli
sfogo di fegato diesel
misture al risparmio
non combuste
allora
farmaci a bruciare grassi
e conservanti sicari
stendono muffe
avvelenano per agonia lenta
enzimi

Apre pori la pelle
a raucedine e tosse di veleni
oppio all'ansia
ma sgorga lava d'intrusi
si ferma colline
cellulite

Amori
vogliono il meglio
figure a modello
su buste da spesa
donzelle in punta di piedi
nella danza del cigno

Imitazioni evase
dagli occhi
mettono il cappio al dolore
illusioni nel rantolo
mai volo riuscì
a cuori senz'ali
con monete di piombo

da:Vite tremule
(2 maggio 2006)

 

FIATO DI TOSSE

Guardiamo l'orizzonte
in attesa al tonfo
di un altro giorno
scagliato
e la coda di un sogno
guizza impazzita
per morire
lontana al ricordo

Punta contro punta
le spade degli occhi
a simulare solo l'odio
e lontane a rispetto
di lacere carni
incapaci di accogliere
ferite d'offesa
conta di punti a
l'un l'altro un tempo
assegnati

Amore.....
parola che dicono tutti
se almeno per noi
fosse fiato di tosse
a generare un rumore
uno strappo alla regola
a riportarci alla mente
due sagome
in un lampo di grazia
quando il cuore in corsa
impazzito disertava
il flusso di sangue
e sui visi in sintonia
il biancore
muta voce
di due anime timide
fuse per una sola
a trattenere
uno svelato segreto

da:Vite tremule
(20 Aprile 2006)

 

EGOISTI

Vestiti da poeti
decantano anime
trattate con finzioni
condite da parole

Si fanno carico del mondo
al balzo di notizia
eclatante del momento
seguono il clamore
e vorticando il disagio
preparano gli occhi
a scongelare una lacrima
firma bianca alla credibilità
di un dolore esigente
in una mimica
ma in fondo è solo carta
e non può aver pretese
perciò come scia d'acqua
di barca sfuggita a ormeggi
nei capricci del vento
va l'inchiostro nero
-Si accampano i lamenti
nella bianca pianura
del foglio
pronti per la fiera di parole
per qualche voce inespressa
un amore con le ali
che s'alza dai mortali
ignaro della farsa
oppure nel baratto
si scambieranno
cadaveri di sogni
da interpretare

da:Vite tremule
(19 Aprile 2006)

 

SAN FRANCESCO

Osservò
una carcassa nel deserto
disputa di gerarchie di
leoni
iene
volpi
avvoltoi

Osservò
lo scanno
degli umani
per la ripartizione di bottino
tra
dittatori
arroganti
politici
ruffiani

Parlò a entrambi
-gli animali lo ascoltarono
con la promessa di uccidere
solo al vuoto di stomaco
-gli uomini
lo fecero Santo
per toglierselo dalle palle
così poterono
continuare a rubare
sgozzare
e pregare
per farsi perdonare

La fede è opinabile
non chiede riscontri
la morale ha bisogno
di esempi concreti

da:Vite tremule
(12 Aprile 2006)



POLVERE

Rari sguardi
e ci inchiodammo
all'esistenza

Una fitta al cuore
un illusione per domani
poi l'assenza
fu il quadro
strappato
appeso
al muro del silenzio

Gli anni
di queste rapine
tutti
nel negozio chiuso
di anticaglie

La polvere
non fece in tempo
a trasportarci il bacio
morì avvelenata
sui ritratti

La parola amore
nel cigolìio
di una spallata
alla porta
che invano attese
una mano
e una galanteria
per farti entrare

da:Vite tremule
(6 Aprile 2006)





MAGNACCIA

Cappio al collo
tirato dagli inferi
nodo veloce
per andare incontro alla carne
cucinata alle fiamme
di un copertone

Per chi vende e chi compra
senza cuore e ha perso lo sguardo al cielo
le uniche stelle sono dei falò di gomma
che riscaldano parole
al buio e hanno smarrito l'anima
tra il rombo dei motori

Gli occhi sono fulmini
accessi in assaggio a un sogno
che poi è sempre quello
portare alle mura
indenne la carcassa

La bestia feroce
con una pacca timbra il culo
a simulare un offerta ai saldi
tastare la durezza
quando può ancora rendere
...non vuol vedere pianti
corrosivi al trucco per le rughe
e scoraggiare l'acquirente
screditare il mercante
magari complice anche un
sbirciar di luna a levare
un ombra su quel taglio di lametta

Eppure hanno il coraggio
di pregare anche loro
la donna per durare
il magnaccia per l'incasso
lo dimostra la coreografia
il bastardo con un crocefisso d'oro
la donna un Santino
incauto che si attacca
allo specchietto per riconoscersi
dopo la sicura sconfitta di battaglia

Mi viene solo un pensiero
quel doganiere di carne
avrà per un momento
mai notato che le sue vacche
al pascolo dei fari
hanno umane sembianze
somiglianti alla madre
o forse nella ferocia innata
di uscire libero per i danni
dopo il parto
mai la riconobbe?........

da:Vetriolo
(2Aprile2006)


VITA DI PAESE

Virgola di sottile filo
in avanzo a dita di mano
al tremolìo d'età
che insegue cruna d'ago
di tanto in tanto
una macchina sale le curve
fino a un selciato liscio
che la porge sorpresa alla piazza
custodita da due bar
ove fuori ai tavolini
bontemponi ammalati di sbadigli
si giocano la noia
intervallata da qualche pausa
annunciata da rumorìo di tacchi
di baldanzosa donzella
subito trafitta da sguardi
e tesa a ricomporre scioltezze
esser refrattaria a sussurri
carichi arroventati
d'abitudini sofferenti

Il lamento di una campana
volta a scrollarsi l'ossido del tempo
fa da gong a fermare gli aperitivi
tra lo sfumacchiare in vortice
dei comignoli che corteggiano in delizie
narici secche
a sorreggere la punta dei nasi
a un sogno

Nel ripasso delle idee
cullate da un pisolino
si fa ponte il pomeriggio
allo spettacolo serale
fuori conto di repliche

I giorni..felici
di lavorare per gli anni
portano silenzioso il conto
con dei solchi...sulla pelle

da:Vetriolo
(27 Marzo 2006)

 

MOLISE NELLA STORIA

I Vichinghi
rozzi e crudeli ma non certo
stupidi dissero..
abbiamo fatto tanta strada
non certo per esser
più poveri di prima
e non lasciarono tracce

Garibaldi..
va bene riunire la Patria
ma questa terra è
davvero strana e maligna
anche per riposare
si sentono le colpe
di un lavoro sprecato
e proseguì veloce
per non pentirsi

Napoleone...
pardon ma
non va bene nemmeno ai cavalli
si sentono pigri e nervosi
e sulla costa l'erba
è affilata dal vento
che raccoglie i lamenti
taglia la pelle e la lingua

Annibale...
sssss..raccomandò ai soldati
...silenzio assoluto
più che agli ostacoli quì
c'è gente che dorme
e proseguì in punta di piedi

Mussolini..
asserì..
mancano le scuole
li istruiremo facendoli emigrare
impareranno più in fretta
a miglior prezzo

Io..
che sono nato
in questo lembo di terra
ignorata dalle spartizioni
che contano
dico..è dovere di ogni madre
dominare con forza le doglie
e andare a partorire
nel futuro e non nel passato
recalcitrante persino ai ricordi

da:Vetriolo
(16 Marzo 2006)



VOLTI DI CERA

Due maschere di cera
sotto un cronometro
hanno in bocca due vinili
che cantano di destini
come foglie secche al vento

Di tanto in tanto
il disco si interrompe
e uno fa il moltiplicatore
dei pesci e l'altro dei suini
visto che l'Italia è
terra e mare
scialuppe e naufraghi

Severe sono le regole
per bugie di qualità
e molti sanno che un
seme di felicità può
attecchire solo all'anarchia

I sogni sono fiori
e la realtà per essi
un buon letame
di omertosi cialtroni

La poesia ci aiuterà a sognare
ma non potrà aver mai pretesa
di svelar verità
che i due figuri
col giocattolo riescono
a occultare

E' un semaforo di destini
destra,sinistra
due strade che convergono
a un punto fisso
l'inferno per chi si è smarrito

Al morbido di bambagia
il culo dei parassiti
che attraversarono
prima delle regole
...porte di ferro
al depredar compiuto

da:Vetriolo
(15 Marzo 2006)

 

TUTTO CAMBIA

Si fa corteggiare
come ogni anno ma arriverà
magari in ritardo
burlerà il ghiro al risveglio
e poi con frusta di freddo
lo spedirà tremante
di nuovo col moccolo al rintano
..capricciosa donna la primavera

Il giorno
sta girando già la partita di rivincita
a suo favore e richiama
il sole stanco dell'esilio
mentre lasciano il torbido
del flusso di abbondanza i ruscelli
rischiariti al trucco per un matrimonio
che smaschera gli equivoci
e accarezzano i ciottoli levigati
innalzati vanitosi al caldo
per un bacio a lingua di birichini
zampilli disertori inutili
alle braccia della tomba del mare

Lo vedi come cambia la vita
amore mio
un cerchio in più alla betulla
e una ruga sul tetto di fronte
che liscia suda aggli anni pirati
e noi
chini con la testa sulla croce
arrugginita dell'orgoglio
..una rosa canina
nell'impeto di splendore
coprirà anche stavolta
le vergogne di due caratteri suicidi
in odio alla vita

da:Vetriolo
(9 Marzo 2006)



IL MIO PAESE

Neve ai denti
colore a impregnarli
per un sorriso
che sempre si defila

Paese
dove le statue lacrimano
vogliono andare via
e le fontane zampillano
per farsi compagnia
nello scroscio

Il tempo si firma
con la ruggine
su chiodi infilati ai muri

la morte già c'è
e di tanto in tanto
per allenarsi fa solo l'appello
e cancella un nome
che non risponde

Papaveri al vento
vibrano i petali
per confondere
inascoltati lamenti

L'amen per qualche viandante
è d'obbligo a scongiuro
di non uscire più
perso alla vita


da:Vetriolo
(7 Marzo 2006)

DESTINO

Nel cielo
un rapace
di punta
dà al vento
tetri presagi

Sotto
allodola in cova
con l'anima
nel sogno
finito
di moltiplicarsi

Ignaro
un passante
spaventa
offre
le ali a un cadavere
e a una vita
.....la fame....


(2/1/2006)


31 DICEMBRE X

Miliardi di attori
si autoapplaudono
sul palco del qualunquismo

Assente il pubblico
sostituito dagli spari

Capponi decapitati
per essere insaporiti
vengono battezzati
con nomi di Nazioni
diverse dalla propria
e serviti da pinguini

Qualcuno
prende sul serio la parte
e diventa per sempre
un pirata
con occhio bendato
o capitano Uncino

da:Vetriolo
(24/12/2005)
 

Mc Donald's AMERICA

Due dollari
per mettere in fila
a ballare i denti
con la cugina del bisonte
vecchia vacca battuta
a tumefazione intenerita

Coca cola
squaglia nervi
e salsa rossa
va a intrufolarsi al sangue

Bianco nitrato
dilata la patata
erige il pisello
succo d'orzo e malto
fanno da compari
ad allevamento d'uomini

Pena di morte
chirurgia di escrescenze
e la guerra il gioco
per riversare l'ingozzo
di bitume nel deserto
dell'oro nero

America da esportare
col Natale dei capponi

da:Vetriolo
(14/12/2005)

31 DICEMBRE

Facendo uso della mia genialità
che mai mi abbandona
dò quì lumi a rinsavirvi
su un'antico costume
del 31 Dicembre
- Gli spari frantumano
l'involucro di illusioni
e randage si dilaniano
..i botti innocui ma con lo stesso
rumore di quelli di morte
la polvere ha una sola voce
e lo sanno i piccioni e altri uccelli
si dileguano dagli alberi
dalle grondaie e atterriti
con orientamento sommario
qualcuno va a flagellarsi
a un campanile o lascia il collo
ad un filo di addobbi di luci

A mezzanotte..auguri....è l'unico fiato
rivolto al fornaio,al carrozziere
al fioraio,al marmista,al farmacista
all'impresario di pompe funebre
ma per un buon anno questi
hanno bisogno di...incidenti
di malanni,di morti,di tumulazioni
insomma facciamo gli auguri a noi stessi
per donarci contenti a buone cavie
esser pedine al sacrificio
inconsapevoli della loro catena

Ancora una volta dò saggio consiglio
anche se dai benpensanti bigotti giudicato
eccentrico e del tutto anomalo..
-diffidando anche da mogli e parenti ed amici
per eventuale ingordigia di eredità,
di amanti in agguato,di invidia
non rimane che davanti allo specchio
augurar nuovo anno a venire a noi stessi
oliandolo con un buon bicchiere di vino
e un gran rutto a scongiuro
...............amen...............................

da:Vetriolo
(10/12/2005)

FORSE

Forse non riusciamo
a leggere oltre
...un dubbio mi viene
e se gli animali avessero
un loro Divino

La tesi non sembra impossibile
visto che ai vitali organi
molto simili ai nostri
giunge sangue dello stesso colore
come lo stesso è lo strazio di madre
a sottrazione di figlio
e chissà se in branchi o schiere
parlano degli allevamenti intensivi
come di un olocausto alla specie
con la differenza che nell'immane
tragesdia degli uomini al sol fine dell'odio
i guardiani mostravano ferocia
e intenzioni di annullamento
mentre le bestie rilevano un
tradimento di benevoli occhi e carezze
per elogiare l'ingrasso
anestetico a fermare i crampi di fame
e in tal scopo accettano forse
impotenti e rassegnati
la pesca di sorte

Anche se di minoranza
altre religioni oltre a riconoscere
a varie specie un mondo interiore
addirittura li elevano a mediare
tra la terra e i segreti del cielo

Si potrebbe opinare o dissentire
al mostrar di nostre scritture
ma pronti questi sono anch'essi
a esibire antichi ben custoditi papiri

Non potendo io dar lumi
all'enigma mi limito a dire
se proprio dobbiamo ammazzare
cerchiamo di farlo per l'indispensabile
del nutrimento e non per eccessi
e divertimenti come spesso
succede in esibizioni di caccia
o ingozzarsi a tal punto in banchetti
da smaltire poi con l'aiuto
di medicinali che chiedono
in affitto..danni collaterali

da:Vetriolo
(6/12/2005)

 

CAPITANO

Capitano
tre stelle sulla giacca
ma nessuna brilla
le hai catturate per la veglia
di guidare la morte

Urli ai comandi
per scacciare i conigli
nel petto dei soldati
e fare in ognuno una caverna
per le iene

Atterrisci
per bruciare ogni etica
e nel saluto che pretendi
braccio obliquo
mano al cielo e gomito all'orizzonte
ti senti padrone del mondo

Inciti al coraggio
di sposar la patria
ma le pallottole non
sono confetti

Non ti importa niente
vivi nel miraggio
di trasformar la carne
in una tua medaglia

A casa con tua moglie
parlerai di battaglie
sulla matematica dei morti
e poi dirai arrivammo
e citerai una piazza
e siccome troppi
............nessun nome.....

da:Vetriolo
(3/12/2005)

IENE

Iene
certe donne
...in esse
innato è
il desiderio
di partorire
agnelli
e nell'affetto
mostrare
di diventare pecore
salvo poi tradirsi
e perdere la maschera
nell'indossare
una pelliccia
di tigre
proprio a Pasqua
nell'ultimo colpo
di coda
dell'inverno

Da:Vetriolo
(26/11/2005)

FREDDO

Solo in questa notte
come una tagliola fuori luogo
pronta a chiudersi pur
di abbracciare un'ombra
o un fruscìo di respiro

A gobba di cammello
lo zaino di ricordi
in bilancio all'acrobazia
di falcianti passi
striduli e recalcitranti
all'idraulica del vino

Fa freddo a Dicembre
l'aria vedova di luce
cerca rifugio alle narici
e scappa al ringhiare
in tane già occupate

Alla morsa del gelo
la carne non basta
ha come podio le ossa
e vuole parole cucinate a vapore

Pungoli i pensieri
riuniti hanno la forza
possono scioperare all'anima
attentare a Dio
accellerati al domani
si inseguiranno forse
fino alla pazzia
che mi darà occhi diversi
a vedere la brina
in mio omaggio
tappeto d'argento

Voglio vedere i gradi
guardo come termometro vivente
le puttane
raggrinziscono la pelle al trucco
guardando i riflessi dei fari
marcarsi sullo smalto delle unghia
e poi l'orologio che in salita
perde i secondi
slittando sul culo ghiaccitao
della luna
che conta le marchette
alla gelosia delle stelle

da:Vetriolo
(22/11/2005)


EROI

Il sazio di pancia
in eccessi sconfina in follie
e s'inventano lauti compensi
per imitare vuoti di stomaco
perenni addolciti per forza da fiabe
che all'orecchie
paiono storpi rumori

Sono eroi del terzo millennio
confezionano occhi
in telecamere e hanno la schiena
che mai s'è piegata al serio lavoro

In ferie o forse vecchio incapace
dall'alto il supremo dal nome
che impera...Dio
insensibile a ogni imitazione
concede sberleffi
a chi ignora note stridule
incontrollabili di storpio dolore
dando risalto alla cantilena
fasulla di fame
volta a collezionare consensi
germogliati da tonfi di
salvaguardate poltrone

Ma si sa ogni sovrano
ha diritto al suo meritato riposo
alleggerendo gli impegni ai suoi sostituti
in questo caso...gli ecclesiastici
ma questi come il gatto
che per eccesso di ingordigie non veglia
sui topi,preferiscono in lussuose dimore
appisolarsi allo scintillio dolce
di accesi carboni che risaltano nel contrsto
alle fredde farfalle di neve
e trovan sollievo di digestione
vedendo uno schermo
propaganda di imperialisti pentiti
e mostra le ossa su un viso
sconfitte indegne alla pelle
...sono eroi del terzo millennio
Robin Hood al contrario
giustiziano la rogna dei poveri
per un gustoso tranquillo elogiato conforto
che satollo porta alla riflessione
per dispensare eguaglio di pene
...in sofferenze e imitazioni

da:Vetriolo
(19/11/2005)


CAGNE

Nel tempo ritagliato
sorretto da
collaudati inganni
al riparo da sole
e luna
in stanze d'alberghi
dopo l'ansimante abbaio
limano il fiato in gola
per voce suadente
che cullerà
l'ira dei Santi

Pellicce nuove
daranno solletico
a mani perplesse

Veloce la fuga
a sguardo basso
verso un collare d'oro
scodinzoleranno ai bimbi
abbaieranno ai cervi
in frac col cilindro

da:Vetriolo
(13/11/2005)

GIORNATE TETRE

In questo novembre
ossequioso ai morti
l'unico rumore di vita
nel progresso imposto
che usa carburante le anime
è il gesto di rovescio
di un bicchiere di vino
a disinfettare cicatrici
di graffi ostacolanti
di rospi ingoiati
nello stomaco
lago nero di occhi
due pietre di frantoio
che danno nettare di nervi
logori a ingiustizie
eterne e accresciute
all'oggi d'ogni cuor impavido
che muto freddo...s'adatta

da:Vetriolo
(7/11/2005)


OCCHI MALATI

Chirurghi soggiogati
da artisti
estirpano ogni difetto
sono gli occhi malati
di fidanzati
che si dipingono
primavere sui visi
si scambiano fulmini
per una corda di luce
che altalena due cuori
dalla fredda ragione di terra
all'etereo
e con slanci sempre più forti
fino alle stelle
ad appendere il sogno
di un'anima unica
al millennio bagliore

Il cielo è un prato
di lucciole
che accendono le note
del sussurro degli angeli
a suggerire armonie

Poi il vento sottile
raduna i respiri
li fa macerare in un vortice
per una grappa di lacrime
che diventano nuvole nere
al bivio di millenari imprechi smarriti
e l'illusione riporta
all'umano l'amore
che si allea ai meschini difetti
alle gelosie alle ingiurie

Stavolta le loro braccia
non sono tese a San Pietro
ma piegate a vincere una sgomitata
per l'allungo in anticipo
per una chiave a un pinguino
dal nome usato a vendette...avvocato

Io che scrivo
non cedetti né al cielo
né alla terra
solo alla fredda poesia

da:Vetriolo
(3/11/2005)

GIUSTIZIA ALEATORIA

Tre cavalli sul carro
e uno solo
al traino da quattro
con la lingua
arresa a pulire la bava
è questa l'icona dei furbi

Ai fessi basta una frase
sbagliata
come quella del povero
che rivendica un legno
a una pala e finisce ingannato
recluso
nel dire a squarciagola
..voglio il manicomio
invece del manico mio
..è questa la giustizia
aleatoria d'Italia
come l'estrazione dei cani
a pelo lungo al focolare
e raso legato a una ruota
col gelo di notte

Irrequieti i poeti
maledicono una bistecca nel piatto
le vitamine carcinoma all'ispirazione
di una poesia
ormai festival di aggettivi
al concorso dal tema
-la fame nel mondo-
....ockrruppgulp.....
scusate il rutto
chissà...di sazio
...o di riluttanza......

da:Voci Scomode
(02/10/05)

QUAND' ERAVAMO

Per l'un l'altro eravamo
il fiore all'occhiello
nelle passeggiate di primavera
con l'anima che sventolava
coperte che non erano bastate
al vento sul viale delle comparse
dove noi ci credevamo fissi
col cuore nelle radici dell'amore
eterno che si consolidava con racconti
e sorrisi dispensati
mentre ci chiedevano talee delle vene
per innestare la felicità
che per paure di invidie auspicavamo
a certe vite anche viste da lontano
dove era evidente la rottura di dentiera
di riserva,graffiata dai tanti ipocriti
in un...come stai di attrito
che seccava le parole cariche di falsità
...E' stato solo un destino
calcolato più a lungo
per cadere nel veleno servito
in feste con avallo di preti
anch'essi stanchi di sermoni ipocriti
che trovavano sbocco
nelle notti insonni di gennaio
e incendiavano masturbazioni
...Amore quand'eravamo...è la solita frase
vendibile al ricordo che non può bastare
a due sconosciuti sposati su una foto
divisa con cinismo da un'avvocato
per una parcella che sommato cambia
le regole matematiche
variabili agli insulti
fino alla solita litania
partorita dai coltelli
..restiamo amici.....

da:Voci scomode
(26/09/05)

UN CONFETTO ( Hiroshima)

Dal cielo terso
cadde un confetto
e sposò 
per sempre
senza prete
in una città
la vita con la morte
-Nacquero
magri
figli senza volto
sul lascito
dell'orrore dolce
e già secchi
la 
storia li torchiò
per una goccia
d'inchiostro
giusto per una pagina
da 
fotocopiare
per i Santi

Da:Voci scomode
(17/09/05)

ICEBERG

Da tempo
avevo chiuso il cuore
a ogni intrusione d'amore
e gelida la piatta vita
digeriva i giorni tetri
quando in un momento
fuori dalla conta del torpore amico
una donna con fede al dito
mi sedette a fianco
a uno spettacolo che mi serviva
più a ricordare e non a vivere
-Sentii il cuore come un cane
chiuso e punito al buio
che avverte l'annuso dei suoi simili
e un'estasi elettrizzò il cervello
mentre angeli che azzerai
ritornati mi porgevano le ali per il cielo
che da tempo a capo chino non vedevo più
...gli occhi si vellutarono sul collo
di quell'esca che avvertì un solletico
e con la testa frustò i capelli
sul pallido viso che diventò selvaggio
complice anche un seno evaso
alla scarsa custodia
mi apparve in malizie di splendore
....Oh! Dio pensai
quest'incanto sta sciogliendo
l'iceberg intorno all'anima
questa primavera mi riporterà
alle lacrime del delirio
-Chiesi aiuto alle parole
senza lingua impegnata
a spegnere l'incedndio alla gola
a corto di saliva consumata a oliare
il desiderio liberato dalla ruggine degli anni
-Un'applauso del pubblico
suonò come uno sparo ai miei organi
a ricomporsi nella tana delle mie carni
fredde immuni a ogni gioia e dolore
..un iceberg nel suo amato inverno


dal volume:Voci scomode
(26/07/05)

LA CAPRA 2

Nascosto tra i ceci maturi
con i giudei alle costole
fermi a carpire fruscio di fuga
Gesù scorse una capra curiosa
e nella paura col dito alle labbra
a questa il silenzio intimò
mentre i soldati miravano il naso
e lenti voltavano i passi
alla direzione sbagliata
ma col dispetto di tutte le femmine,l'animale
in un salto diede luogo a una danza di fuga
accompagnata dal suono nel guscio
dei frutti di ceci secchi maturi e lesti i gendarmi
piombarono al campo e il povero figlio
si trovò come asso al centro
di un cerchio con tante lance
a ruotare per l'unica mira
e al cielo volse gli occhi in imploro
al padre che nel sacrificio l'aveva
obbligato e disse
....prima che il nefasto gesto si compia
concedimi l'ultimo desiderio promesso
taglia a tal bestia la coda
finora a coperchio di sesso
e che sia posta a mira di occhi
per curiosità agli umani
e a vergogna di specie animale
..il padre rispose
..non posso negarti richiesta
e del pezzo tagliato ne farò vita
strisciante con sputo di mortale veleno
a simbolo e punizioni delle tentazioni dagli
inferi del rivale di sempre
ma la creatura curiosa ha solo interrotto
la paura di un destino segnato che speravi
al rimando..con dolore ti ho offerto pagina
bianca da scrivere in rosso col sangue dei
peccati del mondo per leture al tribunale
celeste...................AMEN....................
-Quel foglio non è bastato
scorre il sangue nelle paizze e sui muri
e i fiumi rossi rivendicano l'azzurro
di un tempo promesso

dal volume:Voci scomode
(09/07/05)

SINDACATI

Lontano nel tempo
che non contava
umani dolori
fecero qualche cosa
tolsero i confetti ai porci
per dare fine allo
smoderato ingrasso
e sui calendari
con virgola a gonfiarsi
segnarono la luna
con rispetto come
a una donna incinta
con scadenza ad aprir
porta a nuova vita
-Compiacenti gli animali
si tolsero i pidocchi
e assaltarono le carni
indebolite e tra bestie
si riequilibrarono le sorti
-Tali arbitri a veglia
del rischio di bare partite
coi fratelli trascurati
dall'occhi celeste
li chiamarono SINDACATI
ma ogni gioco che sfocia
in battaglia ha bisogno
di un bottino
a sorreggere il clamore
degli allori
perciò gli angeli
dei lavoratori rimpiansero
gli avanzi dei satolli
e lasciarono la misera ciotola
dei cani liberati
...corrotti sotterrarono
gli ideali e accettarono
l'invito all'angolo di tavola
dove il salto è breve
alle leccornie
-I padroni ringraziarono
per gli scalpi al sacrificio
tolti alla silenziosa muta
di...operai.........

da:Voci scomode
29/06/20005
 

CONTADINI

Facce di creta
con scarpe a bocca
ingrassavano avvocati
per un confine che vinto
donava gloria agli avi
e una medaglia pezza al culo
......contadini.....
convinzioni affidate a muli
rese labili da un'ombra di strega
dissolta in un piatto d'acqua
con gocce dispari d'olio d'oliva
antitodi di invidie e malocchi
totalmente estirpati
nella domenica al tempio
al levar di un cappello
e un gesto di mano
al cielo alla terra
e una carezza ai due angeli
in spalle
..........ora.................
con potenti veleni
lucidano frutti a ingordigia di occhi
e offrono stecchiti al diavolo
oltre agli insetti
anche altre sprovvedute
creature di Dio che di essi
si nutrono e per la natura
hanno perso ....ogni rispetto

dal volume:Voci scomode
18/06/05


NERI CAPELLI

Neri capelli
autostrade di pensieri
che non giungono a dimora
fermano sui seni
....respinta
e col tatto immaginato
che già sembrava pasto
al cervello,si catapulta la mia mano
che mi ritorna al petto
appena in tempo
a mettere unfermaglio
al cuore coniglio
e risplendono vitrei
e glaciali come il mare del nord
azzurro che ricaccia a riva
gli invasori sprovveduti...i tuoi occhi
lampare false dietro la folta chioma
cullata dal vento e a intermittenza
si fa sipario al tuo sorriso per il
mio sbaraglio senza più recupero
....nelle forme in movenze
trappole d'incanto
per il desiderio che si affaccia
sul balcone della lingua
nel rifiuto di saliva al refrigerio
per l'utile di inumidire una parola
.......amore............
troverò pace dopo aver frugato
con la bocca tra i capelli
fino all'approdo al collo per morire
solo dopo averti posseduta

dal volume:Voci scomode
(16/06/05)

ORGOGLIO D'AMORE

Sguardi nel vuoto
si incontrano
per rendere periferiche
le figure indifferenti
in una finzione
che spezza sintonie
represse da troppo tempo
per il primo passo
col cuore in mano
e una rosa tra i denti
di traverso a non cadere
sel sofferto sussurro
......amore........
abbiamo espresso
entrambi il desiderio
alla stessa stella
di abbracciarci
e poi ci siamo divertiti
a donarci nuvole
ai nostri occhi
a misurarci lo stupore
nei varchi del grigiore
che il vento
complice donava
ma come tutti i giochi
che innalzano la posta
sconfinano in battaglie
e ora nell'odio
pesiamo i morti alle spalle
sulla bilancia per il
minor peso di perdita
alla conta di vittoria
.....amore....
forse non faremo in tempo
a darci l'unico e l'ultimo
bacio nel dolce stremato
predono
prima che si chiudono
quattro ciglia di marmo
che un'erba selvaggia
nasconderà per far tacere
eroi inutili
avevano le anime
nella stessa stella
ma scelsero la lava
della bocca di un vulcano
a seguire....gli inferi...

dal volume:Voci scomode
(15/06/05)
 

TECNOLOGIA

Le mietitrebbie divorano
il grano maturo e lasciano
alla coda cadere fumanti pagnotte
di pane ben cotto che povere
manovalanze raccolgono
e con passamano caricano sui camion
diretti a congelare l'oro di Dio
vendibile man mano nei grandi
magazzini da osservare con languori
d'inverno alle vetrine di proclami
e si ricordano che nel caldo torrido
della raccolta in abbondanza
col premio della ditta senza il veto
di mangiare all'istante e a crepapelle
privilegiarono dimentichi dell'esempio
di cicale,la sete..ora d'inverno
plagiata dall'acqua Santa
che spontanea nella fame
dal cielo scende
e dicono tutto è fuori tempo a costo
zero quando non ci serve
...la vita è una mano allo specchio
che s'illude di pagare se stessa
e si ritira a rovistare il niente
alla tasca sfondata dall'inutile
provare
-Tecnologia...per far sembrare
le distanze così brevi
tra fame...e miraggi di un pranzo
completo sulla tavola

dal volume:Voci scomode
(11/06/05)

BOTTIGLIA NERA

La nera bottiglia
insospettisce i ricordi
animali accerchiati
da brace che prende
vigore al presagio
di arrosto

L'amore stasera
è un rigagnolo rosso
imita il sangue
e in cascata
accarezza la gola
per annegare i rimorsi

Una vecchia TV
fuori programma
tremante annebbiata
aiuta gli occhi
a polverizzare
qualche sogno superstite

Miagola un gatto
offre gobba la schiena
per un'affetto in discesa
alla mano pesante
dal tatto sprecato
ai fantasmi
poi da un colpo di coda
e in alto dritta la stende
per un'antenna alla vita
dello sprecato padrone

Erutta un respiro
a soffiare la tremula luce
sotto il fardello di notte
e l'anima vaga
a mosca sul muro

Domani
il sole sarà
un bicarbonato
allo stomaco

dal volume:Voci scomode
(07/06/05)