Antonio Sangervasio

 

Nasce il 10/ 09/ 1970 (e vive a Roma).
Sposato dal 2000, ha una bimba di 2.5 anni.

Lavora come tecnico di laboratorio presso la Galileo Avionica, e da sempre scrive poesie per passione. Ha iniziato scrivendo rime per gli amici, per gioco . Si diletta a comporre piccole rime per Radio Italia Network prima e per play radio adesso con Stefano Gallarini.
Le sue poesie hanno una musicalità che si richiama al ritmo incisivo della musica con un sapiente e particolare uso dell’allitterazione per creare il suono ossessivo e incessante di un fiume in piena..
La necessità di scrivere ciò che sente dentro gli nasce spontanea dall’animo, "soprattutto quando sono solo", come lui stesso dichiara. " In quei momenti la mia mano diventa un fiume in piena e scrivo, perché ne sento il bisogno. Gli stati d’animo appaiono e scompaiono, con improvvisa velocità, e lì avverto la necessità di scrivere. E so che questa voglia non mi abbandonerà mai"..(concorso Mentana rivista nomentanum).
Poesie pubblicate sul mensile Amicizia di Roma e su diversi siti internet. Partecipa alla trasmissione POETI E POESIA sulla emittente laziale TELEVITA come ospite di poesia.

Il suo Curriculum

                                                                                                                     Vai alla pagina 2

Pace raggiunta

schiudenti usci passeggiano
al mio camminare
e una neve
tiepida
che trabocca dal sole.
Dal mare rapito
un istante soltanto,
quel po che mi basta
per sentirmi contento.
Nel rapido volgere
in cui miro la vita
respiro soave d'una pace infinita
e nei meriggi
gaudenti
di sinfonia solitaria
riecheggiano i fasti
di questa mia epopea
srtaordinaria.


***

Madonna nel santuario

Nei docili mattini
e pur mansueti,
ha inizio il mio respiro.
Insorgono le immagini,
tu vera apparizione,
dai già fiducia al cuore.
Quel lume che ti illumina
ti rende ancor piu' mistica
e al dialogo,
non certo ti sottrai.
Tu,
bella in mille secoli,
sei nicchia dentro agli animi.
Io,
deciso, non posso non fermarmi
ai tuoi colori.
Ti affido ancora i brividi,
i segreti miei piu' intimi,
la voglia assai recondita,
di dare insieme a te,
solar parvenza al mondo.


***

Mille figure

Plasmo il tuo viso
intriso di pioggia,
vaneggia la vita
che gioca alla morte.
La sorte è destino
perfino di notte.
Condotte alla guerra
le false promesse,
dismesse da anni
nei luoghi comuni.
Barlumi di lumi
di vana parvenza,
essenza è la calma
di questa esistenza.
Sbiadita la mente
ai buoni consigli,
giacigli solcati
da rughe del tempo.
Compianto è il mio amore
che appare svanire,
lenire il dolore
al ricordo fa male.



566 - Carta

Sorrisi,

tra sassi dicartone,

coriandoli,

che portano il tuo nome,scismi,

troncati di mannaia,

come potrie piu' sorridere

pensando che sei un film.

Mari,

che toccano il fondale,

mimose,

che esplodono di sole,

mancanze,

che son carboni ardenti,

come vorrei ancora udire,

la voce

che non hai.

***

567 - Palloncini

La finestra dei visi sgomenti,

tra alberi di ossigeno

e fiumi di melassa,

c'è un rio che trasporta i canti,

oltre i sensi ardisco.

Spengo la notte,mi privo di corde,

m'appiglio all'ovunque,

non temo piu' niente.

Pari,

i lisi volti,

vorranno volare.

Onde e ragione tra venti di lana,

l'olfatto sostiene i fili

di queste emozioni

che si propagano nel profumo ostile

dei capricci

alati.

***

568 - un isola

Si perde profano il buio,

nel rincorrersi sommario di parole.

Qualcuno depone una idea,

reietta,

lasciata su uno scoglio,

arsa dal sole.

Solo negligenza,

paura di esorcizzare gli istanti,

dei pianti,

del niente davanti.

Orli del mare,

divenire argine,

tutto è contorno alla luce di questo crepuscolo.

Tra la schiuma incastonata

e la brezza al sapor reticente,

come a un responso osservo

e muto taccio.

Scruto le piante nel sole planato,

un sole,

che mi rimane sacro.

***

569 - bivio il cuore

Avremo,

una bruma setacciata di miele colore,

che si disperde per una strada a caso.

I panni stesi,saranno asciugati

da venti stanati dal fondo di una

botola segreta.

Avremo,

mani di acqua

e sostanza chitante color del cristallo.

Leali,

saranno gli olezzi proposti

da lacrime d'agata d'albero

e vili gramigne si arrendono.

Ardono sassi ,gelano specchi di luna.

Avremo,

fessure da scorgereattimi attoniti,

ricolmi di tanti sorrisi,

per una ruffa

che vale un'abbraccio.

***

570 - leale,non temo

Del delirio rido,

rovescio la notte,fingo di scorgere

ombre vaganti.

Cooncepisco gli istanti di sorrisi insieme,

invento le luci che ci accompagnano.

Niente mi chiedi,

solo rispetto,

solo il sapere di osservare il tempo,

senza paure di tradire gli abbracci.

Lingua di Luna,

albeggia un momento,

non temo forzare lo scrigno

segreto di un tuo tradimento,

evento piu' assurdo

di un mare sparito.

Mille i secondi per saperti amico,

mille gli istanti che sono infinito.

***

571 - Tasselli

Assolutamente

avverto il segno dell'alba

e chiaro m'è l'infinito,

penetro la luce e cio' che gli sta attorno.

Ignoro

le labbra di pietra di una statua,

che nulla dicono.

Tra il cielo sbircio,

non so resistere,

si scompone questa alba,come se fosse fluida.

Ritrovo le verità dorate

di un mattino,

degli scogli emersi,

ho atteso il sole

per poter scrutare,

come ognuno coordina il gioco

delle follie.

***