Michael Santhers

                                                                                                      Vai a pagina 3

 

IL SILENZIO DEGLI ULIVI


Portano ancora
il rimpianto
gli ulivi
per lo scarso riparo
al figlio del padre dei cieli

Argentei
come i tuoi segni del tempo
ai capelli di seta
riflettono le foglie
i raggi rubati
tra scaglie di nuvole
in quest'autunno maldestro
che prepara maligno
al precario le vite

Scivolosi i rami
scoraggiano ogni animale
per appigli di sosta
mostrano un'anima
in un unica faccia
di fatti di vita
che offrono lettura
di pagine bianche

Sono fiori di cuori
che hanno chiuso le porte
e gettate le chiavi
ma per dovere donano il frutto

Amore
questa è la pianta
che assistette all'ultimo bacio
nel tuo bisbiglìo
del laconico addio
all'ombra di luna mansueta
che consegnò l'eterno silenzio
..........agli ulivi...............

dal volume:Soste precarie
(17/10/04)

 


DOWN

E......................
tutti presero il volo
tranne uno
il cielo o forse la sconfinata
libertà
gli fece paura
e si affidò agli uomini
depositò per sempre le ali
nel canestro di ogni cuore

Vide sempre un miraggio
all'orizzonte
per un cerchio col dito
nella nuvola adagiata
per un anello da regalare
a Dio
un traguardo di una gioia
per un sorriso agli occhi
del rifiuto

Conobbe il dolore
nello sguardo di madre
verso la parata delle rondini
in ogni primavera
e sempre più vecchia
nell'inseguire un insetto
da catturare
per chi solo
sulla terra
che odia il diverso
.......non può volare........
ma taglierà
per una sola volta
le nuvole
nell'unico richiamo
..........degli angeli...........

dal volume:Soste precarie

(12/10/04)

 

 

SPECCHIO DI DONNA

Il mio dente d'oro
sfuggì alla morsa
di unghie
artigli di falco
nel premio di posta
e rimbalzò vorticando
come acrobata in pena
che rende sudore
all'ultima luce
di gloria
per finire
sul tuo freddo cuore
avvolto di cenere
di un bruciato riscatto

Nell'urlo del vento
si interruppe l'amplesso
tra rumori di voci
di fremiti corpi
di lamenti esplosi da fauci
essiccte
e si ripulì un solco di ruga
torrente del'ultimo occhio
socchiuso
che capì la sorpresa

L'autunno che dico
incorniciò nella finestra
le foglie nel lento saluto
di mani spezzate
per perse carezze
....d'addio
di un'anima sola
che cercava un abbraccio
in un refrattario specchio
corpo di donna
......malvagia.......

dal volume:Soste precarie

(6/10/04)

 

L'UNICA TRACCIA

E' un diamante liquido
dall'aspro sapore
uscito con violenza
dalla bocca delle tenebre
saltando la rabbia dei denti

E' solo una saliva
che resiste
nelle fiamme del sole
si offre tracce
della mia tormentata
esistenza

Nomino voi
corvi di drammi
a vegliare
l'ultima strada
del mio stanco cammino
a incitare il morso di ruote
nel pazzo destino
per il taglio di lembi
dell'ancor succulente 
carcassa
e poi
indicare all'anima
che mai si elevò dalla terra
il loco più vicino degli inferi
tralasciando ogni sguardo di cielo
che vi incude paura
per la nera nuvola
che sempre in vita vidi passare
e potrebbe tornare sui crani
a vagare e sciogliersi
in vendetta
tra quei lampi
che intesi di gioia
e che mai riuscii
......a fermare.............

dal volume:Soste precarie
( 03/10/04 )

 

 

CHE SIANO I LETTORI A DARE UN TITOLO

Di nascosto
per paura di me stesso
andai a trovarla al cimitero
per dirle ciò che mi aveva impedito
il coraggio...di entrare
nella sua timidezza
aggressiva nelle difese

Il nostro fu un amore intenso
fatto di silenzi
di gesti
di sguardi
da interpretare
che fondevano le anime mute

Non ci fu mai dialogo verbale
nemmeno in sogno
mai un abbraccio
una carezza
un bacio
magari coperti da un saluto

Apparentemente morì prima lei
nell'anima non so
non lo saprò mai

Giunto nel luogo
dove dicono finiscono le pene
vegliata da un cipresso
con la schiena piegata
come a tendere un orecchio
e dar conforto al lungo sonno
vidi la sua foto
sulla ceramica cotta
a mille gradi

Dalla scrittura qualunquista
qui riposa....
due solchi mi riportarono ai suoi occhi
lo scavo di due lacrime mai interrotte

Intatto era rimasto il dolore
mi guardò con sospetto
....e io cercai di parlarle
ma la bocca non rispose

Intorno vidi altre lapidi
coi volti sereni
come a invogliarmi a rimanere
ma proprio accanto a lei
non c'era altro posto
per dormirle eterno accanto

Me ne andai con passo leggero
...notai una caverna scura nel petto
lasciata dal mio cuore

Io unico morto
che camminava seguito da un'ombra
che al mio voltarsi si dileguò
nel silenzio eterno dei respiri

dal volume:Poesie cialtrone
(26/09/04)

 

ULTIMA CENA

Come saliva
che scompare
in bocche assetate
così il tuo silenzio
inghiotte il mio cuore
amore di un tempo
nell'odio di oggi

Vedo i tuoi passi
riflessi
dileguarsi
sulla lastra di pioggia
in quest'autunno
che sembra
la sala d'attesa
di un mattatoio
e le foglie rosse
macchie di sangue
nei disegni del vento

Distante
dalle cose
che ho amato
coi coltelli degli anni
alle spalle
mi sento solo
mentre disertano
i più duri pensieri

Strappo la tua foto
dagli occhi
e irriducibile il disprezzo
lancia uno sputo
che si perde nell'acqua

Mi dico
si è suicidato anche l'odio
povero me
sono solo
sul banchetto degli anni
addobbato
coi fiori del male
nell'ultima cena

dal volume:Soste Precarie

( 23/09/04 )

 

 

CONDOMINI D'AUTUNNO

La pioggia
spinge le vite al rintano
agli anonimi intrighi
di condomini segnati
da numeri e lettere
su viali che inseguono
nomi di storia

Inerme figure
come fiale di sangue
negli scaffali
in laboratori sperimentali
aspettano l'uso
del tempo migliore
in future scommesse

Regna la pace apparente
per l'ozio dei pensieri
al riparo del vento di parole
evase da fisse dimore
di ieri
da anime torbide
da bocche avvelenate
da avidità e rancori
non addomesticati

Tra pareti sottili
che arginano a stento
identità surrogate
qualcuno
con carezze di mani proprie
libera lo sfogo dei corpi
ma c'è anche chi consuma
amplessi incorniciati
da vaghe promesse
magari sotto gli occhi di un cane
che ripete la scena
scambiando la mancante compagna
con un piede di sedia

Squilla il telefono
col filo invisibile
per legare il rosario dei cuori
per lo scambio di voci
intente a confermare a se stesse
la presenza nei loculi
della ormai dubbia esistenza

Domani il sole
annunciato da un telegiornale
spianerà la via
alla mostra dei volti
che cercheranno ombre a misura
per occultare una ruga
che come fungo
spunta alla fronte
nella foresta degli anni
con l'intendo di rimanere
e marcio sposarsi
alle foglie
in compagnia
.....della terra di sempre...

dal volume:Soste precarie

(19/09/04 )
 

 

POLVERE DI STELLE

Sul viale
di sera
gli oleandri abbracciano
vecchi lampioni
stanchi nel ventre del buio
di illuminare
puttane dell'est
che trovano l'alibi di dimenticare
vecchi regimi e si scelgono
il lavoro più facile
mostrando il culo alla vita
e il sorriso al destino

Tra una firma di gomme
di cavalli che han tolto le briglie
e ali di cuori di padri impazziti
si apre lo strano mercato
al ribasso degli occhi

Tra un copertone
che offre incenso d'esequie
allo sfiancato progresso
le donne che salutarono
onesta partenza
cedono il corpo
e giurano...l'anima intatta
a chi lontano ha fatto finta
..di credere all'intatta promessa 

Mentre spiano vite a confronto
nella salvagurdia dell'incolumità
di una ormai curata carcassa
che rende bottino
con stile di chi vuol confermare
apparenze chiare da equivoco
fumano, sputano al cielo
le nette intenzioni

C'è sempre un illuso
che vede un angelo nel posto
sbagliato e sogna di costruire
insieme alla figura smarrita
quattro mura al riparo
dalla terra malvagia
il suo angolo di paradiso

Io come tutti dico la mia
la dignità è un'idea che varia
pronta al rimbalzo di ogni giudizio
quando si tratta di fare
quell'antica alleanza
nel trattato più breve
tra l'uomo e quel bagliore
di stelle caduto dal cielo
trasformato in giallo metallo
e annebbia le menti
di chi non sa distoglier lo sguardo
da quell'orgasmo
che ha sporcato la terra

dal volume:Soste precarie

(16/09/04)


LEZIONE

Il cane abbaiò
e pensò di aver fatto
il suo dovere

Il padrone lo guardò feroce
per non averlo sentito
alleato nel suo dolore

Una rondine disse
vengo da altri mondi
dove gli animali
muoiono per liberarsi

Con pigrizia e dormiveglia
il gatto sussurrò
tra servo e padrone
un'alleanza ci può stare
ma le esperienze sono individuali
e diventano collettive
per puro caso
come la paura di un terremoto

Il padrone si indignò
e gli lanciò un martello
e...l'ho sempre saputo
che sei un traditore

Sia chiaro rispose il gatto
con te ci sto per convenienza
il tuo pasto mi giunge con poca fatica
e i miei topi posso cercarli altrove

L'uomo capì che l'affetto
non si ottiene col potere
e quello del suo cane
era un finto rispetto

Fu felice per averlo imparato
dagli animali
e non dagli uomini

dal volume:Un temporale acclamato con nuvole dirottate 
(12/09/04)

ALBA

Divorano i pensieri
le ombre nella luce fioca
tirata
per la coda dall'alba
che sguinzaglia
rombi minacciosi di motori
che
riportano a dimora
adepti luciferini

Appaiono sul viso
le prime
vergogne
partorite da sogni angusti
usciti fuori guida

Quando i primi
raggi
dell'occhio di fuoco
temuto e implorato
si propagano
con violenza
alle pupille
che si aprono come
caldarroste
nell'angusto guscio
si
liberano gli espedienti
per un sorriso convincente
da fare...da
estorcere

Qualche frustata di vento
richiama alla partita
senza
pubblico
globuli arresi
nel sangue amaro
di veleno

Lo chiamano giorno
questo prendersi a
calci in culo delle ore
questo pescaggio
per le
tenebre
di pseudo-vivi...a cottimo

da:Vetriolo
(Settembre2005)
 

L'ASINO

Dietro la corda tesa
l'asino starnutì alle stelle
scalciò un sasso
che partì come un proiettile
e stese una meretrice
poi trasformò il raglio in parole
..oh! mio padrone mi scuso a tal
sciagura..non è il galoppo
il mio pregio ma il lento andare
con la soma senza mai fiatare
all'impervio cammino
-San Giuseppe...è un'emergenza
e il tuo è un'egoismo
non faresti così inseguito
da un coltello che ti vuole carne
al macello
è in gioco il destino del futuro Re
..lo so o mio Signore e farò tutto
per l'intento di salvezza del bambino
ma son sicuro che il mio eroismo
mai giungerà nell'albo della storia
e sarò sempre ricordato nel peggiore
esempio degli umani ovvero il mio
scarso sapere e l'incorruttibile
testardaggine ..comunque seguirò
la stella che ci chiama
e adulto nostro Signore non avrà
mai tempo di rifarmi un prestigio
nella razza e a differenza d'altri credo
dove gli animali avranno statue
io allo spegnersi del lume che dal ciel
ci guida..avrò il vento di sciagura
alle spalle e una nuvola che mi trascina
verso una mortadella
-San Giuseppe...anche il cuore è
così vitale fa un lavoro oscuro e solo gli occhi
il volto hanno sfogio di vanità per bella vista
eppur non si lamenta anzi è contento
di soffrire agli artifici di questi
che adescano nel gioco spesso tumultuoso
......dell'amore...
-La bestia capì che la gloria per utile causa
serve a se stessi per nobiltà d'animo
e decoro prima dell'altrui fortunato vanto

dal volume:Voci scomode
(13/07/05)

SICILIA

Il mare azzurro
con i tormenti nel ventre
amorevole l'accarezza
come volesse riprendersela
mentre dorme tranquilla
stesa come un cavallo dedito
che si è guadagnato meritevole
la biada dopo aver scritto
con passione i suoi solchi
al riconoscente padrone

Fanciulle creole
nel pudore antico di tramando
coltivano segrete sensualità
espresse in sorrisi come lampi
che affiorano nel broncio
tra labbra carnose
incantano smarriti viaggiatori
che non afferrano l'anima mistica
e contraddittoria
di questa terra avara e generosa
umana che conserva l'orgoglio nelle vene
che pulsano sui volti dove ogni mimica
tentata s'arrende in smorfia ai principi
inamovibili dei padri dei padri
in echi che tornano come rasoi
che sbarbano le valli esigenti

Tra inebrianti profumi di zagare
che stordiscono e stendono
il filo del richiamo al visitatore incredulo
i treni infilzano le campagne
tra vigneti e tappeti di paglia
ove casolari vegliano atmosfere
di nostalgie che ancora bruciano
al sole curve schiene che vi
omaggiano nel lavoro fieri la pelle

dal volume:Voci scomode
(04/07/05)

PORTABORSE

Cervelli non pensanti
fanno da ponte
al becerume guida
di politicanti
e dormono tranquilli
nella meta
prefissata
fungersi mano destra
di una borsa
che al passaggio
apre porte
e nel riflesso
dona lustro
alla sciatta figura

Ignari del bagliore
variabile
di una stella
che il cuore ballerino
vi si affida
vegliata da
quattro occhi di un'amore
a cui non basta
la terra sola
perchè ogni sogno
ha bisogno di volare
dietro
le incertezze

Prevedibili nell'animo
fermo all'usurpare
i portaborse
vagano per malvagità
.......da eseguire....

da:Voci scomode
(14/06/05)

BUFFET DI BORGHESIA

Cameriere Polacche
nel vortice dei sogni delusi
riforniscono il buffet
stracolmo da violentare gli occhi
e atterrire lo stomaco
mentre brindisi d'avvio
istruiscono i comportamenti
a imbrogliare il falso galateo
e fanno segno alla coscienza
di rifugiarsi in un breve letargo
complice anche la musica
che invoglia i sensi fuori dal pudore
e di costumi mal sorretti in etiche
sempre col bisogno di restauro
in domenicali messe
...le prime donne sguinzagliano
al saccheggio di dolci
i reclusi bimbi

Sguardi maliziosi si arroventano
nelle mire incrociate
e movenze di signore accantonano
l'età che non sanno riconoscersi più
diventano killer d'apatie
imprigionate nel domestico dimenarsi
..rinvigoriscono seni insensibili
a antichi tatti che non sanno
più apprezzare e ora turgidi e maligni
pronti al gioco di nuovi istinti

Tra il languore abituato di musicisti
si impiccano le note in desideri
non detti che pulsano a mascelle
rosa in linea di confine e argine
tra verità del tempo che opprime
nella fretta, lungimiranze a
raschiare la ragione e le ali del cuore
che vogliono alzarsi per varcare
eteree trasgressioni che il sogno
stanco non reggeva più

In qualche ballo giusto si elettrizza la pelle
si salva in un sudore da conservare
nel ricordo di chimiche a blak out
di abitudini per dare nuovo volto
alla persona acquisita anni fa nel fatitico sbaglio
...ora il letto è un palco per amici che recitano
con lamenti orgasmi e armonie a basso prezzo

Finisce la festa e almeno per la notte
l'elisir del peccato inconfessabile
farà abbracciare ossa nuove che si riconosceranno
malinconicamente al mattino
....e il prossimo buffet...tarderà...ad arrivare

dal volume:Voci scomode
(13/06/05)

IL TAVOLO

Dallo stesso tronco di noce
dopo la morte in piena salute
vidi nascere un'altro fratello
ma ci separammo per destini diversi
...una giovane donna con movenze
armoniche e voce soave
lo scelse e nel discorso
la sentii parlare di fiori
che sempre avrebbero fatto
compagnia al legno pregiato
-Sorte diversa è la mia
scelto da due sposi novelli
che a distanza di giorni
nella contesa di un vaso
da rompersi addosso
mi raschiarono le venature
del profilo migliore
e alla separazione mi videro
testimone di ricordi che non
volevano avere
e la mediazione di una sanguisuga
avvocato mi cedette
all'attuale padrone che in anni
non ho sentito mai parlare
la sua muta voce è l'inchiostro
con cui disegna armonico
i dolori del mondo e io silenzioso
mi offro sostegno e da quattro mura
di povera casa ascolto incantato
le mille voci di anime strane
-Di mio fratello proprio
l'altro giorno
mi è giunta notizia
la soave fanciulla detta all'inizio
fu trovata con la testa fredda
china sul tavolo e nel pugno
socchiuso,tranquillanti che
nella somma sbagliata diedero
sonno infinito e sul resto
del mobile,macchie di
uno scarso liquore
che ancor si sente l'odore
addosso alla mosca
che mi sta raccontando

dal volume:Voci scomode
(09/06/05)
 

OSSERVAZIONI BLASFEME

Anche se una volta all'anno
i preti benedicono gli animali
non li ho mai visti portare
salvo eccezioni
a spasso un cane di compagnia
pur non avendo essi prole
a indirizzi d'affetto
e spesso dopo aver sentito
da loro sermoni che al mondo
ogni creatura è figlia di un solo Dio
li ho visti inoltrare serie proteste
alle autorità di potere con le quali
hanno salda amicizia...lamentarsi
di randagie bestie che gironzolano
sporchi a spaventare i fedeli
alla messa con l'intento di purificare
i peccati innescati da tentazioni
e tra essi eleganti signore
che della carità al prossimo
hanno fatto loro inamovibile motto
di vita ma il rischio maggiore non è
tanto l'immagine che perde prestigio
nella casuale coreografia
ma la paura che qualcuno adirato
nell'ira di non poter fare riflessioni
tranquille nel tempio si lasci sfuggire
una frase a bestemmia
e con la lingua inceppata dalla
fretta di scansare il disturbo vien fuori...
un por....co Dio...invece del classico simile
giustificabile ....porco di un cane
e si sa a tal udire non ci vuol niente
a rovinare anni di faticoso decoro
acquisito
..io mi consolo con una vecchia battuta
sentita da un solitario blasfemo
...in egual modo all'incontro
di un cane senza padrone
-di una donna che fa del suo essere
solo esca di occhi...ed un prete
che ama più le figure addobbate che l'anima
è sempre meglio avere a portata di mano
...una frusta o un bastone
a difesa di insidie in agguato

dal volume:Voci scomode
(08/06/05)

UMIDA PAGINA

Dietro al vetro
di macchina in sosta
osservo la pioggia
sottile come fili d'argento
nel tentativo di ammorbidire
la mia solitudine stanca

Felici
piante e animali
per la nostra immobilità
provvisoria che ferma stolture
e ringraziano questa colletta
di lacrime
che rallenta il passo
deciso e arrogante agli inganni

Inquieti e reclusi
s'affacciano i bimbi
sulle soglie di case
a volersi battezzare da soli
con spruzzi celesti
e gettano biberon
per sollecitare dentini
e labbra a ventosa su seni
conservati al dono d'estetica
spinto a malizie
di adulti

Un lampo visto come
un serpente infuocato
sventra la terra
e appare messaggio
per mediare tra inferi e cielo

Servirà a poco
questo vino conciliante
a raffreddare
i pensieri incendiati
di uomini stolti
su questa pagina umida
che incarta il mio povero
cuore
presto si sfoglierà
al vento di lamenti
spremuti dall'odio.

dal volume:Voci scomode
(06/06/05)

 

INGEGNO

Si sottopongono
in palestre a duri lavori
con infiniti esercizi di gesti
diversi accompagnati
da macchine che invece
di alleviare raddoppiano
gli sforzi

Pensai di porre rimedio
a simile spreco di forze
con una mia invenzione
e fare delle fatiche
oltre allo scopo prefisso
di grazia di corpo
anche altra pregevole
utilità, portare qualche
denaro alla tasca
e nella genialità che mai
mi manca progettai
l'oggetto delle suddette
questioni
e vengo breve a darvi
sintetica fattura di esso
..a un massiccio bastone
lungo quanto un salto
di fuga,all'estremità
ben fissai come due corna
di cervo al rovescio
e di puro metallo
da picchiare violento alla terra
da rivoltare di zolla in zolla
fino a colorare di nero
un grosso campo
pronto alla semina

Come sempre
ogni sorte mi è avversa
all'inizio l'ingegno
diede luogo a entusiasmi
ma alla fine uno sciocco
invidioso rovinò il mio massimo
impegno creativo
osò chiamare la creatura
partorita dal mio brillante cervello
con un nome volgare che tanta
paura ha fatto sempre all'umanità
anche per il ricordo di inutili sforzi
del passato legati a tragica fame
.........ZAPPA...........
-Continua umanità
a denigrare i tuoi figli prodigio
..io riderò nel vedervi
lavorare pagando compensi
e parsimoniosi
rifiutare di offrire
l'ultimo caffè ad un fratello
del mondo....che muore

dal volume: Voci scomode
(01/06/05)

MISERIA

Ingombro
sagoma sbagliata
nauseobonda
cane nella rabbia
di parole sconce
intralcio di progresso
CARNE SEGNALETICA
con scritta
divieto di sosta
pericolo per delizie
di turisti
questo è quando
sei povero e abusivo
precario sulla terra
mal ripartita di Dio
ma la sfortuna
a volte cambia
come vento d'uragano
e come serpente fuori
dalla secca muta
ti ritrovi in nuova pelle
e quel giallo di zafferano
nel piatto che vedevi
dietro vetro di ristorante
che t'inebriava nel languore
da bambino
..ora al sazio di pancia
puoi averlo colmo d'oro
rimirarlo in vendette
esporlo in blasone
ma la miseria
che hai scansato nel disprezzo
è nel sangue ereditato
come malattia incurabile
ti spaventa
e accumuli accumuli
per riempire gli occhi
distrarli dal ricordo
fino a morire
senza accorgertene
con mille possessi
che non puoi abbracciare
e vedi i più ricchi da imitare
i poveri da evitare
nel rischio del contagio
...la tua miseria
mai ha lasciato l'anima
che l'allevò
per segnare un uomo
nato e morto
maledicendo
un'eterna
miserabile
solitudine

dal volume:Voci scomode
(29/05/05)

 LATY IL POETA

Figlio di contadini
ai quali la sorte concesse
il solo sollievo
passare dalle unghia
alla zappa per scrostare
l'arida terra del Molise

Sveglio,precoe all'intuito
deviò l'impervio cammino
e tra ostiche dune
e oasi di pochi eletti
trovò il suo vitale rigagnolo
e divenne solenne poeta
di corte e il suo unico sforzo
trasformare in poesia
bugie politiche a elogi
di ingrassi per nobili
che declamarono la sua genialità

Ma come tutte le ripetizioni
distanti dall'anima
portarono all'apatia e sbadigli
di noia efferata fino all'annullo
d'ogni vitale difesa
e la letargia che si nutre
del sol ozio mentale
sostò nel suo corpo all'ingrasso

Un giorno dopo l'ennesimo
elogio a trasformare un gaglioffo
in un benefattore,decise
di dar voce propria al cervello
ma tracciò strani impulsi sul foglio
..ronf...ronf...bzz..bzz..bzzbzz..
gnam...gnam...gulp...gulp....
ronf...ronf....pr..prr..prprr.....
e come fiamma all'ultima frusta
del vento si spense
e questa rimase unica opera
ai posteri scritta con l'anima

dal volume:Voci scomode

(07/05/2005)

 


RASSEGNATEVI

Nella vita
ci sono tre immense tragedie
-alzarsi presto al mattino
e dover incontrare facce
cadute dai sogni
o peggio che non si sono
mai illuse

-Dover lavorare e sentirsi
troppo stanchi da non riuscire
a riflettere e portarsi l'enorme peso
dell'odio e dell'invidia
per chi vive nell'ozio
che quasi sempre ha due vite
una che sta vivendo
e una che può immaginare
con molta calma

-La terza è quella di dover morire
senza lasciare traccia

Si salvano forse
coloro che hanno avuto il dono
di esprimere l'effimero
attraverso la magia dell'arte

-Rassegnatevi
o voi che volete rimanere
nei giorni oltre il confine
solo per aver organizzato e offerto
nel vanto un pranzo con tante portate
con cibi difficilmente reperibili
e che vi siete potuti
........permettere........
ma una mano sulla pancia gonfia
per ingraziarsi lo stomaco
e nun rutto non hanno accesso
.....alla storia dei morti............

dal volume:Quando gli alberi si rifiutano di ospitare le foglie

 

ALLUVIONE NUMERO UNO E DUE

Gli uccelli
sui rami
guardano
le persone
sui tetti

Tra esse
ci sono quelli
che hanno sparato
per divertimento

I corvi
festeggiano
con voli spericolati
nel cielo
------------------------------------------
ALLUVIONE NUMERO DUE

Galleggiano
danzano
le carcasse
di animali morti

Galleggiano
ormai gonfi
di pace e libertà

In quella danza
macabra e felice
con i ritmi dettati
dal vento
traspare la gioia
di non esser finite
come brandelli
di bandiere
infilzate a una forchetta
per un'esibizione
breve
da un piatto a una bocca
in una festa
di beneficenza
tra brindisi
e applausi

dal volume:Scritture agricole e metropolitane 

IL MATEMATICO
 

 Le ore e i minuti dominano gli event

i sogni sono un incidente

nelle ore delle notti

che passano con visibili misure

per coincidere con il giorno successivo

Stasera c'è la luna

calcolata in un'eclisse senza misteri

stasera tua moglie andrà a dormire

con amori senza peccati, senza numeri

con un' orgasmo senza peccato

e senza formule

 

Tu lo spiegherai con una febbre

con le cifre della battaglia

di anticorpi disertori

conterai i minuti del conflitto

e quelli che ci vorranno per la pace

e quanti ne dovrai annullare per l'equilibrio
 

Ricordati che ti sparerai squallido matematico

nell'equazione

amore....milioni di sensazioni che si annullano

in due corpi

che ...si annullano

 

dal volume: parole fredde

note: una condanna ai pianificatori dei sentimenti e della vita

  GIA' ADULTO
 

L'asino supplicò il padrone

di poter restare

un'altro pò a dormire

 

San Giuseppe

con un calcio

lo esortò ad alzarsi

gli disse

la notte sta scomparendo

e la nostra stella

non guiderà il cammino

 
Mi svegliai

mi ritrovai già adulto

lontano dal tuo abbraccio

distante dal tuo seno

pronto per essere crocifisso

nel giorno da affrontare

lontano da ogni amore

che non volle vedermi piangere

 

Ci furono altre notti

e non tornai più bambino

sognai solo facce

posate su mani

con pollici capovolti

 

dal volume: .E ..!!..le rose piangono al tramonto...!!..
 

FATTI TROVARE
 

Col capitalismo ho perso un figlio
disse il vecchio podestà
convertito a forze moderate
mi fanno rabbia alcuni cani Albanesi
che votano ancora comunista

La moglie sentì tagliare l'aria dalle parole
e si sentì come un tempo
deposito curato di voglie senza effusioni
che avvenivano di notte
dimenticate dai giorni
che dovevano servire per guidar la patria
per percorsi razionali, pianificati

L'odio non si può scordare pensò la donna
e l'amore ha bisogno di armonie
di poesia che deve passare dentro gli occhi
perchè il cuore è solo il mezzo per distribuirla

Quegli occhi sono sempre torvi
non è quello l'azzurro di un mare in pace
nei suoi fondali ci sono ancora i morti
ancora le ossa che sognano di tornare a galla

La donna capì che l'amore lo doveva cercare
in un'altra vita
e quando il lupo si finge agnello
è solo per provare a gioire
delle paure che ha esercitato

La trovarono senza vita
con il sangue alle vene ormai secco
e su un foglio... fatti trovare....figlio
il cielo non è poi così grande
così lontano.....

dal volume: Normalità incondivisibili tra maschere clonate
 

QUELLO STRANO PASSANTE
 

Lo lasciarono solo
a guardare il girarrosto dei polli
sul viale delle ombre a riposo
tra la nausea dei cani al guinzaglio

La donna con la gonna corta agli eccessi
disse posso guardare senza esser fraintesa
è un uomo con desideri diversi
impegnato a raccontare bugie allo stomaco

Gli odori di quegli animali sospesi
nel vortice del calore
che donava grasso alle fiamme
mise fretta ai passanti

E' strano come i poveri
hanno l'orizzonte a due passi
con cielo e terra incollati
e sognano la verità
separata da un vetro
e una moneta suonante
disse l'umanista Ciliperti

Replicò lo storico Cimarà
i politici gli hanno stirato il destino
e nel farlo si sono appropriati del sangue
manca la benzina per giungere al traguardo
dei doni promessi

Il vento non tira mai alle spalle
per quelli che indietro rimangono
e mischia polvere e fame per gli occhi
e la gola
aggiunse uno strano passante
senza nome con un'identità
coperta da un cappello a falde larghe

Quel passante ero io
e ora che ho scritto la storia posso aggiungere
che chi ha fame non può limitarsi
solo a guardare
e prima o poi qualche cosa nel peggio farà

 dal volume: Parole fredde

 

L'AVVOCATO FURGONE
 

L'avvocato Furgone
disse si può fare
in una pausa di silenzio
del suo cliente
condannato
per aver taglaito le ali
alla colomba
messaggera del suo amore
segreto
e dirottata da un temporale
verso l'ex moglie
che per rabbia gli chiese
un sussidio di baci
ai piedi

L'avvocato Furgone
continuò a spiegare
che lo sbaglio ci poteva stare
tranne che far visita
ai ricordi
senza avvertire
e che il messaggero infame
conosceva già quei luoghi
per potersi fermare
in tempo
sulle soglie delle gioie
sepolte

Io
uscìi dall'aula
evitando il lungo filo
degli intrighi
che l'avvocato
stava lasciando
al suo cliente
per non fargli trovare
subito la ragione
e ridurre
drasticamente
il compenso.

dal volume: Un temporale acclamato con nuvole dirottate
 

VERSO L'INDIFFERENZA

La luna ritirò le ombre
il fantasma mi aprì lo stomaco
verso il nulla da confondere
e il buio mi separò dal ritegno
vomitai i rancori
con la zuppa di vino
con cibi
che scagliai dentro
per distrarre
il circolo del dolore
e mettere sotto traino
delle dimenticanze
il cuore ballerino

Le nuvole
che andavano di fretta
scoperchiarono la luce
della grossa palla d'oro
posta come premio
di mondi lontani
....si illuminò la violenza
arresa ai farmaci scaduti
spruzzati sulla terra
dalla ribellione dell'anima
esplosa
dalle forzature
degli adatti

Mi svuotai della figura
che avevo amato
mi accinsi a ritornare a casa
nella tomba vuota
a distruggere le medaglie
ormai cimeli orfani di storia
inutili a vegliare
il fantasma di un amore
nel sentimento del disprezzo
di lì a poco fievole
verso l'indifferenza
per il regalo finale
alla tua vita
un lungo buco nero
nel passato
e precaria
...l'esistenza...

dal volume: Voci dall'inferno 
 

CON RANCORE

Che il buio e la luce servano
per sonno e risveglio
che la luna si risparmi ad ispirarmi
che il sole pensi a riscaldare cuori più umani
in questa storia non voglio vedere fiori

Ho milioni di parole che si aggirano
intorno a un rancore incatenato all'anima
che si vergogna e si rifiuta di coprirlo

Questo rancore che brucia e non si consuma
è per te...donna.. dalle tante vite immobili
che si arrotolano nei tuoi pensieri nascosti
dietro un unico sorriso che usi per disorientarmi
e farmi andare verso il non so dove
che poi è il posto dove tu ti trovi sempre
per indicarmi un'altra strada sempre sbagliata
dove il cuore pena ed è contento

Ma ricordati che quando finirò il restauro
delle mie difese, finirai nel silenzio
ed io vedrò il tuo oblìo con luce chiara

Il mio rancore sparirà ma stavolta
chiuderò le porte per ogni pietà

Non mi importa di un'altra vita
ma vorei che ci fosse per ritrovarci
ad abitar vicini e per l'eternità
la gioia di non dirti mai...ciao come va ?..

Che io sia l'ultimo poeta che versa
inchiostro sulle ipocrisie di una donna

dal volume: Amori scaduti di un essere qualunque

SOLO PER VENDICARMI

Stasera mi aggiusto un sogno
un sogno di prima mano
...introdurrò nei miei occhi
una donna che ho visto passare
e che gli ho strappato uno sguardo

Tu finirai negli archivi di scorta
tra la polvere che copre i loculi
di pensieri abortiti

Forse mi servirai un mattino
di un giorno che non spero...mai..

Utilizzerò i tuoi occhi
che mi hanno visto sempre...deforme...
e più che sembrarti un amante
sarò tuo figlio, quello venuto
per sbaglio

Poi la notte passerà
.... ah! se passerà
e il domani ti vedrò nelle cose di sempre
frammentata nelle mie abitudini
consumate apposta per far camminare
su una linea retta....il dolore...
per calcolare le fermate degli agguati
di certi ricordi che usi
per lustrarti un sorriso
destinato ad altri

Farò un calendario
dove i giorni che non ti penserò
saranno domeniche

So già che non ci saranno mai feste
ma importa che tu vedrai
tanti numeri rossi
sulle pagine scritte
del mio tempo

dal volume: Amori scaduti di un essere qualunque


IL MONDO TAGLIATO IN DUE

Si esplica nel potere
la gloria dei dannati
che inseguono il sole
in posti diversi
per dar luce
alle tetre coscienze
rabbuiate dalle stesse imposizioni
esercitate
-Nel lifting mercenario
dell'anima
stirata dagli elogi
si consuma la carne
degli amori
che timbrano di viola
le marchette del cuore
bagnato da qualche lacrima
per scivolare
sulle consapevoli mercanzie
contate dai vuoti giorni
come bottiglie di alcolisti
che maledicono calmi
l'ultimo goccio
per il colmo delle dimenticanze
mentre c'è chi spera
in un annata buona
in un grano maturo
con l'incanto di questo oro
che falsifica la bianca farina
e imbratta gli stomaci
ulcerati di rancori
che annebbiano il cottimo
della vita scontata
-Nelle ville
tra biblioteche di noia
col sapere da trasmettere
a cervelli impegnati
nello sbarco del lunario
si gonfia il disprezzo
per il sapere combusto nel silenzio
tra ignari figli
che utilizzano l'immediato
spogliando le memorie
-E' il mondo tagliato in due
di uomini che qualche volta
nel riposo degli occhi
si vedono ma non si toccano
per non somigliarsi...mai....
e raro si parlano
col finto rispetto
e con celato disprezzo
-E' il mondo dei figli e dei figliastri
con le madri che rinnegano colpe
affratellano
col compenso di denari
figli di semi... diversi...

dal volume: Voci dall'inferno
 

CONCERTO

Con profumi raccolti da tutte le primavere
signore eleganti con un trucco che copre
desideri nascosti
assistono a un concerto celebrato
anzitempo in pigri salotti
di una borghesia che cerca di nascondersi
e soffre senza apparire
- La musica è di quelle che scavano dentro
per cuori non ancora in letargo
epure tra il pubblico c'è qualcuno con la faccia assortita
che scarica con mimiche antiche
qualche dolore che rimbalza
su quelle facce da circostanze
- Nessuno ha pagato il biglietto
per riflettere di una tristezza
che non gli appartiene
- La platea è di gente che conta
...è quindi importante scalare
avvicinare, misurarsi con una gerarchia
possibilmente simulando qualche cosa di umano
- E' una musica dolce che sicuramente darà gioia
all'udito ma non sveglierà mai quei cuori di pietra
non entrerà mai in quelle anime tetre
andate solo per moltiplicare gli scambi .di vanità..
- Le note si perderanno nell'aria
e un fiore sboccerà con un giorno di anticipo
un cane smetterà di abbaiare
un bimbo smetterà di piangere
 

dal volume: Amori scaduti di un essere qualunque
 

AUTOBIOGRAFIA DI UN FANTASMA

Ho visto passare la vita
lenta
come un treno a vapore
che non ho mai preso
...ero già al capolinea
con i miei sogni
pieni di incubi
con nuvole nere
nel cielo di anime mute
detto
.... sereno...

Mi videro figlio
mi condannarono a vivere
col ricatto del loro pianto

Legarono i loro denti
col filo sottile ai miei denti
e dovetti sorridere
sempre
con le farse alle labbra
per le gioie degli altri
mentre io trascinavo i pensieri
morti alle spalle
chiedevano riposo
stremati nel parlare al silenzio

I miei amori
se ne erano già andati
allo specchio
si amavano troppo
...io giravo il volto ai cadaveri
incollati al bacio di terra
e cercavo me stesso

Sento
ancora i cani abbaiare
alle ombre sinistre di luna
che mi aiutarono a cercare
i fantasmi di quello che fui
senza mai vedermi

Ora li vedete due fiori
alla distanza degli occhi
sono solo due lacrime
sfuggite alla sete
si prostituiscono al ventre di api
per l'ultimo volo di miele
al consumo

Saluto dagli inferi
il mio ultimo ciclo
offerto in dolce
sgradito ricordo

A voi
il fastidio
o la paura di leggermi
con l'angoscia
di tenervi da me
solo... lontani ....

dal volume: Voci dall'inferno
Parla di lontananza amara

03-07-2004



L'ACROBATA AL CIRCO

I bambini
attenti
sbigottiti
con gli occhi fissi
verso un cielo troppo alto per loro
guardano la donna acrobata
dal corpo perfetto
però sul volto ha i segni delle fatiche
e degli anni rosicchiati al tempo
con gli allenamenti

Il pubblico trattiene il fiato
la rondine volteggia
incanta nel cielo artificiale
e con le ali muove il silenzio
poi rotto da un applauso

C'è sudore e tristezza
in quella breve gloria
un pò anonima
che sta cedendo il passo
a un altro numero
quello del clown

Forse ancora un anno
e smetterà di volare
nel cielo del circo

Il circo è solo nella memoria
dei bambini
come magìa, come sogno
e quando l'acrobata scende a terra
per rimettersi nel tempo
non entra nella storia

I bambini
non hanno mai visto
una rondine con le rughe
per i bambini, la rondine
non smette mai di volare

dal volume: Amori scaduti di un essere qualunque

 

STATALE 17


A metà strada della statale diciassette
sotto un sole ingannatore
e inseguito da una nuvola malvagia
con un vento che rastrellava addìi e lamenti
mi fermai al solito bar
frequentato da gente di passaggio
che non vede l'ora di arrivare
per scavarsi una nostalgìa di tornare

Il barista con la faccia un pò stupida e pensante
con le mascelle gonfie di noia pigra
accennò a un saluto che a me parve
più un gesto per sgranchirsi da un torcicollo

Consumai il mio caffè
estrassi due libri da me scritti e gli dissi
che ti siano d'aiuto nelle forzate pause
e poi per far si che qualche randagia anima
porti per sbaglio il mio nome in una città
che non conosco, esponimi una copia

Ripassai dopo una settimana
e questi quando mi vide
fece finta di ignorarmi
mentre i miei occhi rivolti alla bacheca
notarono che i miei sforzi lì non c'èrano
e non c'èrano mai stati

Capìi con rammarico
che la cultura spesso è un'insidia
e che in quell'anima fatta d'acqua morta
qualche mostro era uscito dal letargo

Capìi che il sapere
aveva scalzato le certezze
per mettervi dei dubbi

Poi mi dissi
Michael non cercare di porti nella notte
come luce nel mistero
diventi un punto fisso
e possono spararti

dal volume:Parole fredde

 

MALEDETTA PENNA

Maledetta penna
che guidi il flusso
alla foce dell'esistenza
del mio sangue nero
avvelenato
da carcasse ben curate
che si sono spacciate
per amori
e mi dai l'illusorio
sollievo di stendere
su questi fogli le mie pene
che poi sono le mie mille pelli
offerte
e sempre rifiutate
per l'armonia di ogni anima che cercai

Maledetto indice artificiale
di un Dio maldestro
che mi costringi
a ricamare i peccati
con lettere su questo lenzuolo bianco
appeso nel silenzio degli anni
passati tra i tormenti di un muscolo
assuefatto, pigro alle gioie
insensibile alle illusioni
e che fa il suo dovere nel petto

Maledetta donna
che misuri lo sputo
di questi anelli neri
e non te ne va bene
nessuno
mentre ti si illumina il viso
nei miei tentativi sprecati

Maledetto magico arnese
alloggiato nelle mie dita
che illudi il prestigio
di mettere in pace
queste mie angosce
di addolcire i tormenti
per ogni voce che legge
ma non vedi
che ci sono solo occhi distratti
pronti ad esaltare
solo se è troppo e distante
.....il dolore.........

Maledetta pistola
che spari senza colpire
le ombre segrete di ogni poeta
fabbricante di sogni
che non prendono forma
nel cinismo nel mondo

Maledetta penna
sei solo un chiodo
nella sala di attesa
di un lercio bordello
dove un illuso appende
il cappello per il turno
di un amore
da convincere
mentre questi dona
l'ennesimo scaltro sorriso
programmato
e che tu poeta confondi
col brillare di una stella nel finto cielo
del tuo cervello

dal volume: Voci dall'inferno


POETI ALL'INFERNO

Io come tanti poeti
stanco del plagio
di parole
per restaurare la mia anima
tradita dai vostri occhi
tarlata dal silenzio di un amore
che gioca a luci e ombre
col mio cuore
mi avvio claudicante
tra le trappole della mente
per arrivare lento al declino
da sottoporvi con decoro
per lo strappo di una mano
che sia meno gelida
per la ripugnanza dell'imbarazzo
del distacco
lontana dal calore
che genera una scia
per la sola paura
di seguirmi
nell'inferno dei vivi
fatto di dissensi
di lettere impiccate
sulla pelle di un muro di periferia
tra gli odori di copertoni
che bruciano per un incenso
del sesso di anime dispari
che si frustano i corpi
tra parole volgari
nel temporale degli ormoni
sperando di ritrovarsi
dopo lo stremo dei nervi

Io giocoliere di parole
da sciogliere in musica
per addolcire il rumore
delle finte vite di anelli di catena
da trascinare al cielo
come curriculum
guardo la mia nuvola
lieta per il cielo
con l'amore del vento
e nera fra poco si dissolverà
senza saperlo
mentre io triste
consapevole
col tempo che mi ha negato
il vostro sguardo che ho cercato
....la seguirò................


dal volume:Voci dall'inferno


.



 

 

IL PIOPPO

Vibrano
monete d'argento
sul pioppo alto
ondeggiante in cima
ai respiri di anime

In basso il tronco
si difende ai veleni
di terra
tiene l'ombra sul dorso
offerta come mistero
e ristoro
a due giovani amanti
che ogni tanto
nel riposo di bocche
infuocate osservano
caduche foglie
come biglietti mandati
dal cielo
cercano in essa una
scritta
.....ETERNITA'........
in premio a preghiere
e spergiuri che mai
taglierà un cuore
fuso all'etereo....in due

Alle folate di vento
una pioggia di frasi
ingiallite
la linfa fatica
al trasporto di chimica
e piombo
il pioppo è malato
e i lamenti hanno coperto
i messaggi d'amore
...un pezzo d'autunno
fuori stagione è
nel sangue frenato
e fra giorni l'ultimo bacio
non avrà testimone
discreto
in promessa di
indissolvibile...amore
ma solo uno scheletro
sordo agli implori
breve croce al futuro

dal volume:Voci scomode
(04/06/05)


ANIME SALDE

Bisognose
di volare
le anime
incorruttibili
non se la sentono
di lasciare a terra
ossa malridotte
da fatiche
e umidi riposi
e non resisterebbero
all'atterraggio
impreciso del ritorno
ecco perchè i poveri
hanno smesso
di sognare
mentre i ricchi
l'anima
l'hanno venduta
per privilegi
e prendono
quando vogliono
....l'aeroplano....
molto più sicuro
di un cuore
che impazza
d'improvvisa
libertà....
dal volume:Voci scomode
(31/05705)
 

UMANITA'

Escrescenze
di stomaci
da bruciare
in gare podistiche

Brufoli
nutriti da scatolame
sostituiscono
rosee mascelle
di bimbi di un tempo

Fiori
che facevano riflettere
ora vegliano incerati
consumati amplessi
in cerca di un alibi
d'amore

Si mette in fila
la carne
per interminabile
rosario dei denti
e domani
un lungo sermone
le condirà
...umanità
digerita
da
UN AMEN
e da un gesto
accreditato
di mano
che indica
forse
i quattro punti
cardinali

dal volume: Voci scomode
(30/05/05)
 

OPPIO DI FARSE

Acri incensi
drogano coscienze
accorse per il riparo
in riti distorti
nel pagano luccichio
d'oro adoperato su Santi
scolpiti per l'imploro
e che nella violenza
subita sembrano
additare

Frettolosi corvi
nel ruolo della veglia
srotolano sermoni
per finti cappotti
al gelo di cieli guasti
sulle corone di spine
di mendiche figure
e poi neri si dileguano
con ultimi gesti di mano
a imitare galeoni cullati
da tempeste
e corrono col sacco
di preghiere
a macchine potenti
per lanciarle a velocità
fulminea nel rettilineo
di Boiano e porgere
il malloppo agli artigli
invisibili del celeste inquisitore
simile a un passaggio
di refurtiva a complici
di rapina per depistaggio

I poveri soddisfatti
scambiano il sogghigno
delle iene per sorriso
al capriolo claudicante

Solo io dico
spogliate i Santi torturati
dal lucido metallo
e fatene una pezza
per ogni tasca di poveri
bucata dal perpetuo rovistare
in cerca di un lasciapassare
per il domani
alla dogana dello stomaco
..........VUOTO..................

da:Voci scomode
(18/05/05)

ANOMALI ATLETI

Attempati atleti
del dopolavoro
corrono tra scie
di velenose ciminiere
in cerca del podio
che consegna
l'elisir di lunga vita
poi si guarderanno
in uno specchio baro
come pavoni in un fossato
mosso dal soffio di vento
del loro batter d'ali vanitoso
e che non da nitido
splendore
in rughe d'acqua

Insoddisfatti
perchè il tempo
incolla le sue rughe
anche quando corri
anzi si somma alle fatiche
allora dico io
a questi strani atleti
che corrono per niente
ma passeggiate solamente
in una campagna silenziosa
andando incontro all'infinito
che troverete nel pensiero
osservando le bellezze del creato
che vi siete persi nelle galere
degli uffici
è quello l'elisir per il cuore
e non tre quarti d'ora
come vecchi cavalli sfiancati inseguiti
da una frusta
con lo sguardo in mezzo
a paraocchi
sol sudore ormai
raro olio di cuoio
che unge le ilarità di finti
......applausi.................

dal volume:Voci scomode
(12/05/05)

MINARETI

Voci di Muezzin
dai minareti si espandono
vibrano il silenzio
ad invogliare il ristoro
dell'anima indurita
vagabonda nei miraggi

All'ombra di spade
che infilzano mezze lune
e puntano l'infinito
i cammelli aspettano
il quotidiano rinsavirsi
di uomini erranti in pensieri
tra il muro dell'umano
che nel dubbio argina le colpe
e l'etereo che si avvolge
in tremule nebbie di calure
ipnosi agli occhi
che lenti volgono asciutti
al ritrovato cielo
oscurato dal richiamo
di terrene ombre
sudice d'alibi di fatiche

Inchini e gesti che chiedono
perdono, trovano il consenso
nel silenzio assoluto
di Dio per il proseguo
dell'impervio cammino
sulla macina di duri cuori
del passato,resa sabbia ai piedi
per testimoniare il sacrificio
d'uguaglianza
nel ricordo indispensabile
di umiltà
pronte col vento a svanire
e dissolversi nel nulla
......eterno...........

da:Soste precarie
(08/05/05)
 

MANICOMIO

Ho detto cose eccentriche
ma sempre più o meno
riscontrabili
e tutti mi hanno deriso
preso per pazzo

Un uomo vestito di nero
al mio paese,tutti i giorni
parla del regno dei cieli
che nessuno ha mai visto
e tutti in silenzio
riverenti gli credono

Ho imparato a mie spese
che è meglio dire bugie
talmente grosse
non riscontrabili
e non verità che vanno
un pò fuori dagli schemi

Mi hanno messo in manicomio
solo per aver chiesto con insistenza
per appagare una curiosità
...quanto costava un monolocale
sospeso nel regno dei cieli

Sapete mi è venuto spontaneo
avendo io vissuto
in un buio seminterrato
dove oltre a non vedere il mare
che ci può stare
ma caspita....il cielo
ba...mi è costata cara
solo domandare di esso

Da:Voci scomode

03/05/05


MADRE

Osservo mia madre
tra la pace degli imbrogli
degli anni

Ha i capelli bianco stanco
con le rughe
solchi calcolati
di filo spinato
al vano tentativo
di fermare
il fuoco invisibile
in un campo che brucia

Gli occhi
due piccoli laghi
dove affoga il tramonto
sotto un cielo pesante

E la bocca...una porta tarlata
legata ad un fradicio filo
a custodia di dolori incantati
dal tempo

Il tempo..il tempo...
mago pirata
che non fa sconti
di pene, di suppliche

Povero fiore
nato,sbiadito su questo tronco
dove formiche e animali fuggiaschi
scavano lenti un provvisorio riparo

E le foglie...
tinte di giallo
aspettano il vento migliore
per volare il più lontano
possibile
per non udire
il dolore lasciato
impossibile da trasportare

Madre
ti prego...
lascia un filo sottile
per venirti
un giorno...lontano
con ininterrotta memoria
....a trovare......

dal volume : :...e.!.le rose piangono al tramonto


CONTE MATTONE RUPERTI

Strappò una tegola
a uno dei suoi tanti palazzi più alti
per un souvenir all'altro mondo

Gli sfrattati girarono il culo
alla luna e pisciarono
ai fondamenti dei suoi averi
per smaltire tutto il vino
che bevvero per difendersi
dal freddo di sfratto impietoso
nel cuore d'inverno

A ricordare la nobiltà
nella piazzetta una lapide
...Quì giace nei cuori
per indissolvibile memoria
il Conte Ruperti
che tramutò mattoni di creta
in torri di lingotti d'oro
a lode di questo paese

Ogni cinque persone
che passano dinanzi a tale
memoria,solo uno fa un inchino
e un abbozzo di croce
e quattro sputano a terra
per espellere grumi di pioggia
accumulati nelle fredde ossa
cacciate senza pietà
nella più brutta delle stagioni
fuori dal tepore dei suddetti
luccicanti lingotti

Io nel passare
a tal vedere mi dissi
..se un giorno sarò eletto
Sindaco,ordinerò un fossato
in quel posto per camuffare
i dissensi..
in un putrico stagno
e se è in cielo,l'interessato
vedrà la sua brutta figura
se dagli inferi..si disseterà
col succo d'insulti
che tanto giovano
al bruciore di lingua

dal volume:Voci scomode
(15/05/05)

NON BASTA

Ormai
non ci salutiamo più
e la parola amore
è una tosse del cuore
abbassiamo lo sguardo
e ci beviamo il tempo
come amaro veleno
ma appaiono i ricordi
sulle lavagne bianche
della faccia
e non basta una saliva
di rancori a renderli
fradici e cadenti
come non basta un sorriso
torchiato dalla rabbia
a dipingere l'indifferenza
alla mostra d'orgoglio
che ci facciamo
per flagellare gli occhi
sul muro delle figure

A casa la sera
nel diario impolverato
può bastare una forbice
assassina a dividere due volti
sorridenti su una foto con dedica
purtroppo stampata
per superare l'infinito
sulla pellicola dolce dell'anima

Come ogni foto
si conserva meglio all'ombra
perciò esporrò la mia anima
alla verità della luce
con dolore

Un giorno troverai per terra
attorcigliato al tuo tacco
con sgomento,il tuo negativo
senza memoria,appena visibile
due ossa di un' amore
..era questo che volevi?.. no ..

dal volume: Soste precarie
(11/05/05)

GLI INSETTI

Gli insetti
assaltano le piante
e queste mostrano
gratitudine
per i postini
del loro polline

Più in là
i fiori spariranno
...affamati
gli insetti
mangeranno le foglie
lasciando nel pianto
imploranti al cielo
scheletriti alberi

Gli insetti
sono come i politici
quando ci scuoiano
senza anestesia
per riprendersi
ad una ad una
nell'ilarità
le promesse
che ci attaccarono
con dolci persuadenti
parole
....alla pelle.....

dal volume:Voci scomode
(09/05/05)



IL TORMENTATORE DI ANIME


Come ghigliottina
cadde il sipario del sonno
sullo stremo dei pensieri
del giorno
e il sogno aprì le porte
alla morte
per i giri di prova

La muta voce violò la coscienza
e nella nebbia la lama
inseguiva le teste
di erranti poeti
che driblavano
la nefasta figura
che anche in vita
s'èra posta nuvola al sole
per le misere gioie del giorno

Il sudore ruppe gli argini
delle palpebre chiuse
si schiusero le finestre
dell'anima
mentre un corvo
sul davanzale
si dileguò nel freddo inverno
come messaggero
che avverte le vittime
e gracchiò un nome
......il tormentatore.......

Sveglio...in lapide posi
per la sinistra figura:
Che l'inferno a corto di ossigeno
ne inghiotta la voce
renda arrosto la sua figura
in anticipo nella mano maldestra
la penna
..che sia nullo il ricordo
noia il rimpianto
di ognuno che l'ha conosciuto
nell'unica traccia di un
noioso sbadiglio
...nelle ombre del tempo
nulla ogni memoria
del suo lascito di anima tetra
............amen....................

Dal volume:Soste precarie
( 9/10/04 )

 

 

POETI E SALOTTI

Affogano le idee
nei loro nozionismi
da esibire in sterili salotti
dove l'anima a disagio
rimbalza sui duri visi
per cadere nella macina
della lotteria dei vocaboli
pronti al matrimonio 
combinato
e combusto
nel silenzio dei cuori
pesi morti
nella bilancia del baro

Nel mercato dei fiati
arbitri i lacchè
nei salotti
contano gli inchini
e neutrali per ognuno
una tacca su carnet
e un nome su una lapide

La stampa locale
sa che deve ignorare
qualche cane che ringhia
e ragalare una pecora
al regime

Nella vittoria degli elogi
tra targhe e sermoni
come gabbiani che seguono
una barca che smuove le acque
per l'imbroglio dei pesci
i poeti dietro i galoppini
per gli onor di tavola
in una festa completa
tranne il disertare
di un solo ospite
........la poesia.....................

dal volume:Soste precarie

 

CAREZZA DI NOTTE

Passa la notte
come carezza a pelo
su pelle di animale
da ingrasso
che torce la schiena
per l'ignaro consenso
ai coltelli
mentre le stelle
promettono
all'ultima coda di luna 
rossa calante
sfide
nel riflesso di sangue

Amore
per te è una veglia
di gioia
per impulsi di corpi
mentre il mio cuore
scivola nell'mbuto
coperto dall'odio
e cambia forma
al richiamo
nel passo
d'anello di luce
oltre il quale
mi attende
....il delirio.......

dal volume:Soste precarie

 

 

LUCE D'INGANNO

Con ombre
inquiete
trafitte
da luce
filtrante
da spazi
rubati
a finestre
imprecise
lenta
si spoglia
con giochi
d'inganni
in questa stanza
guscio violato
d'inerme animale
l'ultima pace
dell'anima mia

dal volume:Soste precarie 
( 28/09/04 )


SILENZI DOMESTICI
 
Lunghi silenzi
di amori smarriti
con bocche incollate
a nervi scoperti
sotto finestre di ghiaccio
che ripassano
l'oltre del tempo
fuggito
 
Le pareti
hanno visto
fusioni di affetti
rotolare nello scambio di merci
tra egoismi difesi
da barre di ciglia
nell'unica regola certa
fuori dall'odio
......il dovere......
 
Nel trasporto dei sogni
infilzati dal quotidiano
una nuova TV
supertecnologica
schermo piatto come la vita
e arredo giusto
tra i fiati del dialogo
si offre moderno Caronte
per l'anima ormai aperta ai peccati
che in un tempo appena alle spalle
scontavano pene pesanti
per lievi sospiri di gioia
ma ora chiedono il compenso
in anticipo per certezze d'enigma
 
Coperta nera ...la notte
per il caldo dei morti
che vivono ancora
e vanno incontro ai fantasmi
e alle catene del giorno
 
Dimenticavo
poi c'è un copione sociale
che ai benpensanti
apre le porte con mostre di denti
per recitare sorrisi
e due mani avvinghiate a figure
col tatto all'ignoto
e la presa al presente
il tutto per il gradimento
perverso di un pubblico
 
Per ogni sollievo c'è un prezzo
come ogni rosa che chiede
per lo splendore, alle spine
una goccia di sangue
così l'amore che ho detto
per tenere in vita la sua bianca anemia
nessun spiraglio di luce
ai due cuori reclusi
con l'aggravante dell'anonimato
in ogni racconto
 
Scusate se sono spietato
forse i due nomi
...potevo inventarli
giusto per metterli nella ruota del tempo
e farla girare un pò in più della fine
.....di un amore che muore........

dal volume: Soste precarie
(22/09/04)
 

 

 

TUTTI SCONTENTI

Tutti
chi in modo violento
chi consapevole
danno l'addio
forzato
cercato
a seconda del credo
il trapasso
o la fine

Tutti
con l'ultima cosa da dire
strozzata alla gola
con il respiro che scema
fino ....ad estinguersi..

Muoiono tutti
col dubbio
di non aver
detto
fatto
abbastanza

I morti
dal cielo
o dagli inferi
o polvere e basta
non sono contenti
e non ci parlano più

Le preghiere
non cambiano
le sentenze di Dio
che dall'alto ha visto
tutto
mentre il diavolo
offriva la schiena da ponte
per vizi e barbarie
o semplicemente
per la neutralità
....DELL'INDIFFERENZA...

Non c'è morte
che lasci spiegare
del tutto

Rassegnatevi
muoiono tutti
.....scontenti..........

dal volume:Una farfalla all'ombra della luna

(20/09/04)

 

SEDUZIONE

Conosceva
la mia anima di acqua morta
pronta al risveglio
e le mancava l'ultima perla
alla sua collana
per la mostra delle vite stese

Mise alla mira dello sguardo
saturo per le indecenze
delle illusioni morte
le ribellioni controllate
del suo seno

Mi si affannò il respiro
e come olio torchiato dal sangue
esplose il sudore
sulla fronte pesante
muro di pensieri ansiosi
di arrotolarsi nel futuro
e stesi nel cimitero delle idee
che nessuno reclama

Venne in soccorso la saliva
alle spine dei rancori
impigliati alla gola
e nel dolore si liberò un sogno

Feci per abbracciarla
e le mani nel vuoto
si chiusero a croce
per smuovere l'aria
e interrompere la follia
scuotendo le spalle

Con beffardo sorriso
la vidi allontanarsi
con passo danzante
col nuovo diamante sul collo
che perse una goccia di sangue
mentre un'animale strano
..........l'amore........
cercava tra lo squarcio
del mio petto
un rifugio sicuro
per il lungo letargo dell'inverno


 

dal volume: Soste precarie

(18/09/049


 

POLVERE AL VENTO

Parlo con scarno linguaggio
dal posto da dove vi scrivo

Sono il meno ricco di tutti
posso guadagnare
nell'unico modo
tagliando ad una ad una le facce
disperate dei miei amici migliori
che col taglio di parole affettano
gli entusiasmi di ieri
e offrono ponte la lingua
da quì all'orizzonte
per estirpare i sogni
che tentano un secondo cielo
oltre la sbarra tra morte e rinascita
dove l'anima tenta di andare
eludendo lo sguardo
liberando le voci
serrate al silenzio
per coprire la caccia
alla tana di Dio
trovando anche l'alibi
al bando dei nomi
frustando cani
con disturbi di voci 
fuori dal coro
nella sincronia del tempo permesso

Ho detto al mio unico amore
che non posso parlare
di decifrare la voce del vento
mi ha risposto che ormai
sono un'osso appeso al destino
con le mosche vicine
e la carne lontana

Per concludere
aspetto ogni giorno
gli zingari che da bambino imitai
recalcitranti al passaggio
in questo luogo che incolla
la vita alla terra
e farmi dare un nome diverso
gitano che tradotto vuol dire
...polvere al vento...
...che mai si ferma....
...in destini già scritti...

dal volume: Soste precarie

(14/09/04)

 

IGNAVI

Dio tolse dal cielo la luce
i padroni annullarono
la libertà
e le donne pronte a fuggire
da ogni disgrazia
mi lasciarono inerme alla sorte
mi diedero il colpo di grazia
mentre mi appoggiavo al bastone
per solcare le tenebre

I cani rivisitarono
l'istinto dell'agonia
e vedermi a brandelli fuggire
poi girare la testa
e carpire gli umori di un viso
per la ricompensa

E' questa in metafore
la mia vita piantata nel mondo
senza premura di fertilità
delle zolle assoggettate
a capricci di nuvole
che più che alla pianta
trovavano gioia nel vento
e a insidiare i già cupi pensieri

Come chi cade lontano dall'acqua
e non può sprofondare
sul selciato di lanci di pietre
trovai il coraggio e l'onore
di deviare l'impervio cammino

Eccomi quì a voi
a raccontare un uomo rinato
estirpato quasi del tutto al passato
tranne l'unico filo del male
che lega ancora il cuore all'inferno
e può esser tagliato
da un'assetata vendetta
contro quelli che il sommo poeta
mise nel cerchio peggiore
.....gli ignavi..................
oggi riconducibili a puttane
che non mostrano il volto
a politici allenati a sorrisi agli specchi
a ruffiani che con parole di miele
stirano le rughe ai padroni.

dal volume:Voci dall'inferno

 


SILENZI DI MORTE

Di tutti i comandamenti
ricordo uno solo
non ammazzare
e come gli altri
non l'ho rispettato

Lungi da me dall'usare
asce e coltelli
ma ho dilaniato più cuori
esplosi nel silenzio
per non averli ascoltati

Sordo alla legge di Dio
ho abbracciato vendette
che dopo la gioia
chiesero il prezzo dell'anima

Oh! mio Signore
ho bestemmiato il tuo nome
per le leggi severe che hai
per la tua mano che chiesi
in appiglio e mai vidi

Ricordo a ognuno che legge
che l'nferno è quello più facile
ma ci sono poche scritture
come chiudere la sua porta
alle spalle

In ogni figlio che vidi
aggiunsi solo la paura
di una bocca in più da sfamare
che insidiava il mio pane
non feci niente di male
solamente lo ignorai
e forse più che la fame
morì solamente
per non ave
.....potuto parlare....

dal volume:Voci dall'inferno

 


LA ZANZARA
 

 Lasciò la palude

venne sul mio collo

bussò con un ronzìo

alla porta delle vene
 

Si servì senza risposte

del mio sangue

avvelenato

di rimorsi

 

Con un giro

fece un'aureola

intorno ai dolori

impigriti

di mestiere

a guardia del grigiore

arbitro sicuro

di luci e ombre

briganti e esche

per la rapina

delle gioie del cuore

 

Dissi alla zanzara

vai da lei

per una trasfusione

e spezzagli

il sorriso

del suo mondo

che mi esclude

 

L'animale disse

c'è troppo peso

nella rabbia

e non rieso più

a volare

verso le gioie

che dovrei inquinare

 

Rovesciò le ali

sulla bianca formica

e morì

insieme all'ultimo

sussulto

che pur nel peggio

il mio cuore

avrebbe... avuto..

 

dal volume: Silenzi che hanno parlato al vento

 

 A UNA DONNA
 

A una donna

con odio e rancore

che vorrei vedere

sentire implorare pietà

ai miei piedi

con i suoi occhi secchi dal pianto

dedico e vomito queste parole

 

Il disprezzo mi fa tremare la mano

le parole faticano a mettersi in fila

 

Vorrei vederla col cuore che assomiglia

a un'ala spezzata

mentre dalla sua boccca

rumori di macerie rimosse

e io pormi sempre più in là

per vederla arrivare

come un serpente taglaito a metà

 

Vorrei calpestare, sputare

sopra ogni pietà

 

Il mio odio spaventa la morte

 

Per quanto tempo

dovrò odiarti ancora

dolce amore mio ??

 

dal volume: piccoli rumori dell'anima

 

FIRMA CALCATA (cinismo)
 

Per circostanze

che non sto quì a spiegare

cadde violento sull'asfalto

 

Un piccolo lago di sangue

facce bianche accorsero

poi

un lenzuolo...bianco..

separò la vita dalla morte

 

Dei fiori a segnalare

l'ingresso all'altro mondo

-alcune croci fatte di gesti

diedero l'addio