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A TE CHE ABBRACCI
Prigioniero
di teoremi del deserto,
che conosce gli astri e l’alchimia,
che inebria con sabbie colorate,
che invoca il vento che per lui s’incurva;
viola dell’iride del tormento,
che sottrae corporee forme,
fonte del sogno a cui la sua arte s’imbeve...
Era su quella pelle che sentivo,
la tranquillità conquistata di un saggio,
la dolcezza sfrontata
di cui ti facevi unico scudo;
Su quelle cicatrici che sanavi,
pulsavano i tuoi voli in terre lontane,
sconosciute agli stessi abitanti.
Ho appena finito
di invocare preghiere
e tengo ancor forti e vivi i miei pensieri,
che riaffiorano da ogni mio poro;
in ogni mio spazio,
colora di pietra pura
i miei occhi straziati.
A te che abbracci
con gli occhi e con l’essenze,
io no,
non posso cancellare il tuo volere per noi.
Ancora rinascerò e ancora morirò:
il rimorso ci mantiene vivi,
ci rende migliori!
PERFIDIA
Il giudicare
ha sempre accompagnato la sua mano
ed io avendola rispettata,
mi alimento del suo veleno.
La mente osserva le sue dita puntate.
Nulla può farle male,
niente che lei non voglia,
Lei ha fame,
lei sa anche piangere,
interpretazione sublime la sua.
Non ci sono risposte,
scuote il capo mentre altri,
scuotono le sue braccia,
ormai certi del suo inganno,
depongono l’ultimo acerbo applauso.
VOGLIA
DI TE (erotica)
Mai vulcano
potrà esprimere
tanta passione che brucia,
quando i nostri occhi si incrociano
in sguardi ingordi e bramanti;
istinto felino nel plasmare le mie mani
fra le tue colline a valle,
lo stesso tuo nell’incidere,
solchi tenui,
sulle sensibili carni mie.
Città eterna e venete montagne,
il nostro confonderci;
aromi di terra e rose sgranate,
il desiderio di appropriarci dei corpi.
Confusi in caotiche metropolitane
nel disperato bisogno di dissetarci,
dalle nostre rispettive oasi…
…dove le stelle timide,
non osano guardare!
Parole e respiri scandiscono il tempo…
un'unica emozione di essenze,
conturbanti e primitive,
imprimendo golosamente,
gesti e movimenti ripetuti.
Ammirare il gusto dei piaceri;
il tuo corpo sarà pensiero di vivo,
il mio fontana da frenare.
Tu sarai la gioia di un istante infinito!
TIGRE MALEDETTA
Tenui lamenti
di alberi lontani,
che il vento porta a me,
con veemente decisione…
Asprigna è ancora l’uva a giugno,
come il canto dei miei sorrisi,
al pari dei miei occhi.
Come scogliera di Dover,
nulla mi fu concesso
fra i popoli contemporanei,
se non la triste realtà,
di vedere ogni bello
dissolversi in effimero.
Città eterna da me amata,
fulcro dei miei desideri,
mai mi cingesti
senza un prezzo assai caro.
Nobiltà d’animo non servì,
mai mente umana per me partorì.
EBURNEA
Solo il
ritmico
pulsare del cuore,
può creare l’estasi…
Vorrei esserti vicino e respirarti,
respirare ogni tua sostanza,
fuori e dentro di te,
in ogni tuo vivo momento
di pura essenza,
del corpo,
dell’anima.
Più che donna,
immensa ti vorrei…
Le sensazioni che porto dentro,
sono vivaci e massicce.
Ti giungano
i miei colorati sorrisi,
fiero di regalarti,
anche se piccola,
un’emozione
IBISCO
Osservo la
tua faccia da uno specchio
mentre le ginocchia poggiano nella terra.
Così timido e trasparente mi sento:
voglia di guidare le tue essenze!
La tua gonna che si alza
profumi di rugiada,
ammaliato io,
dell’immagine creatasi.
Raccogliendoti i capelli come briglie,
ti conduco all’estasi di vive sostanze.
Io l’uomo, lei l’angelo,
gli orizzonti ritrovati.
Il tuo canto sussurrato,
nella richiesta di possesso,
nei ritmi agitati,
nei respiri incontrollati.
Ricordarsi di chi eravamo,
per masticare meglio,
il vortice che ora ci prende
e ci assale.
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PROVA AD ASCOLTARE
E’ stato un
lungo viaggio
a darmi questi occhi di ghiaccio,
questa corazza selvaggia che mi cinge.
L’incontro fra l’infero e il divino:
entrambi li conosco,
in parti uguali li ho vissuti
Non lasciare che le lacrime,
che il buio dei timori,
si protraggano ancora dentro te,
nell’attesa di una risposta
che sai bene nessuno ti darà.
Ciò che vedi è confusione,
illusione delle stesse ironie,
pensieri furtivi ed agitati.
Stingiti a ciò che puoi afferrare
Ti ricordi?
Quanta fretta avevamo di crescere,
quando ancora la speranza ci impreziosiva,
il fuoco colorava i nostri misteri,
quando la pioggia ancora
ci regalava vive emozioni.
Ormai l’infanzia è passata
e le varie esperienze han forgiato il nostro dentro.
Prova ad ascoltare, potresti
L’orgoglio ha ottima memoria,
si ribella ogni volta e ti chiama gridando.
L’umiltà, quella no,
lei non ha memoria,
sussurrando cerca di noi…
e nel volo porge sempre rinnovate ali.
FERMATI UN SECONDO
Ti guardo
mentre il tuo timore non mi lascia entrare,
quando fuggi da quel nudo tenero
che mi avevi dedicato,
fatto di contatti, di parole, di vivo.
Resto sul quel ramo ad osservarti,
malinconico e felino,
nell’impossibilità di prendermi cura di te,
di lenire ogni tuo dolore.
E’ormai difficile,
poterti stringere a me,
solcare la tua anima,
asciugare i tuoi tormenti
che con tanta forza decantavi:
questo ora non me lo permetti più!
Per la paura di rivivere la stessa canzone,
di trovare al tuo risveglio,
solo un cuscino nel tuo letto.
Fermati un secondo,
goditi questo presente che ti appartiene,
dove i miei ed altri sorrisi,
sono pronti ad accoglierti con mani forti.
Dove i miei pensieri, ed altri ancora,
aspettano l’azzurro del tuo dentro!
Non saremo più soli nella notte,
con amore, con entusiasmo,
mai più soli resteremo.
BATTITO ANIMALE
(erotica)
Arrivati
tenendoci per mano,
seguendoci e scoprendoci,
ne abbiam fatta di strada,
equipaggiati solo di noi.
A volte come uccelli migravamo,
o come artisti plasmavamo.
Mi permei con battito animale,
come se sentissi,
il calore del tuo sangue scorrermi dentro.
Cavalcherò con te le vive dune,
mai esplorate con l’anima,
nel corpo, nel cervello.
Inarcami adesso e possiedimi all’istante,
con tutte le forze non fermarti,
finché dalla mia bocca,
nessun respiro mai più uscirà;
svuotami l’enfasi,
che inesorabilmente spinge a te.
Ti voglio,
voglio leccare la tua anima,
mangiare la tua carnalità,
bere le tue acque,
benedirti col mio seme.
Voglio il tuo tutto…e con battito animale
Nel cielo stellato della notte
quante fiabe abbiam cantato,
piccoli come gocce nel mare,
sprigionavamo immensi oceani.
Ora nei deserti uva dolce,
fuochi profumati, sulla neve della mia realtà.
56 GIORNI
Sei venuta
sino a me,
nuda dai tuoi incisi,
sciolta come cavallo mai domo.
Ti accolsi nel mio vivo,
come la terra si lascia permeare da un fiore,
la madre dal proprio feto,
da adolescente all’apparir di una sirena.
Entusiasmato dal tuo potere,
dalla tua popolarità,
trascinavo le tue ansie in terre sconfinate,
lontane,
senza mai chiedere o pretendere:
accettavo il tuo poco, per me infinito immenso.
Come cometa filavi,
sempre più dura era agganciare la tua scia,
i tuoi correre e fermarti.
Nel mio letto, nel tuo,
simbiosi di gesti, di spirito, di carne,
oltre,
il pedone dinanzi alla regina,
legato in una scatola,
refuso io dinnanzi a tanta bellezza.
A distanza dai quei giorni,
mi cerci e m’implori
ed io,
ancor ammaliato dal tuo donna,
ti accarezzo,
e col cuore fra le mani,
non respiro, non resto, scappo via.
VORREI (pace)
Vorrei entrare con passo felpato
nell'angolo più scuro della tua mente,
nel posto più buio, dove si nascondono i pensieri più reali,
le paure più profonde, le trasgressioni mai liberate.
Vorrei restarci per una notte soltanto
sentendone il cuore pulsare,
scoprendone la sua melodia ed il suo linguaggio.
Vorrei provare a sincronizzare il mio cuore con il tuo,
infonderti la calma e la serenità mancante.
Strapparti via le inutili ansie,
Pacarti la frenesia,che ti fa sorgere e tramontare il sole,
più veloce di un soffio di vento.
Vorrei spegnere ogni incendio che ti brucia dentro,
liberarti da ogni inibizione, da ogni remora.
Vorrei donarti nuovamente
la terra che ti ha partorito.
Vorrei staccare un raggio di una stella,
per illuminarti la strada nei giorni più bui
portarti per mano, sugli arcobaleni del mondo,
tra canti di farfalle e il suono della neve,
verso la congiunzione di sorrisi e colori umani.
Cara pace,
vorrei farti rivivere tutto questo in una sola notte,
e quando all’alba, di questo nuovo mattino tornerai a sorgere,
me ne andrei via scivolando in una tua lacrima.
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UN'
OCCASIONE
Concedimi un
occasione
e crederai,
concedimene un’altra
e non sarai smentita.
In parte conosci il mio cuore,
il mio forte impeto ribelle,
versa il tuo vino su questa occasione,
assorbine le miscele del pudore.
Lasciami essere il tuo vivo,
schiudi le tue incerte superfici
e non temere il sole:
stanotte non potrà sciogliere le nostre ali.
Soffierò in te, salirò come brivido,
cavalcherò le onde che mi porti,
canterò i misteri del fuoco…
Concedimi quella lacrima divina.
EMPATIE PERDUTE
Frizzante si
dirige il verso mio,
nelle strade dei sorrisi,
in paesi ormai lontani dal mio presente,
ma ancor vivi nel cuore.
Come il canto di una vedova,
mi trascino fra i ricordi,
fatti di rose e di mattoni,
senza calce né spine.
Aromi e sapori invadono i miei sensi
ma ora la mia lingua è arida
e il mio olfatto saturo del niente.
Nel mio spirito il vivo di te.
SIA IL MIO
VIVO
Ammaliato
dalle tue consapevolezze
mi accorgo del tuo bisogno,
del tuo vivido riscatto.
Ti osservo con mani legate,
forse dalla paura
di emergere da chi ti ha condannato,
dai rimpianti mai respirati.
Come cavaliere,
dall’armatura ancor macchiata
dalle ferite del tempo,
verrò a te come piuma,
a ricucire il tuo cielo ormai rotto
dalle routine,
dai falsi oceani maestri.
Te pensi che l’amore
appartenga a razze speciali:
sarò qui per liberare
la tua quieta spiritualità,
il redentore fra i tuo sensi.
Sia il mio vivo,
ogni tesoro per te!
PRETENDO L' ODORE
(erotica)
Sfumature
fantastiche...
Tutta una vita a raccontarti,
le sensazioni che provavo anche nel più
piccolo dettaglio...
Tantissimi punti di riflessioni.
Ho voglia della sensazione
che dà la tua pelle alle mie mani.
Nell'alba dei tuoi gemiti,
lasciami seguire la curva del tuo collo,
scoprendo le tue marmoree olive.
Disegnare a mani nude,
i promontori naturali del tuo trono,
sentirmi rapito dal modo in cui,
i tuoi occhi esprimono passione,
voglia, intraprendenza.
Pretendo l’odore della tua eccitazione,
quei respiri caldi che istintivamente emani,
sul torace e il ventre mio,
inginocchiandoti come una devota,
dinanzi alla radice del mio uomo, del mio maschio essere.
Voglio quel punto un pò ruvido della tua lingua,
quel ritmo lento e profondo,
gli avvolgenti vortici nel risalire,
scatenante l'estrema contrazione...l'estasi.
Sapore del piacere e della tua saliva.
Il cielo è illuminato a giorno da un temporale,
nessun rumore a contrastare i miei sospiri,
lampi a colorare l'orizzonte.
Forti contrasti fra battiti animali,
che impervi cavalcano sul blu delle lenzuola.
ESSENZE
Non procedo
più,
come un gabbiano in balia delle correnti.
So ancora perdermi nel sogno
di un volo infinito...!
Ho pieni gli occhi di quelle meraviglie
che qualcuno mi racconta
ed io percepisco...!
Ho pieno il cuore
di quei suoni fuori del tempo
che ora mi aiutano a comprendere.
Passi incerti i miei a volte,
come cucciolo che si sente solo al mondo.
Ancora curiosità di annusare l’esistenza,
di fiutare un nuovo colore che mi si dipinse sul volto,
di scorgere accanto l’angolo,
una nuova musica.
Forse in fondo all’anima,
c’è ancora un piccolo immenso dolore:
forse anch’esso
rinforzò la mia armatura!
Era necessario che lo vivessi per essere qui ora,
e con gli occhi velati,
dico grazie.
E se anche il mio cuore ora non calibra pienamente
Brillerà!
Esso si riempirà di luce di fronte al nuovo tumulto,
di scintille davanti a questa voce nuova.
Si getterà di nuovo
nell’azzurro di un mare,
che apparirà dietro,
un promontorio non più considerato!
Nello scorgere di un alba,
nell’eclissi di un tramonto etereo o massimale,
volerò fra i canti soavi di ancelle temporali.
Io getterò le braccia al collo
di questo miracolo appena sbocciato
e sarà come stringere tra le mani il sole,
come nuotare ad occhi chiusi
tra le stelle,
sentendone l’energia illuminante
che ti sfiora la pelle:
come rinnovare un antico granello di vita.
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