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 Alcuni consigli utili


 

PROTEGGI LA TUA CASA

Innanzitutto rendi piu' sicure porte e finestre con protezioni attive (porte blindate, sbarre, chiavistelli, ecc.) cerca di installare un sistema di antintrusione progettato appositamente per la tua casa (diffidate da kit pre assemblati di antifurti perché non tengono conto delle Vostre problematiche ed esigenze personali). Cerca di tenere le cose di valore in maniera riservata.

      UN CANE OLTRE CHE A TENRE COMPAGNIA, PUO' SERVIRE A FARE DESISTERE I MALINTENZIONATI
SE SIETE IN AUTOMOBILE NON TENETE IN EVIDENZA BORSA ED OGGETTI DI VALORE CHE ATTIRANO L'ATTENZIONE.
E' MEGLIO TENERE IL FINESTRINO ALZATO.

 

 

SCIPPI

Nella strada c'è anche chi cerca persone vulnerabili ed indifese da assalire e derubare. Cercate di non passare in luoghi isolati, non camminate vicino al bordo strada. Se ti senti seguito o minacciato ferma qualche passante o dirigiti in un luogo frequentato.

BORSEGGI


I furti con destrezza sono molto frequenti specialmente in luoghi pubblici di norma i borseggiatori anche giovanissimi agiscono in gruppi di due o tre e i piu' esperti da soli. Tra le varie tecniche di borseggio le piu' note sono: nei momenti di confusione (autobus, spettacoli ecc.), urti accidentali, con scuse banali (chiedere l'ora, cambio di soldi ). Fissate attentamente le persone che Vi fermano per con qualche scusa.

 

IN CASO DI BREVE ASSENZA

Lascia qualche luce accesa , radio o TV. Chiudi sempre le porte a chiave. Se tornando a casa trovi la porta aperta o qualche anomalia non entrare ma avvisa subito qualche vicino o il 113 perché all'interno potrebbe esserci un ladro inesperto che potrebbe perdere la testa. Ricordate che tanti furti, molestie ecc. avvengono durante il giorno anche con la Vostra presenza in casa.

NON APRITE A TUTTI  

Non aprite la porta a sconosciuti anche se vestono qualche uniforme e se dichiarano di essere operai generici, ponete delle domande precise ed esigete risposte precise. Diffidate di persone appena conosciute che improvvisano una visita a casa Vostra.

 

 

Galateo

Le presentazioni

Occhio al “Piacere”! 


La prima conversazione non può mai prendere le mosse dopo il classico “Piacere” che, se pur diffusissimo, in questa fase iniziale del rapporto è tutto da verificare e suonerebbe troppo compiacente. Meglio il semplice “Buongiorno” o “Buonasera”, accompagnato da un sorriso e un leggero cenno del capo. Attenzione a non aggiungere l’anglosassone “Come sta?”, si potrebbe andare oltre il piano delle formalità! 


Bando ai titoli 


Nelle presentazioni, meglio tralasciare i titoli accademici, onorifici e nobiliari visto che, se meritati, traspariranno dalla prima conversazione, oppure usarli con discrezione, adattandoli al luogo e all’occasione. In un’azienda si sentirà dire dottore, avvocato, ingegnere molto più spesso che in una serata mondana. Occhio a non assegnarsi da soli i propri titoli: “Sono il Dottor…, Architetto…”. Sarebbe davvero imperdonabile! 

Il “tu” o il “lei”? 


È bene tenere presente che esiste una scala di valori e di confidenza e di rispetto che non può avvalersi sempre e soltanto della forma colloquiale del “tu”. E allora, se non si è più ragazzi, o sul lavoro, e con chi ci offre un servizio, barista, cameriera, meglio mantenersi entro la barriera del “lei”. Passare dalla forma di cortesia, ovvero il lei, a quella confidenziale del tu è un iniziativa che parte solo dalla persona più anziana o importante. 

Come presentare il convivente 


Anche nella nostra società moderna e progressista può capitare, presentando il proprio convivente di cogliere una lieve sfumatura di imbarazzo. E allora, invece delle espressioni poco felici: “il mio fidanzato”, “la mia convivente”, meglio semplicemente dire il nome e poi, se lo si desidera e lo si ritiene opportuno, aggiungere, “Io e Marco viviamo insieme”. Fino a qualche anno fa i “conviventi” erano motivo di scandalo: sulla donna ricadeva il peso sociale della “colpa”, sull’uomo quello professionale, anche più alto. 


La corrispondenza :

Come si conclude 


Le formule di chiusura nella corrispondenza variano a seconda delle circostanze: in una lettera formale “I migliori saluti” o “Cordiali saluti” e la firma, se invece la lettera è indirizzata ad amici meglio evitare formule preconfezionate, prediligendo qualcosa di spontaneo ed affettuoso e aggiungere i saluti per la moglie o il marito. Assolutamente vietata le formule “Distinti saluti”. Distinti da chi? Da che cosa? “Con ossequi” o “Con i migliori omaggi” e così via sviolinando… 

 

Consigli pratici per resistere al MOBBING 

(e non farsi travolgere da esso)   

Un decalogo :

Qui di seguito sono elencati alcuni consigli per mettere in condizione chi subisce vessazioni ed angherie sul luogo di lavoro, di resistere, organizzarsi, reagire, lottare contro i mobbers.

Essi sono frutto di esperienze personali, letture, documentazione. In mancanza di idonea e mirata legislazione, essi costituiscono una base per fornire ai mobbizzati un minimo di aiuto concreto.


1. Abbiate pazienza:

Il viaggio contro il mobbing è lungo, duro e difficile: organizzatevi per una lotta nella quale, alla fine, sarete voi i vincitori. Il tempo gioca a vostro favore: dopo un periodo iniziale di scoramento e di depressione ritroverete la forza di vivere, di sorridere, di sconfiggere i vostri mobbers, di essere giustamente risarciti per i danni subiti.

2. Non cedete allo scoramento ed alla depressione:

Il mobbing cui siete sottoposti non avviene per colpa vostra: le motivazioni socio-psicologiche alla base del mobbing sono molteplici e complesse, oggetto di studi approfonditi di sociologi, psicologi e giuristi. Voi siete solo un capro espiatorio di una situazione che non dipende da vostre colpe.

3. Non pensate alle dimissioni:

La prima cosa alla quale un mobbizzato pensa è quella di fuggire e di liberarsi dalla situazione stressante, abbandonando la scena. In effetti spesso il mobbing ha solo lo scopo di “poter licenziare impunemente”. Dare le dimissioni vi libera, è vero, dal mobbing ma con le dimissioni “la date vinta al mobber” e vi precludete qualsiasi successiva azione risarcitoria nei vostri confronti. Ricorrete ad un periodo di malattia solo per il tempo strettamente necessario: utilizzate preferibilmente i periodi di ferie non godute o i recuperi orari. Tenete però ben presente che al ritorno sul luogo di lavoro dopo un periodi più o meno breve di assenza potreste trovare che molte cose sono cambiate in peggio: durante la vostra assenza il mobber ha avuto tutto il tempo per organizzarsi meglio. 

4. Non pensate di essere gli unici:

Si calcola per difetto che in Italia vi siano almeno un milione e mezzo di mobbizzati (circa il 6% della forza lavoro). Pensare di essere gli unici è una falsa immodestia: siete solo uno dei tanti.

5. Organizzatevi per resistere:

Considerate che, secondo calcoli fatti dalla Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), la messa in atto di azioni mobbizzanti nei vostri confronti, costa alla vostra azienda attorno al 190%della vostra retribuzione annua lorda: alcune cause di questi costi sono:

· Il tempo impiegato dal mobber per studiare nuove forme di vessazione nei vostri confronti

· La perdita di morale tra i lavoratori

· Le giornate lavorative perse in malattia a causa del mobbing 

· I costi a carico del SSN per la cura dei lavoratori ammalatisi a causa del mobbing

· I costi delle liquidazioni in caso di licenziamento spontaneo

· L'azienda, a causa del mobbing, perde elementi produttivi e competenti

· La sostituzione del lavoratore licenziato ha un costo per l’azienda in termine di know-how

· I risarcimenti per cause civili ai lavoratori mobbizzati

6. Raccogliete la documentazione delle vessazioni subite:

Poiché il mobbing, anche se non vi è una legislazione precisa e ad hoc contro di esso, rientra in fattispecie di reati previsti e penalmente perseguibili e di illeciti amministrativi (per esempio, reati: abuso di potere, minacce, violenza privata, diffamazione, calunnia, lesioni personali, etc; illeciti amministrativi: demansionamento, dequalificazione, etc.), è necessario che voi documentiate nel modo migliore possibile le azioni mobbizzanti messe in atto nei vostri confronti. Pertanto:

· Trovate colleghi disposti a testimoniare (anche se è difficile……..)

· Tenete un diario di ogni azione mobbizante contenente: data, ora, luogo, autore, descrizione, persone presenti, testimoni

· Tenete un resoconto delle conseguenze psico-fisiche sul vostro organismo delle azioni mobbizzanti (il mobbing fa ammalare: i sintomi di questa malattia possono essere psichici (ansia, depressione, attacchi di panico, etc.), fisici (insonnia, emicrania, cefalea, dolori muscolari, precordialgie, palpitazioni cardiache, acidità gastrica, tremori, mancanza d’appetito, appetito eccessivo, diminuzione della potenza e del desiderio sessuale, etc.) e del comportamento (perdita dell’autostima, mancanza di fiducia in se stessi, senso di inutilità, etc). Questo vi faciliterà nel documentare il danno biologico che il mobbing ha determinato su di voi, al fine della richiesta di risarcimento dei danni psico-fisici (lesioni personali).

· Mettete in forma scritta e fate protocollare o spedite per raccomandata A.R. ogni vostra richiesta: trasformate qualsiasi ordine verbale ricevuto, in interrogazione scritta (“a voce mi è stato detto di fare questo, chiedo conferma scritta”). Molto spesso non riceverete risposta: ciò sarà la prova di una tra le azioni mobbizzanti.

7. Cercate degli alleati:

E’ questa la cosa più difficile: non sempre i colleghi sono dei “cuor di leone”. Spesso si ritirano in disparte per evitare che il mobbing messo in atto nei vostri confronti possa estendersi anche ad essi. Oppure, nel mobbing trasversale, sono essi stessi i vostri mobbers.
Non vi isolate: coltivate le vostre relazioni sociali, frequentate gli amici, rinsaldate i rapporti familiari spesso impoveriti dal punto di vista affettivo e sessuale. Spiegate ai vostri familiari cos’è il mobbing e quello che state subendo. Non vergognatevi della vostra situazione, parlate con le persone che vi sono vicine per acquistare consapevolezza della vostra situazione, per rafforzare l’autostima ma non passate all’estremo opposto. Parlare incessantemente del vostro problema, focalizzare l’attenzione unicamente sul vostro dramma, può stancare amici e familiari e quindi potreste trovarvi ancora più soli. Il vostro matrimonio, la vostra famiglia, le vostre amicizie potrebbero andare in crisi. Si realizzerebbe così il fenomeno del “doppio mobbing” per il quale le persone coinvolte in Italia dal mobbing, assommano a 5 milioni.

8. Denunciate il mobbing:

E’ questa una attività da attuare con ponderata attenzione: evitate che le denuncie possano esporvi a ritorsioni (possibili querele per diffamazione).

Scrivete la storia del vostro mobbing. Siate il più concisi possibile. Prima di divulgarla riponetela in un cassetto e rileggetela dopo almeno una settimana: eliminate le parti superflue e conservate solo quelle importanti. La precisione nei particolari fa diventare pesante la vostra storia: dovete colpire l'attenzione di chi vi legge.

Rivolgetevi ai giornali, televisioni private, radio locali, sindacati, associazioni di categoria. Denunciate fatti reali e documentati. Scrivete dei tazebao da affiggere nei luoghi consentiti. Divulgate all’interno dell’azienda le vostra situazione: il racconto della vostra storia potrebbe far sorgere tra gli altri dipendenti un movimento di opinione a vostro favore. Ricordate che la pubblicizzazione della vostra denuncia può essere incompatibile con la segretezza degli atti d’ufficio.

Chiedete copia della documentazione esistente negli atti d'ufficio e nel vostro fascicolo personale: è un vostro diritto (legge 241/90 sulla trasparenza amministrativa e legge 675/96 cosiddetta sulla "privacy") l'accesso agli atti d'ufficio che vi riguardano e al vostro fascicolo personale per poter ottenere copia di tutti i documenti che vi interessano.

9. Iscrivetevi ad una associazione contro il mobbing:

Rivolgetevi unicamente a quelle che sono apolitiche, asindacali, aconfessionali, che non hanno scopo di lucro, come il MIMA

10.Ricorrete alle vie legali:

In questo caso non siate impazienti: 

· Nella scelta tra procedimento penale e/o civile, (causa di lavoro, risarcimento del danno biologico), preferite dapprima il procedimento civile (causa di lavoro, risarcimento per lesioni personali).

· La durata di una causa di lavoro è lunga: anche in caso di vittoria in primo grado, aspettatevi un ricorso in appello da parte dell’azienda: calcolate da un minimo di quattro anni fino ad otto – dieci anni.

· Rivolgetevi ad un buon avvocato cha abbia già trattato cause di mobbing, che sicuramente non abbia legami con la vostra azienda.

· Chiarite subito gli obiettivi che intendete raggiungere (danno biologico, demansionamento, reintegra nel posto di lavoro, patteggiamento, risarcimento dei danni, etc.) e le strade da percorrere.

· Coinvolgete il minor numero di persone: possibilmente solo la vostra azienda. In questo modo il vostro avvocato non si troverà a dover lottare contro eserciti di avvocati di controparte che si coalizzeranno contro di voi. Successivamente potrete procedere anche contro gli autori materiali del vostro mobbing: ad esempio, in caso di pubblici dipendenti, sarà possibile documentare il danno all'erario determinato dai vostri mobbers.

Fonte : Dott. Pasquale Salvatore
Consigliere del Direttivo Nazionale MIMA



 

Animali in casa :   Consigli pratici


::: Arriva in casa un cucciolo  

Le cose da fare...
Rassicuratelo e coccolatelo, ma chiarite subito chi comanda in famiglia.
Sistemategli una comoda cuccia in un angolo tranquillo e insegnategli a usarla.
Nutritelo a orari regolari.
Portatelo fuori spesso, lodatelo e dategli un piccolo premio quando fa i suoi bisognini.
Fatelo giocare: per lui è molto importante.
Quando volete insegnargli qualcosa, parlategli con voce molto calma e chiara.
Abituatelo fin da subito a stare a casa da solo.
Se dovete sgridarlo, usate un tono severo, ma non urlate.
Se dovete punirlo, "picchiatelo" con un giornale arrotolato.

... e quelle da evitare

Non costringetelo a giocare tutto il giorno: un cucciolo ha bisogno di dormire molto.
Non perdete mai la pazienza.
Non infliggetegli punizioni fisiche.
Non attiratelo con un bocconcino quando dovete punirlo.
Non concedetgli qualcosa che domani dovrete negargli.

::: Come lo chiamiamo?
Il nome deve essere corto (due sillabe) e "sonoro": deve finire con una vocale o con un suono secco. Evitate nomi complicati o ridicoli, difficili poi da usare in pubblico.

Dare un nome al nuovo amico che entra a far parte della famiglia è il primo gesto che sancisce con lui l’inizio di un legame importante e duraturo. Scegliere il nome per qualcuno significa esprimere un sentimento, fare un progetto, trasmettere un destino.

Quando il cucciolo entra in casa, prima di fare questo passo, osservatelo per qualche giorno, studiatene il carattere e il comportamento, in modo da scegliere proprio quel nome che meglio si adatta alle caratteristiche che lo rendono unico. Provate a immaginare che sia lui stesso a suggerirvi come vorrà essere chiamato.

Evitate possibilmente i nomi qualunque - Fido, Fufi, Cicci, Fifì, Micio - per scegliere invece un appellativo intonato con il colore del suo mantello e l’espressione del suo sguardo, oppure che indichi ciò che l’animale rappresenta per voi o ancora che ricordi le circostanze, magari curiose, in cui vi siete incontrati. Pensate che ogni animale, quando lo incontrate, ha dentro di sè un nome ... che aspetta solo di essere chiamato.

::: Il guinzaglio, un accessorio prezioso

Controllate spesso l’integrità del moschettone e dell’anello, per evitare che il guinzaglio possa sganciarsi da solo, quando meno ve lo aspettate.

Ricordate che la lunghezza del guinzaglio deve essere proporzionata alle dimensioni del cane e non deve essere eccessiva, in modo che l’animale si abitui a camminare accanto al suo padrone.

In città evitate di usare il guinzaglio riavvolgibile: non solo può disturbare i passanti, facendoli anche cadere, ma con questo sistema il cane perde la buona abitudine di camminare al passo, non avverte più la vostra guida ed è in pratica libero di scendere dal marciapiede o magari di azzuffarsi con i suoi simili.

::: Un micio in casa: gli errori da evitare 

Non pretendete che stia nella sua cuccia, come un cagnolino: il gatto ama sentirsi padrone della casa.

Non lasciate incustoditi cibi per lui attraenti: il gatto è un po’ ladro.

Non cercate di tenerlo in braccio se non vuole, perché potrebbe graffiarvi.

Non accarezzatelo contropelo.

Non toccategli i baffi.


Non permettegli mai di giocare con i fili elettrici.

 

  I consigli della Polizia di Stato 

Internet - Per i genitori   

Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni
Dite ai vostri figli di non fornire dati personali (nome, cognome, età, indirizzo, numero di telefono, nome e orari della scuola, nome degli amici), potrebbero essere utilizzati da potenziali pedofili.
Controllate quello che fanno i vostri figli quando sono collegati e quali sono i loro interessi.
Collocate il computer in una stanza di accesso comune piuttosto che nella camera dei ragazzi e cercate di usarlo qualche volta insieme ai vostri figli.
Non permettetegli di usare la vostra carta di credito senza il vostro permesso.

Controllate periodicamente il contenuto dell'hard disk del computer usato dai vostri figli, verificando la "cronologia" dei siti web visitati.

Cercate di stare vicino ai vostri figli quando creano profili legati ad un nickname per usare programmi di chat.

Insegnategli a non accettare mai di incontrarsi personalmente con chi hanno conosciuto in rete, spiegando loro che gli sconosciuti così incontrati possono essere pericolosi tanto quanto quelli in cui ci si imbatte per strada.
Leggete le e-mail con i vostri figli, controllando ogni allegato al messaggio.

Dite loro di non rispondere quando ricevono messaggi di posta elettronica di tipo volgare, offensivo o pericoloso e, allo stesso tempo, invitateli a non usare un linguaggio scurrile o inappropriato e a comportarsi correttamente.
Spiegate ai vostri figli che può essere pericoloso compilare moduli on line e dite loro di farlo solo dopo avervi consultato.
Stabilite quanto tempo i vostri figli possono passare navigando su Internet e, soprattutto, non considerate il computer un surrogato della baby-sitter.
Esistono particolari software, facilmente reperibili su internet, che impediscono l'accesso a siti non desiderati (violenti o pornografici per esempio). I "filtri" possono essere attivati introducendo parole-chiave o un elenco predefinito di siti da evitare. E' opportuno però verificare periodicamente che funzionino in modo corretto e tenere segreta la parola chiave.
 
Internet - Per i più piccoli
 

Navigare su Internet può essere utile e divertente, ma prima di cominciare è importante conoscere e ricordare alcune regole molto importanti.
Non date mai informazioni come il vostro nome e cognome, indirizzo, nome della scuola o numero di telefono a persone conosciute su Internet.
Non mandate mai vostre foto a qualcuno conosciuto via Internet senza il permesso dei vostri genitori.

Leggete le e-mail con i vostri genitori, controllando con loro ogni allegato al messaggio.

Dite subito ai vostri genitori o ai vostri insegnanti se leggete o vedete qualcosa su Internet che vi fa sentire a disagio o vi spaventa, per esempio fotografie di persone adulte o di bambini nudi.
Non fissate incontri con persone conosciute via Internet senza il permesso dei vostri genitori.
Ricordatevi che on line le persone possono non essere quello che dicono di essere. La bambina con cui credete di chattare potrebbe essere un uomo adulto!
 

 

18 regole d'oro 

Duplicate e conservate copia, in luogo sicuro, di tutti i documenti personali e delle proprietà.
Conservate fatture, ricevute fiscali e contratti di tutto quello di valore che avete acquistato in modo da essere precisi e documentati in caso di furto.

Riepilogate le cose più importanti in uno scritto, che conserverete o lascerete a persone di fiducia, in modo da facilitare il compito di chi deve intervenire in vostra vece.
Portate sempre in tasca uno i più bigliettini sui quali sia scritto il numero di telefono e l'indirizzo delle persone a cui rivolgersi in caso di bisogno (familiari, amici, medico, etc.).

Portate anche eventuali certificati medici che attestino o mettano in evidenza particolari patologie di cui è importante conoscere l'esistenza nel caso di soccorso urgente.

Avvertite della vostra assenza persona di fiducia e lasciate il recapito dove in caso di bisogno è possibile rintracciarvi.

Avvertite sempre i familiari di quando avete intenzione di rientrare, in modo che sia conosciuto il vostro arrivo e l'eventuale mancato ritorno.

Non assicurarsi sull'identità di un interlocutore è una pessima abitudine; sappiate che i mistificatori si possono nascondere ovunque. Imparate l'ubicazione, nella città, degli uffici della Polizia di Stato, le pratiche che essi assolvono (passaporti, denunce, etc.), così come quelli degli altri Corpi e le loro competenze.

Imparate le procedure per denunciare furti, scippi ed altri danni, ma soprattutto, a conoscere i documenti necessari per quantificare il danno subito e per rivalersi sull'assicurazione.

Denunciate immediatamente il furto o lo smarrimento delle carte di credito, dei libretti degli assegni e della pensione di tutti quei documenti che possono essere oggetto di contraffazione e di illecita e immediata utilizzazione.

Se smarrite le chiavi di casa è buona norma sostituire la serratura, ma anche lasciare un duplicato a persona di fiducia per averle disponibili in caso di bisogno - ( basti pensare al chiudersi fuori di casa ed essere senza chiavi ). Duplicati di chiavi dell'auto o altro conservatele in luogo sicuro.

La perdita o il furto dell'agenda non è solo una seccatura per dover ricostruire appuntamenti e indirizzi, ma può essere un pericolo se sono stati tenuti in modo troppo riconoscibili.

Se usate agende elettroniche adottate sempre il codice segreto per qualunque registrazione.

Tenete sempre presenti i semplici numeri telefonici per richiedere pronto intervento e aiuto:
• 113 soccorso pubblico di emergenza (Polizia di Stato)
• 112 Carabinieri
• 115 Vigili del Fuoco
• 116 Aci

Utilizzate forme assicurative, depositi di sicurezza e ogni altro mezzo atto alla diminuzione del pericolo e del danno derivante dalla iniziativa dei malviventi.

Evitate di esternare in pubblico ricchezze e proprietà per impedire che informazioni sul vostro conto giungano all'orecchio dei malintenzionati.

Insegnate e consigliate ai bambini, ai ragazzi e ai nonni ad essere riservati, a non raccontare in giro interessi familiari.

Considerate sempre in positivo il rapporto con le forze di polizia, per ogni evenienza e circostanza.