Massimo Turini
 

 Questa, la sua presentazione:
Mi chiamo Massimo sono nato e vivo a Casale Monferrato in provincia di Alessandria.
Lavoro come impiegato amministrativo in una grossa industria e da 26 anni mi occupo di amministrazione aziendale.
Mi posso ritenere una persona fortunata, ho una bella famiglia, un buon lavoro e mi sono reso conto che con il passare degli anni cose che prima mi lasciavano indifferente ora mi emozionano:
una bella poesia, una musica struggente, un sorriso, un bel paesaggio, una vecchia fotografia, un buon libro possono commuovermi.
Ed ho capito, finalmente, che queste sono le emozioni vere, che danno un senso alla nostra esistenza.
Purtroppo il tempo libero è poco e devo limitarmi per riuscire a fare il tutto nel migliore dei modi, ci sarebbero tantissime altre cose di cui mi piacerebbe occuparmi, anche nel sociale, aiutando gli anziani e le persone meno fortunate, chissà forse quando sarò in pensione e avrò più tempo.
Nella vita bisogna essere più altruisti, imparare a conoscere le culture e i modi di vivere degli altri anche di quelli più lontani e diversi dal nostro, per imparare e se è il caso insegnare le nostre esperienze di vita.
Ho voluto con questo..........

Per la fine della biografia visita il suo sito: Parole in libertà   ( Pagina: Siti Amici )     

 

 

Un augurio per l'8 marzo a una cara amica

(poesia consigliata)




“BALLATA DELLE DONNE”


quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli, le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia:


quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace:


quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire:


perché la donna non è cielo, è terra,
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui dentro il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente:


femmina penso, se penso l’umano:
la mia compagna, ti prendo per mano:

Edoardo Sanguineti




Affresco di un fine giornata.

Il selciato è bagnato
la salita si fa sempre più greve
le piante sembrano chinarsi su di me
le luci soffuse delle poche case
fanno capolino dalle saracinesche socchiuse,
qualche cane abbaia per guadagnarsi la zuppa quotidiana.
Ma eccolo,
è là,
nell'oscurità
in fondo al viale
vicino al larice tremante
seduto sulla solita panchina
accovacciato,
fatto su nel suo pastrano nero,
la barba incolta,
la pipa tra le labbra,
lo sguardo fiero,
fisso verso l'orizzonte.
Il vento ha smesso di soffiare
la pioggia di cadere fitta
il nonno mi ha visto
mi aspettava,
un mezzo sorriso
un gesto
e mano nella mano il ritorno a casa.
Il profumo del tabacco
misto all'odore acre dei diversi bicchieri di barbera trangugiati
la voglia di raccontarmi della gioventù andata
l'allegria mista di malinconia.
Il rammarico di un altro giorno passato.

(09/01/05)