AUTUNNALE
“che fugge,
che si stacca per sempre dal mio fianco? ”
(Mario Luzi)
Ma forse non è questo fuggire ..
E sempre vedremo a ogni passo
qualche stanca infinitesima parte
che s’invola smarrita e dilegua
prima che venga la sera.
Ma poi torna a posare
il suo breve respiro
nel vago di un prato
e riappare nell’erba.
S’infittisce la forza creatrice
lungo tutta una siepe e continua
in tal modo a leggere l’indirizzo
di un fiore, delle cose tra le mani
operose. E sotto i nostri occhi
il normale fluire introduce un brusio
e ricrea qualcosa che si muove
appena nell’aria, ancora
qualche minuto
o per quanto presto si chiude
questo scarso respiro consunto,
che m’è inutile quando tutto
si stringe e lo stringe in un lungo
tramonto ben altro silenzio.
(Maggio 2005)
LA TERRA CHE TOCCA IL CIELO
Quando la stanchezza si sedeva a fianco
quel luogo che sembrava fatto di risatine
gioiose e stormire di foglie d’incantevoli
boschi aveva la ragione della seduzione
in tutti i suoi colori,
più di quanto avesse letto in una lunga fila
di giorni discordi,
un pochino perfidi, allora che tentava
sentieri innumerevoli sempre più attratta
dal richiamo di luccichii color
giallo-dorato misurabili a migliaia.
Adesso era come svuotare dagli occhi
quei flebili lucori e godersi letteralmente
sulle guance i piccoli doni a tratti fragranti
che aveva appreso più dolci, più grandi,
come fosse ascoltarli
toccare il cielo con largo anticipo.
(Giugno 2005)
LA MIGLIORE POSSIBILE
Lo stridore che produce l’aria
è ancora con te o ti ha lasciato?
Ogni volta passando nello spazio angolare
insieme a lei era possibile vivere, sorridere,
continuare a esserci nelle zone limitrofe
Ma poi che varia ogni passo, ogni respiro,
pensavi che per dipingere i colori dei posti,
dei tempi che descrissero nuovi volti,
il più delle volte non è difficile come sembra
farne a meno della sua presenza
Al punto che quando si è svolto ogni minuto,
ogni giorno che si frantuma sulla pelle,
proprio lì, accanto a te, nelle tue cellule,
e nella stanza fa freddo, non occorre nel cielo terso
(Giugno 2005)
LA VIRTÙ DELL’ECONOMIA
Sono improbabili baci
in fondo un mondo iniziale
che (mi) pare di aver perso
nella vita in oggetto
in cui vengono a un tratto
abbandonati così come se
uno accanto all’altro avvoltolati
si fermano prima di venire donati
(anni di attesa)
Forse si è conclusa la fase
che pullula quelli stranamente
misurabili a migliaia..
Forse hanno paura che possano svelare
quello che non sei
quello che non sai
dopo le prime euforie.
(Giugno 2005)
SOTTO LA BREZZA DURA
Totò parlava di livella che rende
Tutti uguali davanti alla fine
Ma esiste una sorella minore
Della notte buia che nella bella come
Nella brutta sorte che non risparmia
Nessuno e fa pagare
Per la presenza passata che trascorre
Un pedaggio senza sconto
E’ un buon livellatore sociale
Esausti vorremmo in lei sostare
Sotto la brezza dura
Che affiora il crepuscolo impietoso
E scava solchi reali nel sogno
Di essere uguali finchè il passaggio
Sotto la coperta della notte ultima
Livella ancora tutti
E cancella i frantumi della sconfitta
Nel suo trionfo incoronato di fiori
(01-06-2004)
TRAMONTO MARINO
E’ giunta ormai l’ora
che spalanca porta a sera
piluccano i gabbiani
senza più volare
riposa anche la mente
ammaliata al quieto
morir del giorno
Si veste d’oro bianco
l’orizzonte
e il sole stanco
abbraccia trasognato il mare
bevendo l’ultimo sorso
d’acqua chiara
in un atto
di diamantina
voluttà
UNA VOCE CHE VOLA
Il mare di giorno
ha il ritmo della gioia
dell’amicizia
della felicità
dell’armonia con la natura
Il gusto speciale della libertà
che ha un piacevole vestito trasparente
come aria luminosa d’opacità radiosa,
Le sue parole d’amore
sono piene di riflessi dorati
SOLIDA ROCCIA MADRE
Quieta vita opaca
nell’ombra portata
da luce vana
di astri
Ormeggio sicuro
l’acqua smeraldina
dei tuoi occhi
Solida roccia madre
ancoraggio fidato
per giungere le vette
attento accogliente approdo
Ora tormento
la stanchezza
celata di sorrisi
e di silenzi eloquenti
Ora serenità
il rispetto costante
al quotidiano impegno
Lontana l’asprezza
di una vita ignota
ritrovo nello specchio
dei sogni il riflesso
di una mente aperta
Rimane l’eredità preziosa
dei colori del tempo andato
impressi nelle tue fotografie
e nei cari ricordi
custoditi
come il patrimonio
di più gran valore
QUESTIONI DI FEELING IN GIUNGLA D’ASFALTO
Impettiti e imbellettati
vestiti all’ultima moda
variopinti pappagalli
vanno per la loro strada
come buffoni senza anima
camminano sui trampoli
seguono discorsi senza significato
Supponenti nei loro ruoli
immersi nei sogni inconsistenti
che li rendono tutti uguali
e stereotipati nell’ordine
universale, elementi
di un paesaggio vacuo
che ignora
la mia presenza, il mio passaggio,
fanno luce come un fuoco fatuo
(29-05-2004)
VIBRANO CORDE DI CHITARRA
Vibrano
corde di chitarra
in lontananza
Parole di lieve brezza
lasciano
fresca impronta di carezza
che diviene salda certezza
Naturalezza
avvince timidezza
VIVERE ATTIMI NEL TUO PASSATO
Se ti vedo nella voragine
del tempo (che non è il presente)
quando nei tuoi pensieri
io non c’ero
forse scoprirei che mi mancavi
in quel passato che ora sembra
un nido abbandonato
un sentiero isolato
un niente vuoto
Potrei dimenticare le paure vissute
in un silenzio assordante
che non ha consumato tutti
i giorni felici nelle memorie del passato
Le tracce delle ore senza eco
scompaiono adesso in una vita aperta
sul libro della nostra storia
intrecciando fini trame
e ora tocca a noi vivere il mare
del tempo
dove le nostre due fragilità
si abbracciano in una forza sola
COMMIATI
Pochi commiati nel passato
-nessuno accanto-
una terra di magico ricordo,
una città che ospitò superba
giovane "dottore in erba" ,
compagni di scuola
che scambiavano poca parola,
parenti che aspettano lassù
Pochi rimpianti del passato
-deserto intorno-
poca cosa che valga
rifare strada presa
senza prenotare il destino
Rimane a fianco, base d’appoggio
di stabile equilibrio,
baricentro permanente
che adorna di fiori
l’ombra del cammino
SE LA VITA E’ UNO SCHERZO DEL DESTINO
Se la vita
è uno scherzo del destino
che nessuno riesce a spiegare...
cammina
lungo un vecchio canale
come un treno merci
lascia tutto alle spalle
Diretta
verso un altro incrocio
fa la sola cosa che sa fare...
andare avanti
per la sua strada
una strada piena di aspettative
vecchio stile
in un tempo dimenticato
che sembrava
un buon riparo quotidiano
Ascoltare il cuore
e farsi prendere
dal vortice come un naufrago
alla deriva
in attesa di affrontare
due punti di vista differenti
in una storia
piena di problemi
e di attimi che si sono persi
non sarebbe la folle ricerca
sui binari quotidiani
di qualcosa che ci lega
e dia senso all’esistenza
|